Defriend and Unfollow e morte delle App

5 Lug

La vedo anch’io così.

David Shing, Digital Prophet di AOL, vede nel futuro un ritorno dell’email, con aumenti del ROI di oltre il 250%, riprendendo quote ai modaioli  Twitter e Facebook, generatori più di “rumore” che di reale valore.

Shing è convinto (come me) che i rapporti sociali creati dagli attuali strumenti creino una falsa “umanità” che poco arricchisce la vera vita, quella offline.

“Defriend and Unfollow”: elimina amici e smetti di seguire saranno i nuovi trend. Per valere realmente qualcosa servirà essere originali e i prodotti dovranno essere più curati. “Nella lotta per ottenere attenzione, devi mettere insieme qualcosa di bello: allora la gente troverà del tempo per te”. Allo stesso modo per i marchi, è molto pericoloso per le aziende essere coinvolti sui social network a meno che non in grado di garantire un proficuo dialogo.

E le app? Spazzatura… “Le app sono un concetto orrendo”, sostiene Shing, secondo cui il modello attuale sarà presto rimpiazzato dall’HTML5“La cosa davvero importante sono gli M-Site, i siti ottimizzati per mobile: “Come accadeva ai tempi di Windows 98, se un’app non è nella tua pagina principale, immagino la ridondanza che c’è a pagina 5. Ecco perché HTML5 e la prossima generazione del web sono così importanti, perché saranno adatti a tutti i dispositivi” (da wired)

Molto molto bene…

email

Lascia Un Commento

5 Responses to “Defriend and Unfollow e morte delle App”

  1. Giacomo 6 luglio 2012 at 12:47 #

    Riguardo alle app: mi piacerebbe che fosse così.

    Di certo l'HTML5 potrà fare tanto (basti vedere anche l'ecosistema di Microsoft per Windows 8 e Windows Phone che spinge in quella direzione) ma il sistema di business basato su app credo sia più remunerativo e per questo motivo in molti stanno spingendo verso un web sempre più app centrico.

    Ma spero di sbagliarmi.

    Per quanto riguarda i social network, invece, non la penso del tutto come voi.

    Ritengo anche io siano dei "generatori di rumore" ma credo, al contrario di quanto sostengono in molti, che social come facebook e google+, dove è possibile conversare decentemente e filtrare le persone, la visibilità dei post, lo stream e gli argomenti, siano ancora un buon posto "da frequentare" e possono arricchire notevolmente i rapporti interpersonali, specialmente nel caso in cui la distanza sia un fattore chiave per il mantenimento degli stessi.

    Ma questa frase: "Per valere realmente qualcosa servirà essere originali […]per ottenere attenzione, devi mettere insieme qualcosa di bello: allora la gente troverà del tempo per te” la trovo assolutamente condivisibile.

    Per finire, una cosa sembra ormai certa: i social creano dipendenza. Non eravamo pronti ad un'immersione simile di input e siamo diventati presto "dipendenti" dall'apprezzamento derivante da un like, +1 o retweet.

    Grazie, Andrea, per aver condiviso questo articolo.

  2. Enrico 6 luglio 2012 at 16:04 #

    cappello ma dove cazzo vivi?

  3. Massimo 7 luglio 2012 at 18:00 #

    …avanti, enrico, avanti. e soprattutto davanti i caproni… grazie andrea per lo spunto..

  4. Luca 7 luglio 2012 at 18:05 #

    le tue visioni profetiche mi fanno paura, ma da quando hai annunciato per tempo la morte (poi avvenuta) di myscape, firefox, wave ti seguo, eccome che ti seguo…

  5. Roby 8 luglio 2012 at 12:17 #

    html5 e fuori dalle palle adobe (che si è gia ritirato in tal senso) e app. concordo…

Leave a Reply

*

Loading Facebook Comments ...
Loading Disqus Comments ...