Meno Annunci AdWords In Sidebar: Nuove Strategie PPC?

1 Mar

Nuova_SERP_Google

Google ha eliminato gli annunci sponsorizzati sulla sidebar di destra.

Cos’è cambiato esattamente? Sono stati riorganizzati gli spazi riservati alle sponsorizzazioni. Rimuovendo gli annunci dalla colonna di destra il numero di ads è stato ridotto da 11 a 7. Cosa comporterà questa novità? E che conseguenza sul traffico organico SEO?

Fino a qualche giorno fa, gli annunci sponsorizzati di Google apparivano in tre posizioni: sopra, sotto e sul lato destro dei risultati di ricerca organici.

Old_SERP_Google

Dopo le modifiche la posizione di destra è stata rimossa.

In alcuni casi, è stato incrementato il numero di ads nella parte superiore della SERP, passando da 3 a 4. Questo succede solo per quelle che Google definisce “query altamente commerciali”, ossia quei casi in cui Google ha molta fiducia sull’effettiva intenzione di acquisto dell’utente.

Per quanto riguarda gli annunci nella parte inferiore della SERP non ci sono modifiche. Gli annunci shopping, invece, potrebbero ancora apparire nella sidebar di destra.

Ecco un esempio di com’è ora una SERP.

SERP_CorsoAdWords

Perché Google ha fatto questa scelta?

Non si fanno cose a caso ma si sono analizzati dati sul comportamento degli utenti.

Inoltre ricordiamocelo: l’obiettivo di Google non è vendere click ma dare un’alta esperienza ai suoi utenti in relazione ai loro bisogni in modo che gli stessi continuino a utilizzare e preferire il suo motore e continuino di conseguenza a cliccare sugli annunci. E con questa logica che ha monopolizzato il mercato dell’adv online.

Troppi annunci probabilmente non andavano in tale direzione per diversi motivi.

Eccone qualcuno (secondo noi).

Il bombardamento pubblicitario uccide

Troppa pubblicità uccide la pubblicità. Seth Godin parlava di bombardamento pubblicitario (e ne scriveva Andrea Cappello già nel 2005) che le persone se possono evitano, come quando si cambia canale durante un film mentre bombardano spot. O come è accaduto ai portali verticali come Yahoo! Virgilio etc. E come di mostra la crescita esponenziale degli adblocker.

Troppi annunci nelle ricerche di Google portavano l’utente a “snobbare” i risultati soprattutto quando gli stessi non erano congrui alle esigenze degli utenti (e sappiamo quanto Google ci tenga che gli annunci siano risposte a bisogni e non spot).

Per cui il troppo stroppa (e fa rendere meno), mentre la qualità paga.

Una migliore esperienza d’uso agli utenti che fanno ricerche.

Includendo meno possibilità di scelta, Google uniforma la ricerca da desktop e da mobile. Questa è una priorità per Big G già da un po’, soprattutto dal grande cambiamento di algoritmo dello scorso anno.

Nel 2015, infatti, la ricerca da mobile ha superato quella da desktop per la prima volta. Per continuare a cavalcare questo trend, gli ultimi prodotti di Google sono stati rilasciati prima per mobile o comunque studiati per questi dispositivi.

Meno annunci, più rendimento

La stragrande maggioranza di click a pagamento proviene dalle ads sopra i risultati di ricerca organici. Eliminando gli annunci sul lato destro, Google fa pulizia di tutti quegli annunci che di fatto non ricevono molti click e anzi premia quelli con un CTR maggiore.

Le ads contestualmente stanno diventando sempre più simili ai risultati organici. L’unica differenza sta nell’etichetta “Ann.” gialla, che può facilmente passare inosservata.

I risultati naturali

Mentre un numero minore di annunci potrebbe aumentare il traffico ai risultati naturali (dandogli anche un maggior peso), l’aggiunta di un quarto annuncio potrebbe spingerli in basso e di conseguenza abbassarne il traffico.

L’introduzione dei Featured Snippet e del Knowledge Graph ha deviato l’attenzione dai classici link blu dei risultati organici.

Quindi che fare? Devi prestare molta attenzione a che tipo di risultati vengono mostrati in SERP per le parole chiave che stai cercando di posizionare organicamente, in modo da fornire contenuti confezionati e formattati alla perfezione.

Indipendentemente dal risultato la necessità di ottimi contenuti e una keyword strategy intelligente è oggi più importante che mai!

Cosa fare per reagire a questi cambiamenti?

Sarà sempre più difficile mantenere lo stesso numero di impression e click a cui eri abituato.

Il CPC (Costo Per Click) sarà maggiore nelle guerre delle offerte per i 4 posti disponibili nella parte alta della SERP. Se stai facendo la tua offerta in un’asta competitiva e le parole chiave su cui stai puntando non sono in grado di raggiungere le posizioni in prima pagina, è il caso che tu ti chieda se stai perdendo tempo a puntare sulla keyword sbagliata.

Ecco qualche consiglio dai nostri esperti:

1. Controlla come appaiono i tuoi annunci in SERP

Se hai delle campagne attive su Google puoi vedere i risultati dalla scheda Strumenti alla voce “Anteprima e diagnosi degli annunci”. Qui puoi vedere i risultati di ricerca in base a località, lingua, dispositivo e dominio.

2. Rivedi la tua posizione media per una determinata parola

Ricorda che per mantenere alte le impression e i click delle tue campagne, devi avere una posizione media superiore a 3 o 4, a seconda della keyword. Se ottieni una posizione meno favorevole i tuoi annunci saranno relegati a fondo pagina o, peggio ancora, nella “terra di nessuno” che è la seconda pagina della SERP. Trovi la Posizione media nella tab Keywords del pannello AdWords.

3. Incrementa la tua posizione media nei risultati di ricerca per le parole chiave rilevanti

Ci sono due modi per aumentare la posizione media dei tuoi annunci: alzare l’offerta o migliorare il tuo Punteggio Qualità.

Google determina il ranking degli annuci in base al rapporto tra la tua offerta e quella dei competitor (chiunque altro stia facendo offerte su quella keyword) e in base al Punteggio di Qualità, che è basato sulla rilevanza tra i tuoi annunci e le relative landing page e i termini di ricerca che fanno scattare il risultato.

Puntare alle posizioni top è ovviamente vantaggioso, ma non affannarti troppo per raggiungere il primo posto. Alza troppo la tua offerta e la tua campagna avrà più costi più alti e profitti più bassi. Usa sempre il CPA (costo per acquisizione o conversione) come metrica vincente.

Focalizzati sul CPA e poi sulla posizione media o sul CTR e mantieni le tue campagne profittevoli fino a che continuerai a fare offerte per quelle posizioni top.

Le metriche di conversione, invece, vincono sempre su quelle dei click.

4. Conosci meglio utenti e settore

Per migliorare le performance delle campagne servirà concentrarsi sui tassi di conversione che a loro volta dipendono da quanto ne sai sull’azienda, sui suoi prodotti, sul mercato, sulla concorrenza. E sulla tua abilità nel creare valore (Value Proposition) e nel realizzare siti, landing page, annunci performanti che la esprimano.

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Studio Cappello
Agenzia Web Marketing

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