Archive | CRO UX UI RSS feed for this section

Marketing Attribution: Attribuzione Vs Incrementalità 

10 Dic

Evolvere i modelli di attribuzione per incrementare le performance nel Digital Marketing

Marketing Attribution è la strategia di analisi per massimizzare il ROI di chi fa campagne Ads, SEO, Comunicazione, Display etc.  [...] 

Leggi tutto

Il Tasso Di Conversione Del Mio E-commerce Quale Dovrebbe Essere?

15 Mag

I venditori online chiedono sempre: “Quale dovrebbe essere il mio tasso di conversione?”

I tassi di conversione – la percentuale di visitatori del sito Web che effettuano un acquisto sul sito durante una determinata visita – dipendono da molti fattori, come il tipo di rivenditore e la categoria merceologica del rivenditore.   [...] 

Leggi tutto

Citazioni di CRO & UX Design Che Ispirano Il Nostro Fare

23 Nov

Le persone ignorano il design che ignora le persone” – Frank Chimero

L’arte dei migliorare le conversioni di un sito web è tutt’altro che scontata. Per alcuni significa semplicemente usare check list di usabilità , per altri scrivere testi persuasivi, per i tecnici realizzare siti con interfacce semplici, per molti copiare quello che fanno gli altri che reputiamo migliori… [...] 

Leggi tutto

Google: Metriche e Report sulla Velocità  del Sito Web

6 Nov

La velocità  di caricamento nel browser di un sito web è un fattore da non trascurare!

  • Permette a Google una scansione più approfondita ottimizzando il tempo che Google ci mette a disposizione (crawling budget)
  • Migliora l’esperienza utente e i tassi di conversione
  • È un fattore di rank (secondario), come già  scritto in un precedente post

Per capire al meglio quanto è importante la velocità  nel web, basta guardare il grafico tratto da report in Data Studio fatto per un cliente in Consulenza SEO[...] 

Leggi tutto

A/B Test: Aumentare i Tassi Di Conversione con Google Optimize

20 Set

CRO [...] 

Leggi tutto

Avere Un Sito Veloce È Fondamentale Per SEO E CRO

27 Mag

Perché investire nella velocità  di un sito? Scopriamolo insieme.

Il 16 Aprile ho avuto il piacere di essere uno dei relatori del Digital Transformation Day, evento online ideato e promosso da SEMrush per rispondere alle crescenti esigenze di trasformazione digitale delle aziende.

Il tema del mio intervento era l’importanza della velocità  per i siti web, valore che va ben oltre la sfera della SEO.

Come nel running amatoriale, nel web la velocità  è da considerare come un fattore relativo: l’obiettivo da raggiungere è quello di essere più performante rispetto alla concorrenza. Ci sono varie metodologie per misurare le prestazioni e varie tipologie di interventi che si possono fare, ma l’obiettivo finale è sempre lo stesso: riuscire a migliorare il proprio business, il proprio fatturato.

Le componenti della velocità  per un sito web sono davvero molte ed è necessario per ognuna pianificare attività  di monitoraggio e di ottimizzazione.

Nella slide qui sopra ho suddiviso gli ambiti da ottimizzare in tre macro categorie:

  • Il Web Server e l’Application Server, ovvero i servizi che generano le pagine web e le mettono a disposizione degli utenti
  • Le componenti che forniscono i dati al Web Server (database server, data service, …)
  • Il front-end, ovvero la composizione della pagina web, formata oggi da HTML ma anche da javascript, css, immagini, video, …
  • Le connessioni tra i vari ambiti (dalla “banda” a cui è collegato il server, all’infrastruttura di rete della server farm)

Il buon SEO – come ribadisco sempre al mio Corso SEO Professionale – non deve necessariamente essere in grado di ottimizzare ogni singolo elemento, in quanto sono necessarie conoscenze specifiche e diversificate. Quello che deve assolutamente conoscere sono gli elementi che influiscono nei tempi di risposta e coordinare chi di dovere: webmaster, frontend designer, programmatori, system administrator, database administrator…

Perché è così importante il fattore velocità ?

Primo: per non perdere utenti, vendite e clienti!

È assolutamente comprovato che ogni millisecondo d’attesa in meno per un utente si traduce in una percentuale di miglioramento del tasso di conversione, ovvero un aumento potenziale delle lead o in un aumento del fatturato online.

Google ha messo a disposizione un

emulatore [...] 

Leggi tutto

AdBlock: 1 Utente Su 4 Lo Usa. Conseguenze Per Siti E ADV?

3 Set

+25% degli utenti usa sistemi AdBlock

Negli USA 1 su 3. E la percentuale è in costante ascesa (Pagefair Report).

Gli AdBlock sono dei software che bloccano la pubblicità  nel browser (qui come funzionano) oggi diffusi anche nei dispositivi mobile.

Negli anni, gli editori professionali e fai-da-te, si sono spostati su internet trascinando con sé la terribile prassi di devastare gli utenti con annunci advertising. Questo per monetizzare, con l’unico sistema che conoscono: la visibilità  ottenuta (ma lo fa misteriosamente anche chi non ha visibilità ).  E così abbiamo da una parte chi fa pubblicità  senza troppa etica, dall’altra le persone trattate come pecore da tosare che cercano di difendersi. Hai mai notato i commenti degli utenti sui social, che lamentano l’invasività  di banner e pop-up sugli articoli? Facci caso la prossima volta che leggi una news condivisa su Facebook (anche sulle testate più note e autorevoli).

Tra le poche (ma potenti) armi di difesa di massa ci sono gli AdBlocker: plugin per browser e mobile che bloccano l’apertura di banner o pubblicità . Ad esempio questo per Chrome, o questa per Firefox, che è l’estensione più usata nel browser a livello mondiale.

Secondo Pagefair (e altre ricerche di altri enti lo confermano) mediamente in tutto il mondo (esclusa l’Africa) almeno 1 consumatore su 4 utilizza il software di blocco degli annunci. Ma con picchi di 1 su 3 in USA e altre nazioni. È molto diffuso tra i giovani consumatori, ma non sono esclusi i più maturi. Questo significa che la percentuale di persone che bloccano gli annunci probabilmente aumenterà  in futuro.

Uno studio condotto da AdBlock Plus e HubSpot su oltre 1.000 utenti intervistati tra USA, Regno Unito, Germania e Francia, mette in evidenza che:

  • L’83% è contrario alla pubblicità  invasiva
  • Il 51% intende detenere il controllo sulla propria esperienza di navigazione
  • Il 77% preferirebbe installare un filtro di blocco/controllo assoluto
  • Il 63% ritiene che l’ad blocking abbia un impatto positivo sulla web experience
  • Il 57% considera utili e di valore gli annunci pubblicitari sui motori di ricerca

Il dato più interessante dello studio è che gli utenti sono stanchi degli annunci pubblicitari, ma solo se non sono d’impatto o se non arricchiscono la propria esperienza web.

Tutto ciò ha due ripercussioni:

1 – Per chi progetta siti web ed e-commerce è fondamentale testare i siti con AdBlock attivo

Spesso ci si dimentica di testare i siti web su browser con attivo un AdBlock. E spesso con conseguenze terribili nel processo di acquisto online. Un terzo degli utenti non riesce a completare il processo di acquisto!

Per questo è fondamentale ricordare di appuntarsi nelle check list di analisi UX un test, e nel caso non si riuscisse a intervenire tecnicamente per eliminare malfunzionamenti causati da AdBlock, inserire un codice nel sito che lo riconosca e avverta l’utente che per utilizzare correttamente il sito deve disabilitarlo (qui uno dei metodi).

2 – Chi pensa di monetizzare la visibilità  sul sito solo con annunci ha vita breve

Gli utenti normalmente tendono già  a evitare i siti web troppo invasivi di pubblicità  per cercarne di più usabili.

La Coalition for Better Ads è nata proprio per aiutare chi pubblica contenuti ad avere principi etici alla guida

La pubblicità  aiuta a sostenere preziosi contenuti gratuiti, giornalismo solido e connessioni sociali su Internet. I consumatori, tuttavia, sono sempre più frustrati dagli annunci che interrompono la loro esperienza, disturbano il contenuto e rallentano la navigazione.

Le principali associazioni commerciali internazionali e le società  coinvolte nei media online hanno costituito la Coalition for Better Ads per migliorare l’esperienza dei consumatori con la pubblicità  online. La Coalition sfrutterà  le intuizioni dei consumatori e le competenze intersettoriali per sviluppare e implementare nuovi standard globali per la pubblicità  online che rispondano alle aspettative dei consumatori.

Google stesso si sta adoperando con un suo Google AdBlock per fare in modo che su Chrome la pubblicità  non sovrasti tutto. Naturalmente il fine di Google è meno etico di quello che si possa pensare: l’obiettivo vero è disincentivare l’uso degli altri AdBlock, molto più restrittivi del suo, che ops… tra le altre cose oscurano anche la sua di pubblicità .

Cosa Analoga ha fatto Apple, dichiarando guerra alle pubblicità  sugli smartphone con sistemi di blocco nel suo Safari. Tuttavia anche qui il fine nobile dell’operazione sembra essere la guerra a Google più che il rispetto degli utenti.

Ancora una volta mi tocca citare il caro guru (per me ancora troppo poco capito e ascoltato) Seth Godin e il suo

Permission Marketing [...] 

Leggi tutto

Conversion Rate Optimization: Un Processo In 5 Step Verso Il Successo

19 Giu

Sul tuo sito aumenta le conversioni, non solo il traffico! [...] 

Leggi tutto

10 Consigli Per Persuadere Con La Scrittura Online

11 Giu

 

La persuasione aiuta le persone a compiere azioni

Facciamo una dovuta premessa. Per alcuni, il persuadere è un esercizio manipolativo che spinge le persone a fare qualcosa che non vogliono fare: un obbligo. Ma non è così. [...] 

Leggi tutto

AdWords: Il Tuo Tasso Di Conversione È Buono?

8 Gen

Il tuo Conversion Rate AdWords è buono, buono …ma non buonissimo?

Search Engine Watch ha condotto una ricerca su oltre 2.000 account AdWords in vari settori, con investimenti stimati in +34 milioni di dollari. Lo scopo di questa analisi era quello di capire i tassi medi di conversione per gli annunci Google AdWords Rete di Ricerca e Display. Seppur datata 2016 la vediamo utile e attuale anche sui valori.

Gli inserzionisti AdWords di Google registrano tassi di conversione medi pari a:

  • 2,70% dalla Rete di Ricerca
  • 0,89%  dalla Rete Display, chegenera 5 volte il volume di impression, ma 1/5 dei click rispetto alla rete di ricerca

Tutte le considerazioni sui dati le rimandiamo al succitato post di presentazione della ricerca.

E’ utile notare però che solo il 10% riesce a ottenere tassi di conversione 5 volte più elevati della media. Come fa?

Come migliorare il tuo tasso di conversione

Questi i nostri semplici consigli e pratiche di base che ti consigliamo di utilizzare ogni volta che imposti un campagna Web Advertising per un cliente:

Cerca di avere un

approccio olistico alle gestione di AdWords [...] 

Leggi tutto