Ecommerce SEO & Video: Veni-Video-Vici!

17 apr

video-marketing

Il 2015 è l’anno del fermento video: pubblicità, hangout, webinar, recensioni, storytelling, il mondo del video sta crescendo di importanza in tutti i suoi aspetti e servizi, sia per gli utenti che per le aziende.

Invodo ha pubblicato su tale argomento l’interessante ricerca Video Statistics: The Marketer’s Summary 2014 , rivelando dati e previsioni su quello che rappresenta oggi/domani il video marketing.

Video ed eCommerce: dati by Invodo

A confermare la diffusione sempre più capillare dei video, ci pensano i dati forniti da comScore relativi all’inizio del 2015: a Febbraio mediamente ogni utente ha visto 107 video su Facebook e 69 su Youtube.

Non solo la gente ama sempre di più i video, ma il tasso di conversione si altera positivamente in presenza di multimedialità: proprio dal benchmark di Invodo si parla addirittura di un fattore di miglioramento del 181%!

eCommerce + Video

Per ottenere dei risultati efficaci con i video, dove efficaci significa che possano incidere positivamente sul ROI (Rientro Sugli Investimenti) degli investimenti tout court di promozione e marketing (on e off line), è necessario che questi siano integrati all’interno di una strategia editoriale multimediale.

I video possono essere utili per:

  • Raccontare il valore aggiunto aziendale
  • Fornire guide sull’uso di prodotti o servizi
  • Presentare il prodotto approfondendone caratteristiche ed uso
  • Condividere eventi e contenuti (storytelling)
  • Condividere in tempo reale eventi o momenti di vita (Es.: in questi giorni il tema Live Streaming firmato Periscope VS Meerkat è un vero tormentone)

eCommerce + Video + SEO

I video diventano strumento importante anche dal punto di vista SEO. Da anni ormai gli utenti sono abituati alla Universal Search, ovvero a trovare nei risultati di ricerca contenuti di vario tipo (immagini, video, mappe di Google, documenti in PDF).

Tra i risultati forniti spuntano anche i video. Essi possono apparire sia nei risultati di ricerca tradizionali, quando Google valuta che un video possa essere una buona risposta, oppure nel canale Google Video

Ad esempio, cercando su Google informazioni su “come preparare la carbonara”, il risultato che avremo è questo:.

Video e SEO

La parola chiave che riassume questo fenomeno è: Multicanalità.

Poiché Google (o altri motori di ricerca) offre la possibilità di diversificare le fonti e le risorse con cui raggiungere l’utente, è necessario pianificare una strategia per presidiare al meglio tutti i canali.

Un esempio. Sempre in tema di ricette vediamo come sfruttare al meglio la multicanalità per il proprio sito web:

  • Scrivere nel proprio sito la ricetta, assicurandosi di utilizzare i “dati strutturati (Rich Snippets, Breadcrumbs, o Sitelinks Search Box) che consentono a Google di indicizzare al meglio i contenuti nei risultati di ricerca
  • Integrare nell’articolo il video preliminarmente caricato su Youtube.
  • Nel caso in cui il video da integrare non fosse la ricetta vera e propria ma una serie di video interviste degli “assaggiatori, si può pensare di trascrivere gli interventi dei protagonisti
  • Curare su Youtube il proprio profilo, il proprio canale e la scheda dello stesso video.
    • fare una ricca descrizione del contenuto del video
    • mettere nelle prime righe un link breve verso il post della ricetta
    • inserire numerose keyword (si, su Youtube funzionano ancora!)
    • usare della annotazioni per creare link esterni
    • suggerire ai visitatori di iscriversi al canale
  • Promuovere il video su Facebook. Considerando il trend in crescita per quanto riguarda la condivisione dei video su questo social network, oggi è da valutare non solo la promozione del video pre-caricato su Youtube ma anche la sua diffusione attraverso Facebook.
  • Promuovere i Video con campagne Social o Pay Adv, e nella propria community di utenti (blog, email, sito…)  In modo da renderli più facilmente reperibili.

Conclusioni

Non mi stuferò mai di dirlo: video, immagini, testi, social sono strumenti di comunicazione ad alto impatto che incidono sulla vostra immagine aziendale (ma anche dei vostri prodotti e servizi) percepita dagli utenti. E un’immagine percepita migliore porta ad una preferenza rispetto alla concorrenza.

Ma se non è chiaro il valore aggiunto di quanto proponete, potrebbe venire amplificata un’immagine sbagliata o distorta che non porterà risultati attesi.

A dimostrazione di come il video marketing possa essere un vero e proprio strumento strategico di business, prossimamente proporremo in esclusiva l’intervista al direttore di un importante shop online nostro cliente per la promozione e il marketing online.

Contenuti, immagini, video, stream, chi più ne ha più ne metta, sono diversi gli spunti per una strategia di (Video) Content Marketing efficace.

L’importante è non lasciare nulla al caso ma pianificare la propria distribuzione editoriale digitale.

Cosi come facciamo coi nostri clienti che seguiamo coi nostri sevizi di promozione ecommerce.

Tutti gli errori/orrori che un SEO non dovrebbe fare

17 apr

seobad
Ritornato a casa dall’ennesimo cliente che mi ha fatto notare come il lavoro della precedente SEO Agency funzionasse non tanto nei risultati concreti e misurabili pragmaticamente (leads, vendite, contatti…) ma su quelli teorici e accademici (voluminosi report con ranking, elenco di parole chiave, analytics e descrizioni tecniche), mi accingo a ricordare alcuni fondamentali della SEO che dovrebbero essere scontati per tutti quelli che si occupano di posizionamento nei motori di ricerca, ma che purtroppo invece non sono ne scontanti ne tantomeno applicati:

  1. Ottimizzare un sito avendo come obbiettivo i posizionamenti di determinate parole chiave e non il valore che questi generano in termini di obbiettivi (leads, vendite, contatti o altri KPI  o obbiettivi). Questo è probabilmente l’errore più grave ma anche ahimè il più diffuso.
  2. Considerare i Social Networks il nuovo paradiso dei link
  3. Generare contenuti inutili che servono solo ai motori di ricerca per posizionarsi su determinate parole chiave, senza pensare al loro reale impatto sugli utenti
  4. Riempire il sito di elementi Web 2.0 così è “figo per Google” senza pensare se servono agli utenti del sito e a perseguire gli obbiettivi aziendali (per poi abbandonarli qualche mese dopo per assenza di forza redazionale),  e per poi scoprire nel tempo che per Google tanto figo poi non lo è…
  5. Dare consigli di ottimizzazione del sito web a dei programmatori senza saper programmare (o le logiche che ci stanno dietro)
  6. Non aggiornarsi sui principali blog internazionali o nazionali (come MOZ, GT, WMRA Seo) non tanto sulle novità del magico mondo del posizionamento, ma su come i colleghi più capaci operino e lavorino
  7. Pensare di fare SEO senza saperne a sufficienza di Analytics (vi serve un buon corso di Google Analytics? Hoppla!). Sia per integrare le informazioni incrociando i dati di Adwords e WebMaster Tools, sia per dare valore alle azioni SEO in termini di risultati concreti. Solo i SEO più sciocchi considerano come obbiettivo del lavoro seo il raggiungimenti di una determinata posizione in Google di una determinata parola chiave, e non il mezzo per un obbiettivo più importante e aziendale.

Se è normale che questi consigli siano non applicati dalla maggior parte degli seo smanettoni che contraddistinguono il mercato della SEO, rimango spiazzato nel notare quando questi fondamentali consigli siano anche non perseguite da molte agenzie piu blasonate anche quando si tratta di seguire top brand o ecommerce di spessore.

Come Studio quando offriamo servizi SEO o di consulenza SEO sappiamo che i nostri professionisti sono adeguatamente corrazzati e preparati. Perchè sappiamo quello che serve alle aziende più ambiziose.

Questi sono consigli gia pubblicati anni fa, ma li rispolvero perchè sempreverdi e superattuali.

SEO Mobile: 21 aprile il nuovo algoritmo mobile friendly

16 apr

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Google il suo annuncio (qui tradotto da Roberta Remigi) lo ha fatto a fine febbraio: il 21 aprile avere siti mobile friendly avrà una ripercussione anche sui ranking del suo motore nei dispositivi mobile. Se non altro per il fatto che gia oggi il 50% delle ricerche viene effettuato su mobile.

“Mentre sempre più persone utilizzano i dispositivi mobili per accedere a Internet, i nostri algoritmi devono adattarsi a questi dispositivi. In passato, abbiamo fatto aggiornamenti per verificare se un sito è configurato correttamentevisualizzabile su dispositivi moderni . Abbiamo reso più facile agli utenti trovare le pagine web mobile.”

Queste le due importanti modifiche:

1. Siti web mobile friendly più in rilievo nei risultati di ricerca

Dal 21 aprile i siti mobile friendly godranno di benefici di visibilità sui ranking di Google effettuati su ricerca mobile.

Google suggerisce come muoversi con la guida ai siti mobile-friendly, e segnala alcuni strumenti di verifica:

2. App più rilevanti nei risultati di ricerca

Si inizieranno a utilizzare le informazioni di applicazioni indicizzati come fattore di ranking per gli utenti che hanno l’applicazione installata. Per scoprire come implementare App nell’indicizzazione è stata creata una guida step-by-step sul sito per gli sviluppatori.

Avere siti con versioni mobile o template responsive è quindi sempre più una necessità non solo tecnica per aiutare gli utenti a leggere i contenuti, ma anche per farsi trovare.

 

Maggiori dettagli strategie tecniche
e quant’altro al nostro Corso SEO.

E per i nostri corsisti il nuovo:
Corso Update SEO

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I Migliori Professionisti? Eliminano Chi Ruba Energia

15 apr

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Gli ambienti di lavoro stressanti tipici ad esempio delle agenzie o società troppo sbilanciate sui guadagni; il confronto con clienti confusi, lamentosi o maniaci del business (quelli per cui esiste solo il denaro); la realizzazione di startup o progetti che assorbono oltremodo energie perchè tutti danno la colpa a tutti per le criticità che emergono nel percorso… ogni giorno nella mia quotidianità mi confronto con persone che, anche se in scenari simili, hanno un atteggiamento e un comportamento diverso rispetto il contesto in cui si trovano.

Alcuni di loro sono tendenzialmente sereni, empatici, positivi, rassicuranti, con cui è un piacere non solo lavorare ma anche dialogare e rapportarsi. Che danno energia. Altri invece li vedo molto stressati, agitati, iperattivi, lamentosi, confusi senza un’apparente motivo. E che mi tolgono energia.

Inutile dire che con i primi non solo ci si rapporta meglio ma anche si danno vita a progetti migliori non solo dal punto di vista imprenditoriale ma anche su quello personale (emotivo, etico, professionale).

Ma cosa contraddistingue i primi dai secondi? Essenzialmente l’approccio alla vita e, di conseguenza, al prossimo. Ma in particolare il loro modo di gestire i “flussi di energia”, quella cosa magica che ci da ogni giorno l’adrenalina per perseguire obbiettivi, fare progetti, realizzare cose, sentirci vivi.

In tali  situazioni complesse citate nelle premesse in cui la nostra energia sembra svanire e la mente si offusca, in cui la nostra psiche fatica a lavorare e si sente addosso una stanchezza non riconducibile a nessun evento particolare, si possono seguire 10 regole preziose per non sprecare energie preziose.

Queste regole, che molti avranno gia letto nel loro percorso, le ho scoperte nel tempo e ho visto che piu o meno consciamente sono applicate da quelli che io considero i migliori consulenti . E che riporto ai nostri lettori che spesso ci scrivono per chiederci consigli su come diventare super specialist. Oltre a fare i corsi adeguati, impariamo a gestire le persone e non farci rubare energia. Ecco i consigli:

 1. Lascia andare le persone che solo condividono lamentele, problemi, paure.

Lascia perdere le persone che solo giudicano gli altri. Se qualcuno cerca un cestino per l’immondizia, fai in modo che non sia la tua mente.

 2. Paga i tuoi debiti in tempo.

Nel frattempo fai pagare chi è in debito con te, oppure lascia andare se coloro che sono in debito con te non possono pagarti.

 3. Mantieni le tue promesse.

Se non l’hai fatto chiediti perché fai fatica a rispettare le tue stesse parole. Hai sempre diritto di cambiare opinione, scusarti e compensare, rinegoziare e offrire un’altra alternativa ad una promessa non mantenuta, ma non farlo diventare un’abitudine. Il modo più semplice di evitare di non fare una cosa che sai di non poter fare è dire di NO subito.

 4. Elimina, e nel possibile delega i compiti che preferisci non fare.

Dedica il tuo tempo a fare le cose che ti piacciono.

5. Permettiti di riposare quando ti serve.

Ma anche permettiti di agire se hai un’occasione buona.

 6. Butta, raccogli e organizza.

Niente ti prende più energia di uno spazio disordinato e pieno di cose del passato che non ti servono più.

 7. Dai priorità alla tua salute.

Il corpo sano di permette di rendere al massimo della tua energia. Fai delle pause.

 8. Affronta le situazioni tossiche che stai tollerando.

Non tollerare le azioni negative di nessuno, né di un familiare, amico, compagno, nè di un collega, cliente o un gruppo. È sempre meglio essere chiari e affrontare le persone a viso aperto.

9. Accetta.

Ma non per rassegnazione, niente ti fa perdere più energia di una situazione che non puoi cambiare.

10. Perdona.

Lascia andare una situazione che è causa di dolore, puoi sempre scegliere di lasciare il dolore nel ricordo.

La fonte di tali consigli? Il Dalai Lama.

Ecommerce Strategies Highlights

13 apr

In attesa del programma e delle grandiosi novità di Ecommerce Strategies 2015, questi alcuni highlights dell’evento dell’anno scorso:

Ecommerce Strategies è l’evento organizzato da Studio Cappello e Web Marketing & Research Academy [WMRA] dedicato alle vendite online ideato per gli imprenditori più innovativi e per i professionisti piu ambiziosi del web marketing per ecommerce.

Nell’arco della giornata potrai partecipare a interventi dedicati alle imprese e a workshop professionali per approfondire l’intera filiera del commercio elettronico.

Quest’anno il format sarà rinnovato!

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