Google SEO 2018: Novità & Trend Da Tenere D’Occhio

21 Mar

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Google sta cercando di indicizzare e classificare le pagine di qualità superiore con l’obiettivo di soddisfare le esigenze degli utenti che desiderano un’esperienza online più coinvolgente, esaustiva, puntuale.

Da parecchio tempo Google sta modificando i suoi algoritmi con l’intento di eliminare dai principali risultati di ricerca siti e pagine con contenuti non di qualità. In particolare contenuti ripetuti (come le notizia stampa) con minore rilevanza rispetto ad altre fonti di maggior prestigio (calcolate in base al traffico, permanenza pagina, autorità dei link, ecc.), o con contenuti più completi ed esaustivi per l’utente.

Per il 2018 secondo noi il focus per la SEO sarà su:

Ricerca Vocale

Le persone utilizzano sempre di più la ricerca vocale. Trend che crescerà con l’arrivo degli smart speaker Amazon Echo (sistemi connessi all’assistente personale intelligente Amazon Alexa) e Google Home (con Assistant). Nel 2015, la ricerca vocale è passata dallo 0 al 10% del volume di ricerca complessivo a livello globale. Ciò significa che sono state eseguite 50 miliardi di ricerche vocali ogni mese. Uno studio di Google ha rilevato che il 41% degli adulti, e più della metà degli adolescenti, utilizza la ricerca vocale più volte al giorno.

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Un po’ tutti i giganti della tecnologia (Google, Amazon, Microsoft, Apple…) hanno investito nella ricerca e nel supporto vocale. Governare dispositivi, richieste e informazioni con la voce è già una realtà.

Diventa fondamentale per i SEO capire quali sono le nuove query di ricerca su cui lavorare, tenendo conto che nelle richieste vocali non si utilizzano frasi corte (“ristornate pesce Pavia”) ma più probabilmente frasi complesse (“ristorante di pesce buono vicino a Pavia”).

L’attenzione dovrà andare a pagine che diano risposta a queste domande. Le metodologie e le attenzioni da adottare sono ben spiegate da Neil Patel e riassumibili in:

  •  Le query vocali contengono parole conversazionali e sono più lunghe
  • Gli utenti vogliono risultati immediati
  • Il 22% delle query vocali riguarda il contenuto locale (ricerca Internet Trends Report 2016)

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Quindi gli input per la SEO sono:

  • Creare pagine che rispondono a domande (ad esempio con contenuti da inserire nel blog del sito)
  • Inserire parole chiave estese, con più termini
  • Presidiare gli elementi local di pagina sia a livello di contenuto che con le schede Google MyBusiness.

Sui dispositivi mobile (senza però dimenticare il desktop) Google cerca di capire sempre dove sei e modella le risposte in base alla tua posizione (ti suggeriamo il nostro servizio Local SEO).

SEO Mobile First & Micro Moments

Le ricerche da mobile hanno superato quelle da desktop (ricordi il nostro articolo in merito?). Per questo Google dà priorità ai contenuti del sito mobile per l’indicizzazione (Mobile First Index).

Nel 2016, Google ha fatto il primo passo verso l’indicizzazione mobile-first , che dovrebbe culminare a metà del 2018. Ciò significa che, entro il terzo trimestre, se la previsione si avvererà, l’indicizzazione mobile avrà la priorità definitiva sul desktop.

L’instancabile spinta per il mobile è in linea con un fenomeno che Google chiama ” micro-momenti “, ovvero momenti istantanei in cui gli utenti cercano di approfondire un concetto, conoscere un ristorante, scegliere un negozio online o un’agenzia di viaggi.

Nella fase di ricerca il 65% degli utenti dichiara di cercare le informazioni più rilevanti senza dare priorità alla società o all’editore che fornisce le informazioni.

I SEO devono assicurarsi di essere lì quando si verificano questi momenti ed essere pronti a ottimizzare le pagine per posizionare i propri contenuti.

Apprendimento Automatico

Nel 2015 Google ha introdotto RankBrain, la tecnologia di intelligenza artificiale per l’apprendimento automatico, progettata per fornire i risultati di ricerca. Dalla sua implementazione, RankBrain è arrivato a gestire il 15% dei risultati di ricerca.

L’algoritmo è ancora oscuro ma si sa che il tempo trascorso sulla pagina è uno dei fattori più importanti.

Questo dipende da quanto i contenuti siano contestuali rispetto la query di ricerca. Contenuti adeguati ed esaustivi come fa ad esempio Aranzulla col suo sito.

È stato previsto che entro la fine del 2018 l’apprendimento automatico avrà un’influenza maggiore sui risultati di ricerca tradizionali e, alla fine, sostituirà gli aggiornamenti degli algoritmi con il suo “processo di aggiornamento automatico, continuo e iterativo degli algoritmi”.

Rimodellamento Contenuti

Google continua a scansionare i siti cercando di capire quali siano i contenuti rilevanti rispetto alle parole chiave. L’intento è di eliminare le pagine deboli a favore di quelle più forti. In primis rispetto a quelle del tuo sito, poi rispetto a quelle di altri siti.

Per i SEO significa una cosa sola: analisi. Capire quali pagine sono più importanti e poi verificare se sono in competizione con qualsiasi altra pagina del sito è il primo passo da fare. Se esiste una competizione on site, potrebbe essere il momento di prendere in considerazione il taglio delle pagine in eccesso e focalizzarsi su meno pagine, ma più forti.

Per siti molto grandi con tanti contenuti spezzettati (es. siti editoriali o informativi o ecommerce di grandi dimensioni con molte pagine sfaccettate) significherà ripensare il sito e rigenerare adeguatamente i contenuti.

Spesso come Agenzia SEO ci troviamo di fronte a clienti che  si sono trovati siti penalizzati drasticamente da Google senza un motivo evidente (link in entrata buoni e tecniche SEO non borderline). Dopo una prima analisi emerge che i contenuti sono duplicati e senza valore, o ancor peggio spezzettati e frammentati nelle pagine del sito rispetto al tema/pagina che potrebbe aggregarli.

Ricorda inoltre che:

  • Gli utenti ricercano anche immagini e video dei prodotti. YouTube è diventato il secondo motore di ricerca. Utile in merito la Guida SEO per YouTube di SEMrush
  • Le risposte devono essere veloci: i siti lenti a caricarsi sono penalizzati
  • HttpsGoogle vuole siti sicuri. E anche noi.
  • I commenti nel sito hanno un peso, indicano che c’è una community di interesse attorno e quindi vanno gestiti di conseguenza.
  • Amazon (SEO su Amazon) è diventato un motori di ricerca per prodotti rilevante a tutti gli effetti
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