Sui siti spettacolari dei creativi (spesso in Flash)…

29 Ott

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Per chi ha deciso di associare al proprio lavoro di WebMarketer anche l’obbiettivo per cui lo svolge, procurare reali vantaggi ai propri clienti e solo di conseguenza anche utile economico per se stesso, parlare di pragmatismo, risultati concreti, servizi “user centrici”, obbiettivi aziendali è all’ordine del giorno e alla base di tutte le loro scelte strategiche e operative.

Come mai quindi tante difficoltà nel mondo web da parte di molte aziende volenterose nell’investire ma spesso mal ripagata dai risultati?

Le risposte possono essere tante: assenza di analisi preliminari; business plan inesistente; referenti di progetto con (in)competenze fuori luogo  (il grafico web non è il project manager, il project manger non è l’ebusienss consultant, l’ebusienss consultant non è il responsabile marketing aziendale, l’agente è un venditore non un consulente strategico,…); servizio o prodotto non “internet oriented”; brand reputation disastrosa….

Ma c’è una ragione che  spesso è la causa principale di tutto il poco che le aziende raccolgono col web: le agenzie web “creative”, quelle che giocano con la grafica e con le idee, capaci di reinventarti interfacce di navigazione nuove per ogni clienti e pronti a sfidare le leggi dell’ovvio (usabilità, navigabilità, comunicazione efficacie) giustificandole con un valore di esclusività artistica che renderebbe unico il cliente grazie al suo sito. E facendo pagare anche profumatamente questa loro creatività…

“10 motivi per cui i creativi non fanno bene al marketing”, le slide di Gianluca Diegoli  cadono a fagiuolo, e oltre a ispirarmi per questo post, credono che da sole dovrebbero far giustizia di un modo di fare web che è gia morto prima di nascere ma che prolifica trascinato dal concetto tradizionale della pubblicità che ti deve rompere le palle (quella che più garbatamente qualcuno chiama “interrupt marketing”) per funzionare, contrariamente alla filosofia di internet, che per funzionare deve essere semplice immediata e “delicata” con gli utenti che tutto vogliono meno che perder tempo e spremersi il cervello nel momento in cui volontariamente cercano informazioni per soddisfare un bisogno concreto e immediato.

Mi dispiace anche prendermela con l’ottimo Flash, ma purtroppo la normale incapacità di chi lo usa lo ha reso oggetto di derisione e esempio concreto di tecnologia che tutto fa meno che aiutare le aziende a raggiungere i loro obbiettivi, soprattutto quelle che vogliono cercare in rete nuovi possibili clienti. Non è lo strumento che non funziona, ma la quasi totalità di chi lo usa che guardacaso quasi sempre si definisce “creativo” o più umilmente grafico …


Studio Cappello: Siti Web Di Valore


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