I Trend Che Prevediamo Per Retail & E-commerce

20 Mar

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Il negozio è cambiato? W il negozio!

Negli ultimi anni il net-retail sta continuando a crescere, grazie al dirompere delle tecnologie. L’evoluzione dei dispositivi mobili, dei social network, delle piattaforme e-commerce, ecc. stanno portando sia vantaggi che sfide agli imprenditori, che si devono preparare con attenzione per adattarsi al cambiamento in atto.

Ecco come prevediamo cambierà la situazione nel net-retail, con trend divisi in 3 categorie:

  • Tecnologia
  • Comportamento del cliente
  • Novità nel cambiamento

La tecnologia innoverà i trend commerciali

1. Realtà aumentata e realtà virtuale guadagnano terreno

Un passo alla volta, realtà aumentata e realtà virtuale hanno già mostrato il loro potenziale nel 2018 con molti brand noti come IKEA, Samsung e Amazon.

Queste tecnologie permettono al cliente di vedere e provare i prodotti sui loro dispositivi prima di procedere all’acquisto.

La realtà aumentata e la realtà virtuale consentono una vera esperienza di acquisto, in particolare per quei negozi online che vendono arredamento per la casa, mobili, abbigliamento, cosmetici, ecc.

Molti brand stanno investendo per lo sviluppo di queste tecnologie, attualmente Amazon e Samsung sono i due giganti che guidano questa evoluzione, ma nei prossimi anni tale tecnologia scalerà anche sulle PMI, soprattutto quelle più innovative.

2. La tecnologia vocale porta più vendite

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Hai mai sentito parlare di “voice commerce”? È il termine che identifica le transazioni che avvengono quando i clienti comprano “con la voce”.

Lo sviluppo delle tecnologie vocali permette alle persone di cercare, selezionare e acquistare parlando ai loro dispositivi.

Nel 2017 questo sistema di assistenza vocale è stato utilizzato dal 41% della clientela che possiede Amazon Echo e Google Home.

La previsione è che nel 2020 il 50% degli utenti utilizzerà la ricerca vocale.

3. I software SaaS prendono terreno

SaaS sta per Software as a Service, Software come Servizio, e sta diventando la scelta migliore per gli online retailer perché molte piattaforme di ecommerce non sono molto flessibili, le operazioni sono lente e gli imprenditori faticano a incrementare il volume di vendita.

Le soluzioni SaaS sono in cloud e indipendenti dal sistema in sede (on-premise system). Pertanto risultano stabili, flessibili e modulabili a un prezzo ragionevole.

Per utilizzare un Software SaaS, i proprietari di un sito accettano di pagare un abbonamento mensile o annuale invece di un pagamento puntuale come per le soluzioni on-premise.

In ogni caso, i SaaS sono una delle mosse più significative nel moderno commercio online, i venditori possono scegliere di seguirlo o rimanere inevitabilmente indietro con soluzioni più Macchinose come Magento. Per i più piccoli (per esigenze non per obiettivi di fatturato) invece soluzioni più smart come Prestashop rimangono le più corrette.

4. La spedizione e il ritiro del prodotto

Un’altra previsione per i negozi online è la trasformazione in servizi di ritiro e spedizione.

Amazon inizia a utilizzare i droni per consegnare i prodotti in Inghilterra, così come continua a utilizzare con i metodi di spedizione tradizionali, e le aziende hanno qualche nuova opzione: come la spedizione su abbonamento.

L’esperienza di acquisto migliorerà sicuramente con la consegna in 2 ore o in un giorno.

Questo trend crescerà ulteriormente nel 2019, consentendo un’operazione regolare e un’attività dettagliata per alti volumi di vendita.

5. Mobile checkout più semplice

I principi relativi al Mobile-First sono noti da anni, e le previsioni dicono che nel 2022 sarà lo smartphone il dispositivo da cui verranno fatti più acquisti.

Vuoi incrementare i ricavi? Ottimizza l’esperienza mobile, e soprattutto il processo di checkout spesso poco mobile-friendly.

Il tasso medio di abbandono del carrello in tutti i dispositivi nel 2017 si aggirava intorno al 79% e nel 28% dei casi avveniva per colpa del checkout problematico.

Consiglio: per garantire una migliore esperienza mobile, il checkout deve essere in un’unica pagina, con opzioni precompilate e senza forzare il cliente a registrarsi se non necessario.

6. Chatbot più interattivi

Nel 2019, le moderne chat integrate con intelligenza artificiale aiuteranno a migliorare significativamente il tasso di conversione.

Con le giuste configurazioni iniziali, i chatbot possono dialogare con il cliente in vari scenari, qualificare le lead raccolte e concludere accordi.

Allo stesso tempo permettono di raccogliere dati per prendere le decisioni più adeguate.

7. Sfide per ottimizzare i siti web

Aumentare la velocità degli ecommerce è da sempre una grande sfida per i team tecnici.

La missione sarà ancora più dura nel 2019 date le molte richieste per le funzionalità di back-end come la gestione della chiusura di una vendita, delle consegne e dell’inventario.

Verranno richiesti anche sviluppi di alta qualità lato front-end come la realtà aumentata e virtuale, video, chatbot, ecc. E ovviamente tutto questo deve funzionare bene anche da mobile.

La ricerca vocale di cui abbiamo già parlato aggiorna anche l’attività SEO.

Il commercio online sarà guidato dal comportamento del cliente

8. Esperienza personalizzata

Liste dei desideri e raccolte sono buoni esempi di esperienza personalizzata.

Questi dati rispecchiano interessi e comportamenti dei clienti e forniscono dati interessanti ai marketers e agli imprenditori.

Il 45% dei consumatori preferisce comprare in negozi che hanno recensioni positive, il 56% tornerà a fare acquisti.

9. Percorsi omnicanale

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La vendita è figlia sempre di un comportamento omnicanale degli utenti (si veda al riguardo il post: Omnichannel VS Multichannel) ed è il punto principale nella tendenza del commercio tout court. Richiede un approccio multi canale sia lato marketing che lato vendita. Il cambiamento del comportamento di acquisito degli shopper lo impone.

Gli studi evidenziano che le comunicazioni multi canale suscitano un interesse del 166% in più rispetto alle campagne su un unico canale.

Il compito più complicato nel percorso multi canale è la gestione dei contenuti: è importante che i messaggi nei vari canali siano coerenti tra loro.

La marketing automation sarà la prossima evoluzione del marketing.

10. Social shopping – una migliore esperienza ecommerce

Tra le nuove tendenze ecommerce, i social network non sono più solo fonti di traffico. Ora i brand possono vendere i loro prodotti via Facebook, Snapchat o Instagram con caratteristiche simili a quelle delle piattaforme ecommerce.

Raggiungere i possibili clienti in un momento di relax potrebbe essere il modo più amichevole per vendere.

Facendo attenzione a che canali usare e quando usarli.

11. Automazione del servizio clienti

Il 42% dei clienti acquista di più dopo aver ricevuto una buona assistenza, e il 52% di quelli insoddisfatti non torna nei negozi.

Come abbiamo visto nel 2019 ci saranno più canali di vendita e più metodi di consegna: questo si traduce in un aumento di pressione sui centri di assistenza clienti.

La tecnologia dovrebbe essere adoperata per rimpiazzare il supporto manuale nelle attività più automatiche e basiche.

La previsione per l’ecommerce nel 2020 è che l’85% delle interazioni avverranno senza umani.

12. Il content marketing si fa spazio

Il content marketing negli ultimi anni è ritornato molto alla ribalta. Questo però non significa che sia stato fatto nel miglior modo per ottenere o fidelizzare clienti.

L’82% di chi vende crede di capire il cliente e offrirgli sempre la storia che vuole sentire, invece solo il 23% dei clienti pensa di essere d’accordo con il contenuto proposto dal brand.

Le tendenze retail nel 2019 che sono controllate dalle moderne tecnologie per i dati e l’analisi degli insight vedranno un aumento dei contenuti volti alla vendita.

13. I clienti contano sull’affidabilità

I consumatori trovano sempre marchi di cui potersi fidare, non solo sulla base della qualità del prodotto, ma in relazione all’immagine di marca.

Ecco alcuni numeri che mostrano i fattori chiave per i prossimi trend nel retail:

  • Il 33% dei consumatori sceglie di comprare da aziende impegnate nel sociale e nella tutela ambientale
  • Il 75% dei consumatori non hanno problemi a condividere i loro dati personali con i brand di cui si fidano
  • L’82% di loro non acquisterà da marchi che non possono proteggere la sicurezza dei loro dati
  • Il 63% dei consumatori globali comprerebbe da un’azienda che considera “autentica”

14. Strategie per la pubblicità

Ci sono due strategie particolari e innovative per fare pubblicità oggi: il video advertising e gli influencer.

I micro influencer, che hanno un gran numero di seguaci nei social ma non sono delle celebrità, sono il canale più efficace. Oltre il 70% dei clienti può venire influenzato da qualcuno che ammira o segue.

Ma è un’attività molto difficile e costosa che spesso, quando delegata ad agenzie esterne, non porta i risultati attesi.

Da testare di caso in caso…

15. Le Mobile App sono un must have

Nel commercio al dettaglio, le app sono più incisive di email e messaggi per ricordare, spingere le promozioni, vendere altri prodotti ecc.

In più aiutano la personalizzazione e forniscono ottimi dati per i CRM. La maggior parte dei brand ecommerce ha un’app e il 2019 sarà l’anno della grande gara nella customer experience.

Chi cambierà in questi sviluppi

16. Il Direct-to-Customer continua a crescere

Le aziende che utilizzano il modello di business D2C, Direct-to-Customer, cresceranno rapidamente nel 2019 e costituiranno gli interpreti più dinamici e agili nelle prossime tendenze di vendita.

Il modello D2C taglia alcuni passaggi distributivi del commercio all’ingrosso e i prodotti saranno venduti direttamente dal produttore al consumatore.

Il D2C assicura una brand experience saldamente controllata dall’inizio alla fine e fa risparmiare soldi ai clienti grazie all’accorciamento della filiera.

17 L’abbonamento nell’ecommerce

Un servizio in abbonamento è il nuovo principio anche nelle moderne tendenze ecommerce.

In realtà l’abbonamento non è un’idea nuova nel business digitale, ma è il nuovo modo di realizzare guadagni nel commercio al dettaglio.

18. Il net-retail è seguito per crescita dal B2B

I ricavi dell’ecommerce B2B hanno raggiunto i 5 miliardi di dollari nel 2017 e ci si aspetta una crescita fino a 6,7 miliardi nel 2020.

Assecondando l’incredibile crescita delle vendite B2C, anche il B2B sta avendo lo stesso sviluppo per garantire la capacità di assistere ingenti volumi di vendita verso altre aziende.

Esistono due fattori chiave per incrementare i ricavi B2B che sono il supporto dato dalle soluzioni high-tech e il principio “mai contendersi i clienti delle maggiori aziende B2B”.

19 Il dropshipping potrebbe essere più rischioso

Il dropshipping è la pratica di mettere in vendita un prodotto che non si ha a magazzino.

Il 2018 ha visto molti cambiamenti da Facebook, Amazon, Shopify e regolamenti precisi da parte di Paypal e Stripe per limitare e gestire al meglio il mercato dropshipping.

I commercianti più grossi che utilizzano da tempo il dropshipping e hanno una buona reputazione, non avranno grossi problemi.

Invece, per i nuovi imprenditori che iniziano ad affacciarsi sul mercato, ci potrebbero essere più rischi rispetto agli anni passati.

20. Il nuovo ruolo dei negozi fisici

Quando si devono acquistare oggetti costosi, i negozi fisici danno maggior sicurezza all’82% dei clienti del Regno Unito. I numeri sono simili in molti altri paesi europei.

Con la crescita dell’omnichannel retail, i negozi fisici rivestiranno un ruolo importante come vetrina prodotti, punto di ritiro, promozioni o servizio clienti.

21. Omnichannel Commerce

L’Omnichannel Ecommerce sta crescendo perché le vendite online non possono sopraffare lo shopping in negozio.

Dall’avvento del commercio digitale, gli acquirenti si sono divisi: il 51% preferisce gli acquisti online e il 49% preferisce i negozi fisici. Preferire non vuol dire scegliere uno e abbandonare l’altro….

L’Omnichannel continuerà ad essere la più completa tra le principali tendenze retail del 2019.

22. Pagamenti

Ad oggi i clienti hanno a disposizione parecchi metodi di pagamento e, con l’aggiungersi delle criptovalute e nuovi sistemi, il panorama potrebbe diversificarsi ancora di più nel 2019.

Per competere con gli altri, i servizi di pagamento stanno iniziando ad offrire il cashback: un piccolo importo viene mandato agli acquirenti come se fosse un piccolo risparmio. Questo potrebbe essere un buon modo di incoraggiare i clienti ad acquistare di più.

Come ConnectPos, del quale abbiamo condiviso la visione del cambiamento.

23. I dati che governano le decisioni e le azioni

La Data Analytics è il processo di esame dei set di dati per trarre conclusioni sulle informazioni che contengono, con l’ausilio di sistemi e software specializzati.

Una delle attività peculiari del digital marketing è l’analisi dei dati degli utenti: la Web Analytics, utile per migliorare le conversioni del sito web, e l’UX,  per comprendere meglio il comportamento degli utenti, massimizzare le performance delle campagne di promozione online e di web marketing.

La Data Analysis & Business Intelligence (BI) viene utilizzata spesso per la comprensione  del comportamento Omnichannel dei clienti individuati per cluster di appartenenza, analizzare la loro Customer Journey, conoscere e valorizzare il Lifetime Value dei clienti, impostare strategie efficaci di Digital Marketing e Marketing Automation.

La BI e il reporting forniscono ai dirigenti aziendali informazioni utili su indicatori di prestazioni chiave – Key Performance Indicator – operazioni aziendali, clienti e altro ancora.

Il net-retail e la GDO più di ogni altro avrà bisogno di sfruttare i dati contenuti nei vari silos aziendali per prendere decisioni strategiche e operative di marketing.

E in tale processo Studio Cappello sta modellando la propria consulenza.


Studio Cappello E-commerce Strategies


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