Omnicanalità: The Fundamental Per Il Mondo Retail

27 mar

2013Trends.Omnichannel.FinancialServices

Per omnicanalità si intende l’integrazione tra punto vendita fisico e quello digitale in un unico sistema.

Il mondo del retail si sta evolvendo velocemente con l’avvento di internet multidevice e dell’ecommerce.

Studiare come e quando i tuoi clienti utilizzano smartphone, tablet e PC, diventa fondamentale per aumentare le conversioni del tuo ecommerce e salvare dal tracollo il tuo store offline.

Ti sei mai chiesto con quali dispositivi i tuoi clienti entrano in contatto con i tuoi prodotti? In quale contesto di riferimento? Da casa o dall’ufficio? E in che momento della giornata? Sono solo alcune delle domande a cui rispondiamo quando intraprendiamo un percorso di consulenza ecommerce con i nostri clienti.

Uno studio intrapreso dal team della eBay Enterprise User Research Multi-Device Ownership: Implications for Retailer and Consumers analizza come si relazionano i consumatori con questi dispositivi e quali sono le maggiori conseguenze per i venditori a fronte di queste nuove abitudini di ricerca.

Il sondaggio ha coinvolto ben 1.177 partecipanti con un’età compresa fra i 18 e i 55 anni, tutti in possesso di smartphone. Un buon 64% dichiara di avere un tablet, il 75% di possedere un PC ed il 93% dispone anche di un PC portatile. Tutti i partecipanti fanno acquisti online. Le 44 domande somministrate mirano ad analizzare il loro comportamento d’acquisto e le principali attività svolte mediante questi dispositivi.

I risultati emersi dallo studio?

  • La ricerca multi-dispositivo per la valutazione e l’acquisto di un singolo prodotto ormai è la norma. In base al contesto in cui si trovano, i tuoi clienti selezionano il dispositivo che meglio risponde alle loro esigenze.
  • L’ambiente che circonda i tuoi utenti influenza il tipo di attività svolta:
    • Gli smartphone sono utilizzati per navigare in modo poco impegnativo, per acquisti poco importanti, per controllare le email, per trovare un negozio e come alternativa al computer al lavoro. Sempre a portata di mano, lo smartphone è la costante che connette tra loro i vari ambienti.
    • Il tablet è usato invece per una navigazione più in profondità. Utilizzato per acquisti un po’ più importanti, esso si posiziona in testa alla classifica con acquisti da 1 a 4 articoli, superando così lo smarthpone e il PC tradizionale. 
    • Il PC resta comunque il dispositivo preferito per navigare in modo approfondito e fare gli acquisti da casa ma sta perdendo terreno a favore dei tablet. Pensa che gli acquisti da PC sono diminuiti dal 79% al 71%.
  • L’omnicanalità è la nuova frontiera del mondo del retail. Se per multicanalità si intende l’utilizzo da parte del consumatore di una varietà di canali online e offline nel suo processo d’acquisto, l’omnicanalità è il passo successivo.

Obbiettivo è assicurare al cliente un’esperienza uniforme e fluida attraverso tutti i canali che interessano lo shopping (dispositivi mobile, PC, punti vendita, direct mail…). I consumatori devono trovarti, apprezzarti e fidarsi di te ovunque si trovino.

Poco importa se l’attività si svolge interamente online o se possiedi diversi negozi fisici, con una visione di marketing omnicanale si aumentano visibilità, conversioni e fidelizzazione dei clienti.

Ma come raggiungere questi nuovi clienti omnicanale?

  • Impara a monitorare il loro comportamento d’acquisto

Per coinvolgere i tuoi clienti omnicanale e fornire loro un’esperienza personalizzata, devi prima capire chi sono: il genere, la provenienza, le abitudini di ricerca e in quale negozio fanno i loro acquisti. Ma non basta. Devi imparare a conoscerli ancora più nel dettaglio.

Ad esempio, attraversano sia canali online sia offline prima effettuare un acquisto? Visitano il tuo sito mobile? Consultano il loro smartphone anche quando si trovano in negozio? Quale canale di marketing o advertising sono più utili per spingerli a recarsi nel negozio più vicino?

Impara a misurare l’influenza dei vari “touchpoint” aziendali, online e offline, per capire la strada percorsa dal tuo consumatore prima di arrivare all’acquisto.

Servendoti dei migliori sistemi di misurazione e monitoraggio, dalla Web AnalyticsAdometry by Google (non vediamo l’ora di testarla!), potrai raccogliere tutte le informazioni sul tuo cliente ideale attraverso qualsiasi canale, online e offline.

Ricorda: il cliente che acquista sia online sia in negozio è il cliente più prezioso! Secondo IDC FutureScape: Worldwide Retail 2015 Predictions, questi clienti hanno un ciclo di vita del 30% superiore rispetto a coloro che utilizzano un solo canale per gli acquisti.

  • Fornisci ai tuoi clienti informazioni rilevanti e localizzate

Ora che hai compreso l’importanza dell’integrazione tra digitale e negozio fisico, il tuo obiettivo è creare un’esperienza fluida e uniforme per il tuo cliente ovunque si trovi e con qualsiasi modalità di vendita.

In riferimento alla recente ricerca condotta da Google Digital Impact on In-Store Shopping, tre acquirenti su quattro che cercano online informazioni sul tuo negozio, saranno più propensi a visitare anche il tuo punto vendita offline.

  • Migliora l’esperienza d’acquisto dei tuoi clienti e costruisci un rapporto di fiducia

Ad esempio lo strumento Google Local Inventory Ads, da poco disponibile anche in Italia, è una nuova funzione che fornisce al tuo utente tutte le informazioni necessarie per raggiungere il tuo store, tutto quello che c’è da sapere sui tuoi prodotti e persino le disponibilità di magazzino.

Cosa comporta questa evoluzione?  Il tuo consumatore entrerà nel tuo punto vendita già informato sui prezzi e sulle caratteristiche di un prodotto. Il tuo negozio fisico diventerà dunque una semplice estensione di quello online.

  • Assicurati di possedere la struttura organizzativa giusta

Una volta che avrai identificato i tuoi consumatori più preziosi e redditizi e individuato il loro percorso d’acquisto, è arrivato il momento di agire. Assicurati di avere una struttura organizzativa in grado di supportare queste strategie di marketing omnicanale. Altrimenti rischi che l’azienda ostacoli i suoi stessi obiettivi.

Come procedere verso questa integrazione? Incentiva ad esempio il tuo team che si occupa dell’ecommerce a collaborare con chi lavora in negozio. Spesso i responsabili del commercio elettronico vengono ricompensati solo nel caso in cui gli acquisti vengano fatti online.

Nell’ottica di un’integrazione sempre più stretta tra negozio digitale e fisico, fai in modo che il tuo team ecommerce sia ricompensato anche in caso di vendita in negozio. Incentiverai la collaborazione fra queste due entità non più separate ma parte della stessa squadra.

Stretegia Omnichannel

Non è semplice da applicare ma intanto cerca di tenerla presente in ogni azioni di marketing o promozione che fai.

Valuta in modo strategico il percorso d’acquisto del tuo cliente e sfrutta le attività svolte sui vari device come punti critici di engagement. Così potrai “giocare d’anticipo” offrendogli il prodotto che desidera, nel contesto giusto e al momento giusto.

Consenti al tuo cliente di cercare informazioni su un articolo direttamente con il suo smartphone, ordinarlo da casa con il suo PC (o tablet) e magari ritirarlo in negozio mentre torna dal lavoro.

Da dove iniziare?

Investi in CRM (Customer Relationship Management), Web Analytics e Social Media Monitoring per connetterti efficacemente con i tuoi clienti attuali e potenziali. Cerca di monitorare i loro comportamenti nei luoghi fisici e digitali che frequentano prima e dopo l’acquisto. Solo così aumenteranno le tue opportunità di rispondere con precisione alle loro aspettative.

Non si tratta di un compito semplice ma è la milgiore strategia per distanziare i concorrenti e soddisfare gli shopper. Quella che cerchiamo di applicare passo dopo passo ai nostri clienti ecommerce.

 

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Wonderful Expo 2015: promozione affidata a Studio Cappello

26 mar

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Il portale turistico WonderfulExpo2015 gestito da Explora Tourism è dedicato ai turisti di tutto il mondo per capire dove andare, cosa fare e vedere, come prenotare il soggiorno, in particolare nelle destinazioni intorno ad Expo Milano 2015.

Explora Tourism è la prima Destination Management Organization a servizio del territorio e delle imprese per lo sviluppo turistico delle Destinazioni di Expo 2015 da Milano, alla Lombardia al Piemonte, nata per cogliere tutte le opportunità offerte da Expo Milano 2015.

Sul portale si può scoprire cosa vedere a Milano e nelle altre città, e soprattutto prenotare l’hotel per Expo 2015.

La promozione worldwide multilingue del portale è stata affidata alla divisione Travel del nostro Studio, gia scelto in questi ultimi mesi da prestigiose aziende come RCS Mediagroup, Castiglione Piscine, Dolci Di Giotto, Subito.it.

Detrazione Per Hotel E Strutture Ricettive

26 mar

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Il decreto attuativo per il tax credit per il turismo digitale è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale.

Le nuove norme prevedono dal 2015 al 2019 il riconoscimento alle imprese di un credito di imposta del 30% dei costi sostenuti per investimenti nella digitalizzazione dell’offerta. Potranno essere dedotte spese per l’acquisto di siti e portali web e la loro ottimizzazione per i sistemi di comunicazione mobile, di programmi per automatizzare i servizi di prenotazione e vendita on line di servizi e pernottamenti, di servizi di comunicazione e marketing digitale, di spazi pubblicitari su piattaforme web specializzate, di progettazione, realizzazione e promozione digitale di proposte di offerta innovativa in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità e di impianti wi-fi.

Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto il MiBACT definirà le modalità telematiche per la presentazione delle domande per il riconoscimento del credito d’imposta.

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Facebook: Guadagno Con Il Tuo Tempo E Con La Tua (In)felicità

24 mar

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Riprendo parte della citazione di Nate Elliott (Forrester Research) nel post Algoritmo Facebook 2015: Tutto Cambia,

“Nei prossimi 18 mesi sempre più persone e aziende abbandoneranno Facebook e Twitter, che diventeranno niente più che un enorme contenitore di pubblicità”

A spiegare bene cosa sta accadendo l’articolo di Internazionale: Come Facebook e Google guadagnano soldi con il nostro tempo.

Dopo la monetizzazione di Google che con il suo motore guadagna facendo risparmiare tempo con le ricerche, il Social piu in voga si è dato l’obbiettivo opposto: utilizzare quel tempo guadagnato dalle persone per farglielo perdere da un’altra parte. Non scrivo a caso perder tempo. Una recente ricerca ha rilevato come tante persone dicono di gettar via parte della propria vita e felicità nel piu famoso social network. spesso senza accorgersene.

Chi non se ne è ancora accorto è perchè probabilmente anestetizza la sua realtà tramite i social (che quindi sono uno strumento dopante o una droga stordente), o perchè sulla perdita di tempo degli altri ci fa sopra qualche soldo col suo business (freelance o azienda che sia). Christina Sagioglou e Tobias Greitemeyer, autori della ricerca di cui sopra, parlano anche di diminuzione dell’umore dopo tempo trascorso a tentare di fare qualcosa (ma in realtà non fare nulla di realmente interessante). Addirittura può contribuire a sentimenti di depressione, solitudine, gelosia.

Sagioglou e Greitemeyer han anche scoperto a dire il vero anche il lato lucente e non solo il male oscuro: alcuni dopo aver chiacchierato con gli amici o con il social network per fare progetti in realtà poi si sentono meglio. Come le ricerche commissionate da Zuckerberg tentano di enfatizzare (qui commentate):

Tramite una esperimento su Facebook, abbiam dimostrato che gli stati emotivi possono essere trasferiti ad altri tramite contagio emotivo, portando le persone a vivere le stesse emozioni senza la loro consapevolezza. Forniamo evidenza sperimentale che il contagio emotivo avviene senza l’interazione diretta tra le persone (l’esposizione ad un amico esprimere un’emozione è sufficiente), e in assenza di segnali non verbali.

E visto anche che le metriche ad impression o a like sono fuffa (su dai, perdona la tua agenzia che continua a sfornarti questi dati per misurare il successo, qualcuno piu in lato lo punirà selvaggiamente, sicuro!), il fatto di essere passate a metriche quali “il tempo trascorso” o il “tempo di coinvolgimento” han spinto ancor di piu il social network a trovare idee e funzioni per fare in modo che il tuo tempo sul social sia il piu possibile lungo,  a prescindere dalla sua reale utilità, affiancandoci chat, messanger, gruppi, notifiche, etc.

Insomma il tuo benessere ha un prezzo che per ora incassano le Social Corporation. Sia utilizzando al meglio le risorse vita delle persone, sia i soldi delle aziende.

Se anche con queste riflessioni fare Social ti appassiona, non perdere il nostro corso social media marketing!

StartUp Ecommerce e tempistiche SEO

20 mar

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  • La SEO è ancora una soluzione utile ad un’azienda ecommerce in Startup?
  • E’ ancora consigliato investire soldi e tempo nella SEO?
  • … ma la SEO è ancora viva?

Queste sono solo alcune delle domande di molti clienti alle quali ogni giorno in Studio Cappello divisione ecommerce diamo risposta con la consulenza SEO, cercando di comunicare i veri valori di che cos’è e cosa può dare la SEO.

Ma cos’è la SEO?

Banalizzando e riducendo: è quell’insieme di strategie per migliorare la visibilità di un sito sui motori di ricerca.

In realtà la SEO è quell’insieme di strategie e tecniche che trasformano il sito in una macchina da guerra commerciale facendo fruire al meglio le informazioni agli utenti tramite i motori di ricerca. Nasce coordinando l’architettura dell’informazione del sito, viene implementata in ogni singola pagina/contenuto/prodotto, si preoccupa delle performance tecniche del server o della piattaforma ecommerce, si migliora con strumenti di analytics, lavora a braccetto col team di web marketing.

SEO e tempi

La SEO, intesa come risultati concreti, è un processo lento. E’ un po’ come il running: non è previsto partire e correre forte per tanti kilometri, roba al più da supereroi, ma vincere grazie al passo costante e sostenuto.

E’ un processo lungo che si ripaga nel tempo.

Ma il lavoro inizia ancora prima che il sito venga pubblicato! Perchè nel pubblicare siti ecommerce gia SEO oriented, oltre ad avere un beneficio di costi importanti rispetto ad azioni successive, spesso si evitano soluzioni di software ecommerce non adeguati o addirittura progettazioni che non permettono soluzioni SEO Friendly che piacciono a noi (quelle cioè che fanno fare cassa concreta allo shop).

Progettare un sito pensando alla “SEO” significa in primis progettare struttura di navigazione e architettura dell’informazione che presenti  i contenuti nel modo migliore sia per utenti/clienti che per i motori di ricerca (che oggi significa Google).

Inoltre, il concetto quantitativo di portare “traffico” che spesso sta alla base della SEO per principianti c’entra fino ad un certo punto. La SEO oggi ha l’obbiettivo di portare traffico di qualità, di utenti cioè ad alta propensione di acquisto, per questo lavora a braccetto col Conversion Marketing! Pochi ma buoni è meglio che tanti ma inutili…

Cosa fa la SEO pre-pubblicazione del sito ecommerce

Come in ogni progetto di comunicazione e marketing è necessario fare una sorta di business plan SEO, ovvero valutare se il progetto ha senso e ha capacità di sopravvivere. Dal punto di vista SEO vi è quindi la necessità di valutare:

  • quantità di traffico proveniente dalle ricerche sui motori per il business in analisi segmentato per cluster in relazione al target e ai prodotti
  • tipologia delle ricerche che gli utenti fanno
  • profiling dell’utente medio
  • analisi della concorrenza
  • associazione esigenze / parole chiave / pagine di risposta
  • fonte e qualità dei contenuti da rpomuovere
  • identificazione Oceani Blu, ovvero esigenze dell’utenza ancora prive di risposte nel search

In base al risultato di quest’analisi si va a definire  l’obiettivo SEO del sito, delle pagine principali e via via delle pagine raggiungibili dalla navigazione, nei livelli più profondi.

SEO_obiettivo_struttura_sito

Una sorta di piramide, in cui la cuspide è la homepage che deve rispondere alla keyword principale, mentre le pagine sottostanti vengono suddivise in livelli di priorità, ognuna con un preciso obiettivo, per rispondere a un intento di ricerca e risposta, non in conflitto con altre pagine. […]