SEO 2022: Cosa Non Fare

16 Feb

Nel 2021 ci sono stati aggiornamenti significativi per chi si occupa di SEO

Nel 2021 ci sono stati diversi aggiornamenti SEO, ma al centro dei desideri di Google rimane sempre il migliorare l’esperienza dell’utente nel suo motore di ricerca.

Ma come per ogni nuovo aggiornamento, sono nate false regole, miti e dubbi sull’importanza di tali novità quali fattore di ranking, che spesso sono alimentati online da punti di vista di SEO improvvisati o di bassa esperienza, miti che nel nostro Corso SEO regolarmente sfatiamo.

Questi quindi alcuni consigli SEO delle cose da NON FARE in relazione alle principali novità del 2021.

Non dare priorità a Core Web Vitals (CWV) rispetto ai contenuti di qualità

Un grande punto su cui si è discusso lo scorso anno è stato l’aggiornamento della Page Experience, e in particolare i Core Web Vitals.

Google prende sul serio i suoi Core Web Vitals come fattori di ranking, per tale ragione si può trovare un rapporto CWV in Google Search Console e ottenere le metriche CWV nei risultati di PageSpeed Insights (per dispositivi mobili fino a febbraio 2022, poi le metriche verranno implementate anche per desktop).

Più lenti sono i tempi di caricamento di un sito web, peggiore sarà l’esperienza utente del tuo sito. Soprattutto sui dispositivi mobile dai quali proviene la maggior parte delle ricerche di Google.

La velocità di caricamento del sito è in effetti da tempo un fattore di ranking. Ma è importante ricordarsi che, come Google ha dichiarato, avere una migliore esperienza di pagina non permette ranking migliori se il contenuto non è significativo:

essere utili e rispondere alle domande degli utenti è uno dei fattori di ranking più cruciali!

Se si dispone di ottimi contenuti Web, i Core Web Vital ottimizzati possono spingere un po’ più in alto i ranking rispetto a pagine concorrenti. Senza buoni contenuti: “ciaone!”

Non dare per scontato che Google riscriverà tutti i tuoi TITLE

Molti SEO hanno smesso di impegnarsi nello scrivere al meglio il TAG TITLE nella convinzione che tanto Google poi lo riscriverà per migliorare l’esperienza utente.

Google fa tale riscrittura per diversi motivi.

Innanzitutto lo fa soprattutto per quei TITLE che ritiene siano veramente scadenti per l’esperienza dell’utente. Secondo Google, il titolo spazzatura include quelli pieni di parole chiave, quelli eccessivamente lunghi, quelli ripetuti sulle pagine di un sito o semplicemente quelli mancanti.

In alcuni casi, i nuovi TITLE di Google provengono dal testo H1, da corpo del testo o dal testo delle ancore dei backlink.

Ma anche i titoli ottimizzati dai SEO vengono riscritti a volte, come mai? Questo accade perché Google con la sua IA semantica rende i TITLE più descrittivi o semplicemente migliori. A volte, infatti, i TITLE ben ottimizzati dai SEO non lo sono anche in relazione ai contenuti della pagina o alle esigenze degli utenti, ma lo sono solo per potenziare il posizionamento di una determinata parola chiave. E questo a Google non va bene.

Google ha dato una spiegazione extra di quanto e come riscrive i TITLE: utilizza il tag originale l’87% delle volte e ne riscrive il 13% essenzialmente per migliorare:

  • titoli troppo brevi
  • titoli obsoleti
  • titoli boilerplate
  • titoli imprecisi

Quello che si deve fare è scrivere TITLE di alta qualità, descrittivi, veritieri e utili agli utenti per trovare una risposta ai loro bisogni (espressi nella ricerca) nella pagina dove “atterreranno”.

Offrire cioè agli utenti ciò di cui hanno bisogno pensando al contempo agli algoritmi di ranking di Google: questo i SEO Specialist di Studio Cappello fanno utilizzando anche tecniche di Search Engine Writing, così Google non li riscrive e possono essere ottimizzati per le parole chiave che interessano, facendo svettare e preferire nei ranking i nostri clienti rispetto i loro competitor (a parità di pagerank).

TIPS

Con l’occasione segnaliamo la nuova estensione SEO Glimpse per Chrome che si integra a Google Trends e permette di vedere immediatamente:

  • Volume di ricerca medio in base al periodo selezionato
  • Le variazioni % del trend YoY
  • Le keywords correlate prese direttamente dalla sezione PAA (con opportunità di ordinarle per SV)
  • I principali canali dove è stata più usata quella keyword

Studio Cappello / Agenzia SEO
Search Experience Optimization


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