Il 50% Di Tutto L’Advertising Nel Digital: Il Punto Di Non Ritorno

26 feb

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In UK il dado è tratto. La spesa in ADV supera tutti gli altri investimenti nei vari canali.

Prevedendo, entro il 2018, la quota di budget nel digitale (56%) sarà due volte e mezzo quello della TV (23%). La stampa sarà la principale vittima, scendendo a una quota di mercato del 12% nel 2018.

Per ADV online e mobile si prevede una crescita del 9,5% nel 2015  rispetto al 1,6% per la pubblicità tradizionale. La crescita nel digital sarà guidata principalmente dal mobile (23%), social media e video (entrambi 18%).

Algoritmo Facebook 2015: Tutto Cambia

25 feb

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Avete notato che i post delle vostre pagine aziendali ora sono visti da pochi utenti, molto ma molto meno rispetto qualche settimana fa? Cosa dite? La visibilità è crollata drasticamente? Non preoccupatevi… è tutto come previsto da facciablu…

E’ a pieno regime il nuovo algoritmo di Facebook che ha superato definitivamente l’Edge Rank, in primis con l’obbiettivo di far spendere alle aziende in ADV a pagamento.

L’intento, annunciato delle prime modifiche dell’algoritmo nei mesi scorsi, è di ottenere una maggiore interazione tra utenti e aziende che di fatto hanno utilizzano le loro pagine soprattutto per promuovere i propri prodotti senza facilitare le discussioni e le iterazioni, e senza pagare adeguatamente i servizi di promozione di Facebook (almeno secondo i desiderata dei loro manager).

Però alla base c’è un buon proposito… Nell’ottica di migliorare l’interazione, il team di sviluppatori di Facebook ha inserito regole che influenzano la visibilità di alcuni contenuti considerati espressamente pubblicitari  o di like-baiting: post che spingono ad acquistare un prodotto o installare un’app; post di concorsi e lotterie senza un reale contesto; post che riusano lo stesso messaggio di un contenuto pubblicitario.

A dire il vero i post con link esterni a Facebook e prevalentemente monosito (ad esempio verso i siti o il blog dell’azienda) sembrano essere penalizzati tout court.

Il risultato ottenuto? Per mantenere visibile la pagina devi far interagire gli utenti in qualche modo con la tua pagina (condivisioni, commenti, click…). Ma a tutto svantaggio di chi pubblicava foto di gattini, barzellette, citazioni per guadagnarsi un po di attenzione….

E cosi la pagine business sono diventate nella maggior parte dei casi delle tombe. Anche quando i contenuti erano interessanti ma non implicavano particolari iterazioni (o le implicavano al di fuori di facebook come i link a blog esterni).

La notizia è talmente eclatante che Forrester Research, società che si occupa di ricerche di mercato, ha pubblicato un report in cui si afferma che fare pubblicità su Facebook e Twitter è sostanzialmente una perdita di tempo e denaro.

“È chiaro che Facebook e Twitter – scrive Nate Elliott – non offrono il tipo di relazione con i clienti che le aziende stanno cercando. Nonostante questo, i dipartimenti marketing di tutto il mondo vedono ancora queste piattaforme come il fulcro dei propri sforzi social – sprecando quindi risorse finanziarie, tecnologiche e umane su siti che non offrono valore. […] Nei prossimi 18 mesi sempre più persone e aziende abbandoneranno Facebook e Twitter, che diventeranno niente più che un enorme contenitore di pubblicità (…).
E ‘tempo per il marketing di iniziare a costruire strategie di relazione sociale intorno a siti che possono fornire valore.”

L’opportunità per chi sa creare contenuti attraenti per gli utenti invece è ghiottà perchè troverà in Facebook una piazza dove poter attingere a un parco buoi in pieno movimento.

Intanto, come consigliamo da tempo ai nostri clienti (ROI alla mano), le strategie di PR online meglio farle passare per strumenti proprietari quali sito ed email, e limitare i social a driver di informazione, a meno che non si abbiano a disposizione realmente grossi budget per la promozione o si abbiano dei dirigenti particolarmente dotati nella scrittura, creativi, e con tempo libero.

 

Sul Facebook ADV Relevance Score…

13 feb

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Vi site rotti di essere molestati da pubblicità indesiderata mentre postate la foto dei vostri amici su Facebook come le proposte di san valentino a voi che siete single, o di attrezzature sportiva quando il vostro unico sport sono gli scacchi? Qualcosa ora si può fare…

Analogamente a quanto fa Google per la pubblicità con AdWords, per il suo ADV Facebook ha implementato il Relevance Score utile a mostrare ai propri utenti solo gli annunci ritenuti più pertinenti.

La rilevanza viene calcolata in base ai feedback positivi e negativi come ci spiegan nel loro blog.

Il poter analizzare queste informazioni è utile per poter vedere come gli utenti stanno reagendo ad una campagna ed eventualmente bloccarla, modificarla, migliorarla in corso d’opera.

Questo dovrebbe permettere anche di spendere meglio il proprio budget per chi la pubblicità la vuole fare.

In un processo in cui l’advertising tradizionale ha oramai il sapore di stupro alla persona, e per non lasciare troppo spazio a strumenti geniali ammazza banner come AdBlock, continuare a cercare di offrire pubblicità rilevante è l’unica strada che vedo eticamente sostenibile. E che non a caso ha decretato il successo schiacciante di Google e il contenimento (grazie a Dio) di tutto quel display email adv spazzatura che molte concessionarie ancora utilizzano o fanno utilizzare ai loro clienti con tecniche di bombardamento indesiderato (scritto 10 anni fa!) che sono state una delle motivazioni che mi hanno spinto ad occuparmi di Search Marketing.

Dopo la semplice ma geniale declinazione del concetto di Permission Marketing del guru Godin, non c’è stato altro modo per me di poter concepire il marketing e la pubblicità se non basandomi su concetti quali pertinenza, attinenza, amore.

Amare le persone, rispettarle, creare con loro relazioni e cercare se possibile di dare loro un aiuto quotidiano limitatamente alle mie competenze e coi miei prodotti. Un marketing gradito, atteso, realmente utile non solo a chi lo fa ma anche a chi lo riceve. Su questi principi è nato il mio modo di pensare di fare web marketing e su queste basi ho fatto crescere Studio Cappello.

E se anche Facebook proseguirà per questa strada prometto che si, AdBlock lo disattivo anche io per il suo sito…

 

Il Content Marketing Trascina La Crescita SEO

12 feb

cm2Fonte: Ad Age

…ma che serve il contenuto digitale, se non si può trovare? 

Molti ecommerce stanno crescendo di fatturato soprattutto grazie al traffico proveniente dai risultati organici di ricerca. Come ad esempio una parafarmacia online (cliente dello Studio) con oltre 3milioni di euro di fatturato di cui oltre il 35% da SEO (con incidenza sui costi rispetto SEM 10 volte inferiore).

Il contenuto è una grande opportunità per le aziende, a patto di saperlo gestire e ottimizzare correttamente per Google. Anche per ragioni molto piu pragmatiche…. 

I motori di ricerca hanno superato i media in generale come la fonte più attendibile per le notizie e le informazioni nel 2014 . Secondo l’analisi del gigante delle PR Edelman i motori di ricerca sono aumentati dell’8% sul Barometro Della Fiducia rispetto all’anno prima.

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Il Content Marketing sta diventando una priorità assoluta per il marketing. 

Con ripercussioni anche sui siti da ripensare per i dispositivi mobili (nell’anno prometto sito mobile dello Studio!) in modo poter fare leggere questi contenuti anche sugli smartphone.

Chi cresce di fatturato col content marketing sono in primis le agenzie SEM/SEO. O le agenzie di PR che sanno di cosa stiamo parlando…

The World Is Social: Dati e Trend 2015

3 feb

Dopo i dati postati ieri sul Mobile Advertising dell’Osservatorio Mobile Marketing & Service del Politecnico di Milano, i dati di We Are Social nel suo report annuale “Digital, Social e mobile 2015” che raccoglie i dati di 240 paesi inclusa Italia. Una panoramica dei macro dati su internet, social media e  mobile, oltre che su alcuni trend per il 2015.

Quasi metà della popolazione mondiale è social con Facebook a trainare. E oltre la metà della popolazione mondiale è mobile ready (mentre le attivazioni di dispositivi mobile a internet hanno superato il numero delle persone).

La quota di traffico web mobile globale sale al 39% rispetto lo scorso anno, con un terzo di tutte le pagine web ora viste dai telefoni cellulari:

Anche questa ricerca come quella dell’Osservatorio evidenzia un dato molto interessante sull’utilizzo del web durante il processo di acquisto (ricerca informazioni). Gli utenti han cercato un prodotto da:

  • 39% desktop
  • 20% smartphone.

Al contrario, la chiusura del processo di acquisto avviene maggiormente da PC (39%) rispetto lo smartphone (16%).

ONLINE SHOPPING

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Si compra sempre più in rete con il Regno Unito, il paese piu attivo, dove due terzi della popolazione ha acquistato qualcosa on-line l’ultimo mese. Ma anche il Mobile commerce è in ascesa in tutto il mondo.

I cinesi sono i clienti mobile più attivi, con il 27% della popolazione che ha acquistato qualcosa negli ultimi 30 giorni.

In Italia gli utenti internet attivi sono 36,6 milioni, gli account social media attivi sono 28 milioni di cui 22 accedono da dispositivi mobile con un +11% rispetto l’anno scorso. Gli italiani sempre più rete dipendenti trascorrono in media 6,7 ore al giorno sul web di cui 2,5 ore sui canali social.

Qualche dato più specifico del nostro paese:

socialitaly

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