Mobile Adv & AdWords: Trend 2015/2019

1 apr

mobile

Le tendenze future sono ormai chiare: nel 2019 il mobile rappresenterà il 72% degli investimenti pubblicitari negli Stati Uniti.

Secondo le stime di eMarketer (da cui traiamo spunto per il post), l’utilizzo sempre più frequente dei dispositivi mobile e i migliori formati disponibili degli annunci Pay Per Click, spingeranno gli esperti di marketing ad investire sempre più nel mobile. A farne le spese sarà la tradizionale pubblicità su PC desktop.

Un’evoluzione molto importante che per chi offre servizi AdWords & Paid Search.

Ma vediamo nel dettaglio le previsioni di eMarketer nel periodo di riferimento 2015-2019.

Nel 2015 la spesa per gli annunci su dispositivi mobile segnerà un +50% raggiungendo il 49% dell’intera spesa nel digital advertsing.

Nel 2019 tale spesa raggiungerà il 72,2% del totale degli investimenti.

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Il 2016 sarà l’anno della svolta per il mobile advertising che supererà la pubblicità su PC desktop.

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I dati mettono in evidenza inoltre una categoria “Other” che raggruppa gli annunci in altri portali, le email e la lead generation.

La spesa prevista negli Stati Uniti per queste altre forme di promozione crescerà. Nel frattempo l’investimento sul mobile messagging come forma di promozione continuerà ad aumentare fino al 2016 per poi iniziare lentamente a diminuire.

APP ADV

Secondo le stime di eMarketer, il budget stanziato in annunci Pay Per Click sulle app sarà 3 volte superiore rispetto a quello su web browser. Su tale poco utile pubblicità (misurazioni alla mano) gli inserzionisti nel 2015 spenderanno molto di più che sull’adv da browser..

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Il prossimo anno, quando per la prima volta la spesa per gli annunci su mobile supererà quella su PC desktop, gli investimenti pubblicitari sulle app aumenteranno del 42,6% arrivando circa a 30 miliardi di dollari, ossia il 73,2% degli investimenti totali degli US nel mobile.

Secondo le previsioni di eMarketer vi sarà inoltre un aumento degli investimenti negli annunci per spingere l’utente ad installare una determinata app. Se nel 2014 la spesa è stata di 1,67 miliardi (ossia l’8,7% della spesa pubblicitaria totale nel settore mobile), quest’anno raggiungerà i 3 miliardi. Un aumento dell’80% anno dopo anno ma che in realtà rappresenta per ora solo il 10,4% del totale degli investimenti sul mobile.

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Nel 2015 gli annunci pubblicitari per promuovere l’installazione di app rappresenteranno una porzione sempre più significativa della spesa in mobile search. Siete pronti a cogliere queste nuove opportunità?

 

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Omnicanalità: The Fundamental Per Il Mondo Retail

27 mar

2013Trends.Omnichannel.FinancialServices

Per omnicanalità si intende l’integrazione tra punto vendita fisico e quello digitale in un unico sistema.

Il mondo del retail si sta evolvendo velocemente con l’avvento di internet multidevice e dell’ecommerce.

Studiare come e quando i tuoi clienti utilizzano smartphone, tablet e PC, diventa fondamentale per aumentare le conversioni del tuo ecommerce e salvare dal tracollo il tuo store offline.

Ti sei mai chiesto con quali dispositivi i tuoi clienti entrano in contatto con i tuoi prodotti? In quale contesto di riferimento? Da casa o dall’ufficio? E in che momento della giornata? Sono solo alcune delle domande a cui rispondiamo quando intraprendiamo un percorso di consulenza ecommerce con i nostri clienti.

Uno studio intrapreso dal team della eBay Enterprise User Research Multi-Device Ownership: Implications for Retailer and Consumers analizza come si relazionano i consumatori con questi dispositivi e quali sono le maggiori conseguenze per i venditori a fronte di queste nuove abitudini di ricerca.

Il sondaggio ha coinvolto ben 1.177 partecipanti con un’età compresa fra i 18 e i 55 anni, tutti in possesso di smartphone. Un buon 64% dichiara di avere un tablet, il 75% di possedere un PC ed il 93% dispone anche di un PC portatile. Tutti i partecipanti fanno acquisti online. Le 44 domande somministrate mirano ad analizzare il loro comportamento d’acquisto e le principali attività svolte mediante questi dispositivi.

I risultati emersi dallo studio?

  • La ricerca multi-dispositivo per la valutazione e l’acquisto di un singolo prodotto ormai è la norma. In base al contesto in cui si trovano, i tuoi clienti selezionano il dispositivo che meglio risponde alle loro esigenze.
  • L’ambiente che circonda i tuoi utenti influenza il tipo di attività svolta:
    • Gli smartphone sono utilizzati per navigare in modo poco impegnativo, per acquisti poco importanti, per controllare le email, per trovare un negozio e come alternativa al computer al lavoro. Sempre a portata di mano, lo smartphone è la costante che connette tra loro i vari ambienti.
    • Il tablet è usato invece per una navigazione più in profondità. Utilizzato per acquisti un po’ più importanti, esso si posiziona in testa alla classifica con acquisti da 1 a 4 articoli, superando così lo smarthpone e il PC tradizionale. 
    • Il PC resta comunque il dispositivo preferito per navigare in modo approfondito e fare gli acquisti da casa ma sta perdendo terreno a favore dei tablet. Pensa che gli acquisti da PC sono diminuiti dal 79% al 71%.
  • L’omnicanalità è la nuova frontiera del mondo del retail. Se per multicanalità si intende l’utilizzo da parte del consumatore di una varietà di canali online e offline nel suo processo d’acquisto, l’omnicanalità è il passo successivo.

Obbiettivo è assicurare al cliente un’esperienza uniforme e fluida attraverso tutti i canali che interessano lo shopping (dispositivi mobile, PC, punti vendita, direct mail…). I consumatori devono trovarti, apprezzarti e fidarsi di te ovunque si trovino.

Poco importa se l’attività si svolge interamente online o se possiedi diversi negozi fisici, con una visione di marketing omnicanale si aumentano visibilità, conversioni e fidelizzazione dei clienti.

Ma come raggiungere questi nuovi clienti omnicanale?

  • Impara a monitorare il loro comportamento d’acquisto

Per coinvolgere i tuoi clienti omnicanale e fornire loro un’esperienza personalizzata, devi prima capire chi sono: il genere, la provenienza, le abitudini di ricerca e in quale negozio fanno i loro acquisti. Ma non basta. Devi imparare a conoscerli ancora più nel dettaglio.

Ad esempio, attraversano sia canali online sia offline prima effettuare un acquisto? Visitano il tuo sito mobile? Consultano il loro smartphone anche quando si trovano in negozio? Quale canale di marketing o advertising sono più utili per spingerli a recarsi nel negozio più vicino?

Impara a misurare l’influenza dei vari “touchpoint” aziendali, online e offline, per capire la strada percorsa dal tuo consumatore prima di arrivare all’acquisto.

Servendoti dei migliori sistemi di misurazione e monitoraggio, dalla Web AnalyticsAdometry by Google (non vediamo l’ora di testarla!), potrai raccogliere tutte le informazioni sul tuo cliente ideale attraverso qualsiasi canale, online e offline.

Ricorda: il cliente che acquista sia online sia in negozio è il cliente più prezioso! Secondo IDC FutureScape: Worldwide Retail 2015 Predictions, questi clienti hanno un ciclo di vita del 30% superiore rispetto a coloro che utilizzano un solo canale per gli acquisti.

  • Fornisci ai tuoi clienti informazioni rilevanti e localizzate

Ora che hai compreso l’importanza dell’integrazione tra digitale e negozio fisico, il tuo obiettivo è creare un’esperienza fluida e uniforme per il tuo cliente ovunque si trovi e con qualsiasi modalità di vendita.

In riferimento alla recente ricerca condotta da Google Digital Impact on In-Store Shopping, tre acquirenti su quattro che cercano online informazioni sul tuo negozio, saranno più propensi a visitare anche il tuo punto vendita offline.

  • Migliora l’esperienza d’acquisto dei tuoi clienti e costruisci un rapporto di fiducia

Ad esempio lo strumento Google Local Inventory Ads, da poco disponibile anche in Italia, è una nuova funzione che fornisce al tuo utente tutte le informazioni necessarie per raggiungere il tuo store, tutto quello che c’è da sapere sui tuoi prodotti e persino le disponibilità di magazzino.

Cosa comporta questa evoluzione?  Il tuo consumatore entrerà nel tuo punto vendita già informato sui prezzi e sulle caratteristiche di un prodotto. Il tuo negozio fisico diventerà dunque una semplice estensione di quello online.

  • Assicurati di possedere la struttura organizzativa giusta

Una volta che avrai identificato i tuoi consumatori più preziosi e redditizi e individuato il loro percorso d’acquisto, è arrivato il momento di agire. Assicurati di avere una struttura organizzativa in grado di supportare queste strategie di marketing omnicanale. Altrimenti rischi che l’azienda ostacoli i suoi stessi obiettivi.

Come procedere verso questa integrazione? Incentiva ad esempio il tuo team che si occupa dell’ecommerce a collaborare con chi lavora in negozio. Spesso i responsabili del commercio elettronico vengono ricompensati solo nel caso in cui gli acquisti vengano fatti online.

Nell’ottica di un’integrazione sempre più stretta tra negozio digitale e fisico, fai in modo che il tuo team ecommerce sia ricompensato anche in caso di vendita in negozio. Incentiverai la collaborazione fra queste due entità non più separate ma parte della stessa squadra.

Stretegia Omnichannel

Non è semplice da applicare ma intanto cerca di tenerla presente in ogni azioni di marketing o promozione che fai.

Valuta in modo strategico il percorso d’acquisto del tuo cliente e sfrutta le attività svolte sui vari device come punti critici di engagement. Così potrai “giocare d’anticipo” offrendogli il prodotto che desidera, nel contesto giusto e al momento giusto.

Consenti al tuo cliente di cercare informazioni su un articolo direttamente con il suo smartphone, ordinarlo da casa con il suo PC (o tablet) e magari ritirarlo in negozio mentre torna dal lavoro.

Da dove iniziare?

Investi in CRM (Customer Relationship Management), Web Analytics e Social Media Monitoring per connetterti efficacemente con i tuoi clienti attuali e potenziali. Cerca di monitorare i loro comportamenti nei luoghi fisici e digitali che frequentano prima e dopo l’acquisto. Solo così aumenteranno le tue opportunità di rispondere con precisione alle loro aspettative.

Non si tratta di un compito semplice ma è la milgiore strategia per distanziare i concorrenti e soddisfare gli shopper. Quella che cerchiamo di applicare passo dopo passo ai nostri clienti ecommerce.

 

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Wonderful Expo 2015: promozione affidata a Studio Cappello

26 mar

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Il portale turistico WonderfulExpo2015 gestito da Explora Tourism è dedicato ai turisti di tutto il mondo per capire dove andare, cosa fare e vedere, come prenotare il soggiorno, in particolare nelle destinazioni intorno ad Expo Milano 2015.

Explora Tourism è la prima Destination Management Organization a servizio del territorio e delle imprese per lo sviluppo turistico delle Destinazioni di Expo 2015 da Milano, alla Lombardia al Piemonte, nata per cogliere tutte le opportunità offerte da Expo Milano 2015.

Sul portale si può scoprire cosa vedere a Milano e nelle altre città, e soprattutto prenotare l’hotel per Expo 2015.

La promozione worldwide multilingue del portale è stata affidata alla divisione Travel del nostro Studio, gia scelto in questi ultimi mesi da prestigiose aziende come RCS Mediagroup, Castiglione Piscine, Dolci Di Giotto, Subito.it.

Detrazione Per Hotel E Strutture Ricettive

26 mar

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Il decreto attuativo per il tax credit per il turismo digitale è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale.

Le nuove norme prevedono dal 2015 al 2019 il riconoscimento alle imprese di un credito di imposta del 30% dei costi sostenuti per investimenti nella digitalizzazione dell’offerta. Potranno essere dedotte spese per l’acquisto di siti e portali web e la loro ottimizzazione per i sistemi di comunicazione mobile, di programmi per automatizzare i servizi di prenotazione e vendita on line di servizi e pernottamenti, di servizi di comunicazione e marketing digitale, di spazi pubblicitari su piattaforme web specializzate, di progettazione, realizzazione e promozione digitale di proposte di offerta innovativa in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità e di impianti wi-fi.

Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto il MiBACT definirà le modalità telematiche per la presentazione delle domande per il riconoscimento del credito d’imposta.

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Facebook: Guadagno Con Il Tuo Tempo E Con La Tua (In)felicità

24 mar

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Riprendo parte della citazione di Nate Elliott (Forrester Research) nel post Algoritmo Facebook 2015: Tutto Cambia,

“Nei prossimi 18 mesi sempre più persone e aziende abbandoneranno Facebook e Twitter, che diventeranno niente più che un enorme contenitore di pubblicità”

A spiegare bene cosa sta accadendo l’articolo di Internazionale: Come Facebook e Google guadagnano soldi con il nostro tempo.

Dopo la monetizzazione di Google che con il suo motore guadagna facendo risparmiare tempo con le ricerche, il Social piu in voga si è dato l’obbiettivo opposto: utilizzare quel tempo guadagnato dalle persone per farglielo perdere da un’altra parte. Non scrivo a caso perder tempo. Una recente ricerca ha rilevato come tante persone dicono di gettar via parte della propria vita e felicità nel piu famoso social network. spesso senza accorgersene.

Chi non se ne è ancora accorto è perchè probabilmente anestetizza la sua realtà tramite i social (che quindi sono uno strumento dopante o una droga stordente), o perchè sulla perdita di tempo degli altri ci fa sopra qualche soldo col suo business (freelance o azienda che sia). Christina Sagioglou e Tobias Greitemeyer, autori della ricerca di cui sopra, parlano anche di diminuzione dell’umore dopo tempo trascorso a tentare di fare qualcosa (ma in realtà non fare nulla di realmente interessante). Addirittura può contribuire a sentimenti di depressione, solitudine, gelosia.

Sagioglou e Greitemeyer han anche scoperto a dire il vero anche il lato lucente e non solo il male oscuro: alcuni dopo aver chiacchierato con gli amici o con il social network per fare progetti in realtà poi si sentono meglio. Come le ricerche commissionate da Zuckerberg tentano di enfatizzare (qui commentate):

Tramite una esperimento su Facebook, abbiam dimostrato che gli stati emotivi possono essere trasferiti ad altri tramite contagio emotivo, portando le persone a vivere le stesse emozioni senza la loro consapevolezza. Forniamo evidenza sperimentale che il contagio emotivo avviene senza l’interazione diretta tra le persone (l’esposizione ad un amico esprimere un’emozione è sufficiente), e in assenza di segnali non verbali.

E visto anche che le metriche ad impression o a like sono fuffa (su dai, perdona la tua agenzia che continua a sfornarti questi dati per misurare il successo, qualcuno piu in lato lo punirà selvaggiamente, sicuro!), il fatto di essere passate a metriche quali “il tempo trascorso” o il “tempo di coinvolgimento” han spinto ancor di piu il social network a trovare idee e funzioni per fare in modo che il tuo tempo sul social sia il piu possibile lungo,  a prescindere dalla sua reale utilità, affiancandoci chat, messanger, gruppi, notifiche, etc.

Insomma il tuo benessere ha un prezzo che per ora incassano le Social Corporation. Sia utilizzando al meglio le risorse vita delle persone, sia i soldi delle aziende.

Se anche con queste riflessioni fare Social ti appassiona, non perdere il nostro corso social media marketing!