10 marzo 2010

E venne il giorno: pubblicità online, il sorpasso

di Andrea Cappello

Il 2010 sarà probabilmente un anno difficile per quelli che oggi vengono chiamati media tradizionali. Per la prima volta, gli investimenti pubblicitari online prenderanno il sopravvento su quelli dedicati alla carta stampata (punto-informatico)

"Gli inserzionisti stanno indirizzando i propri soldi verso quei canali che generano brand più efficaci – ha spiegato Chuck Richard, vicepresidente di Outsell – Mentre cercano di riemergere dalla recessione economica, gli inserzionisti hanno una maggiore responsabilità. Quindi sono alla ricerca di un numero più vasto di opzioni per distribuire i propri dollari"

Certo, maggiore responsabilità… non è che per caso si tratti semplicemente di maggiore resa?? :)

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10 marzo 2010

I motivi che spingono gli utenti a fare ricerche online pre-acquisto

di Andrea Cappello

Una ricerca commissionata da RAMA (Retail Advertising Marketing Association) fa luce sulle motivazioni che spingono gli utenti a cercare informazioni su prodotti e servizi, dividendoli in Social Media User e Avarage Adults.

Il potere della TV è scricchiolante rispetto al passato e sempre più potenti sono le influenze di internet nelle sue varie forme (email, Social Netowrk, Banner, Blog, etc…), mentre il potere della comunicazione faccia a faccia rimane al primo posto (anche se sempre più tale comunicazione "passa" per strumenti internet).

RAMA found that, just as when they are getting information, social media users prefer giving information face-to-face. More than 71% communicated about a service, product or brand in person after an online search, compared with only 21.6% who spread the word via sites such as MySpace or Facebook. Not all digital communication was shunned, however; about one-half used e-mail to tell others what they had found. 

Le marche hanno quindi una straordinaria possibilità di relazionarsi con i loro clienti diffondendo messaggi tramite il web, anche se nel web il controllo dei contenuti della comunicazione passa per gli utenti, finalmente non solo al centro dell'attenzione dei marketer per scelta di quest'ultimi (come le leggi del marketing richiedono), ma per potere di fatto loro acquisito.

Internet è il regno del passa parola e delle relazioni tra le persone, e il passaparola e le relazione tra le persone sono la chiave di successo nelle vendite di prodotti e servizi.

Per sfruttare al meglio il web con tale visione bisogna che le aziende però si "strutturino". Tobi Elkin, scrittore ed editore eMarketer lo precisa bene:

That extra trust makes earned media extremely valuable for brand marketers.

But companies must also be prepared for the negative side of the equation. “Social Media Misfires: How to Head Off Trouble Before It Hits” provides four case studies showing businesses what to watch out for—and how to stop problems before they start.

“Brands can be damaged by people who use Twitter to post false information or by employees who post prank videos on YouTube—the damage can come from anywhere,” said Tobi Elkin, eMarketer writer and editor and author of the brief.

Failing to appropriately research a social media strategy and establish relevant best practices can end up costing a company dearly,” she said.

La sfida di chi si occupa di Search Marketing passa anche di qua: riuscire non solo ad erogare servizi appropriati, ma convertire la filosofia e il pensiero delle nostre PMI nostrane dominate da una modello di relazione con gli utenti ancora troppo bidirezionale e gestito autoritariamente da chi ha il controllo (le aziende appunto) e chi gli fa ancora credere che il marketing funzioni su modelli comunicativi impositivi (primi fra tutti i nostri cari politici/imprenditori, o almeno uno di loro, che da quando hanno capito la reale portata del potere della rete non fanno altro che affossarla anche per mantenere la leadership delle loro vecchie e obsolete aziende).

 

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8 marzo 2010

Le colpe di Google

di Andrea Cappello

Quando è esploso Youtube e la possibilità di accedere in rete a contenuti e informazioni di terzi tramite siti e portali mi sono domandato: "…e il copyright?". E quando qualcuno dice qualcosa su qualcun altro o utilizza impropriamente immagini non commette di fatto un reato etico quando le notizie non sono vere e le pubblicazioni ledono la privacy?

Anche a seguito della recente condanna a Google , mi sembra troppo riduttiva la difesa di Google che assimila YouTube ad un provider. In particolare scrive Google sul suo blog:

C'è un'altra importante ragione, però, per la quale siamo profondamente turbati da questa decisione: ci troviamo di fronte ad un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito Internet. La Legge Europea è stata definita appositamente per mettere gli hosting providers al riparo dalla responsabilità, a condizione che rimuovano i contenuti illeciti non appena informati della loro esistenza. La motivazione, che condividiamo, è che questo meccanismo di "segnalazione e rimozione" avrebbe contribuito a far fiorire la creatività e la libertà di espressione in rete proteggendo al contempo la privacy di ognuno. Se questo principio viene meno e siti come Blogger o YouTube sono ritenuti responsabili di un attento controllo di ogni singolo contenuto caricato sulle loro piattaforme – ogni singolo testo, foto, file o video – il Web come lo conosciamo cesserà di esistere, e molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici ad esso connessi potrebbero sparire

La libertà vuol dire permettere agli utenti di avere un luogo dove poter infrangere la legge per il diritto di cronaca o ledere la privacy o i diritti d'autore? A quali principi di libertà ci si riferisce? Pubblicare film protetti da copyright (esempio ) e guadagnarci addirittura sopra soldi con la pubblicità (diventando di fatto partecipi attivi nell'attività di pubblicazione dei filmati, e uscendo dal ruolo neutrale che la grande G decanta) non mi sembra sia un diritto di nessuno. E non mi sembra che sia nemmeno tanto giusta la regola di Google che (alla buona) dice: "Intanto pubblichiamo tutto, poi se qualcuno si lamenta controlliamo e nel caso cancelliamo". Se qualcuno si lamenta???

Certo, la sentenza della procura di Milano non è condivisibile perchè non condanna chi ha commesso il fatto (la pubblicazione del video) ma chi lo ha permesso. La posizione che molti esperti e avvocati hanno mosso  a favore della libertà di internet è ben espressa nell'articolo del sole24ore:

Non è possibile non osservare come la decisione di ieri rappresenti un vero e proprio terremoto per la Rete tutta. Google, pur essendosi attivata subito per rimuovere il contenuto violento ed offensivo, è stata comunque ritenuta responsabile. Una tendenza che appare pericolosa perché mina direttamente le "fondamenta del web": chi mette a disposizione un servizio in Rete non dovrebbe essere mai chiamato in causa. Unico responsabile dovrebbe essere colui che produce, carica e condivide online contenuti che violano la legge e non colui che mette a disposizione uno strumento per veicolare e diffondere informazioni sul web (oltretutto quando quest'ultimo mostra di esercitare un'azione di monitoraggio ed eliminazione del materiale lesivo dei diritti di terzi).

Tutti sono d'accordo quindi che qualcuno deve essere responsabile. Quantomeno chi pubblica i contenuti. E forse è qui che vi sono le lacune legislative e tecniche più grandi. Troppo facile oggi falsificare dati e rendersi anonimi in rete.

E fintanto sarà così facile poter fare impuniti ciò che si vuole, la legge della giustizia popolare che a tutti i costi vuole un colpevole, non può che scagliarsi con gli ambasciatori, come nelle più triste e arretrata delle realtà che la politica Italiana ci ha abituato.

A proposito, lo sapete che grazie ai politici che hai probabilmente votato da tempo non siamo più considerati un paese libero ? Beh, a dirlo ad uno come te che naviga in rete forse non si dice nulla di nuovo. Cerchiamo di dirlo allora anche a chi sta ore e ore incollato alla TV o legge i giornali di regime (quelli in edicola).

Se non ti accontenti dell'informazione distorta dei media nostrani e ti piace la democrazia informativa, ti segnalo questo blog, o quantomeno dacci un occhiata ogni tanto…

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3 commenti | Categorie: Generale

4 marzo 2010

Web Marketing Oggi

di Andrea Cappello

Cosa pensa del dibattito relativo alla fine del (web) marketing?

Si stanno dicendo (e purtroppo facendo) cose pericolosamente confuse. C’è una profonda eclissi del marketing. Peggiorata dal fatto che molte cose chiamate “marketing” non somigliano neppure remotamente a una seria strategia di mercato, di prodotto e di marca.

Così, in molti contesti, “marketing” è diventata una parola oscena. Di quel falso e bugiardo pseudo marketing è desiderabile la fine.

Vale la pena di divertirsi a inventare qualche parola “nuova”? Credo di no. Già circolano troppi neologismi che servono solo a confonderci le idee. L’importante è ritrovare il vero significato di marketing. Insieme a un’autentica cultura di servizio.

Vale la pena di riscoprire il marketing, quello vero? Credo che sia necessario. Certo, è impegnativo. Richiede costanza, disciplina, coerenza. E una continuità nel tempo estranea alle culture frettolose del “breve”. Con l’aria che tira, i primi bordi sono di bolina.

Ma, proprio perché è diventata rara, può essere una risorsa fondamentale per chi sa andare controcorrente rispetto alla degenerazione di oggi. Cioè rientrare nella forte corrente a favore che è sempre stata la forza portante dei più sani e durevoli sviluppi. Magari anche spendendo un po’ meno in pubblicità mal concepita e peggio realizzata, in attesa di aver capito come si possa fare in modo più efficace.

——-

Questo è un estratto di risposta del caro Giancarlo Livraghi in La stupidità della pubblicità (e come si può guarire). Sosituiamo la parola marketing con web marketing. Il concetto non cambia. Web Marketing oggi è probabilmente la parola più abusata da chi offre servizi internet. Più che abusata: storpiata; violentata; devastata. Tanto da farne occultare ai più il vero significato. E ancora peggio, il suo valore come disciplina. Me lo appunto periodicamente…

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1 commento | Categorie: Web Marketing

19 febbraio 2010

Yahoo! e Microsoft insieme nel Search

di Andrea Cappello

 

C'era da aspettarselo (e auspicarselo): per innovare il mercato del Search monopolizzato da Google, Yahoo! e Microsoft stringono patti e alleanze strategiche che dovrebbero andare a regime dal 2011.

 "Grazie a questa straordinaria alleanza, Yahoo! potrà concentrarsi ancora più attivamente sulla propria innovativa capacità di ricerca", ha commentato Carol Bartz, Chief Executive Officer di Yahoo!. "Yahoo! farà ciò che sa fare meglio: coniugare le proprie conoscenze e tecnologie con contenuti interessanti per offrire a utenti e consumatori un'esperienza di navigazione rilevante a livello personale".

Steve Ballmer, CEO di Microsoft, concorda con l'affermazione di Bartz. "Benché il processo sia solo agli inizi, abbiamo raggiunto un'importante pietra miliare", ha detto Ballmer. "Sono convinto che Microsoft e Yahoo! riusciranno insieme a offrire una scelta più ampia, un miglior valore e una maggiore innovazione sia per i nostri utenti sia per gli inserzionisti e gli editori".

Oltre a cercare una "unificazione" delle rispettive tecnologie per rafforzare la "potenza" dei loro motori, anche sul Search Advertising si attendono importanti novità, annunciate anche nel sito appositamente creato www.searchalliance.com.

Yahoo! e Microsoft forniranno singolarmente supporto a diversi segmenti di inserzionisti. Il team commerciale di Yahoo! rappresenterà e supporterà in maniera esclusiva gli inserzionisti con volumi elevati, le agenzie SEO e SEM, i rivenditori e i loro clienti. Microsoft rappresenterà e supporterà gli inserzionisti self-service.

Speriamo che sia l'inizio di una nuova era (o un ritorno, visto che si era partiti più o meno così con più player sia nel motori, sia nel pay search) e che agli annunci seguano poi i fatti.

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10 febbraio 2010

Web Analytics Strategies 2010 e i Social Network

di Andrea Cappello

 

http://www.thedailybit.net/download/imgnews/was_2009.jpg

 

La base di ogni cambiamento e miglioramento è la comprensione del presente e del passato.

Una corretta strategia di Web Analytics permette ad ogni progetto web di poter avere un futuro in crescita grazie all'elaborazione dei dati strategici per capire cosa fare e dove. Ne ho gia parlato nel post precedente: Web Marketing Strategico e Web Analytics vanno "a braccetto".

Quest'anno il secondo appuntamento del WAS (Web Analytics Strategies) è il 25 marzo. L'anno scorso partecipai come speaker parlando di Search Analytics e KPI. Quest'anno lascio spazio ad altri esperti visto che l'evento è focalizzato sul fenomeno più interessante e rivoluzionario dei prossimi anni: i Social Network.

Anche in questo settore sento spesso parlare di potenzialità, strategie ed investimenti, senza però avere le idee troppo chiare sui risultati che portano alle aziende. Ne parlavo ad esempio qualche giorno fa con Michele. Credo che cominciare a farsi un'idea di cosa il mercato della Web Analytics offra per monitorare anche il "fantastico" mondo dei Social Media e capire meglio cosa significhi analizzare le conversazioni in rete sia molto importante da subito per tutte quelle aziende che hanno il loro target "vivo" online, visto che sempre più la rete con i commenti degli utenti ha un ruolo fondamentale nel processo d'acquisto e nella creazione della reputazione.

Che l'appuntamento sia di quelli da non perdere, lo si deve anche ai due veri professionisti della web analysis che lo hanno creato: Giuseppe e Laura di Imetrix.

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2 commenti | Categorie: Social Media Marketing, Web Analytics

di Andrea Cappello

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