Il Futuro Della Ricerca Di Google Con AI Overview & SEO
21 Mag

La IA di Google fa tremare la SEO.
Ma sarà vera rivoluzione?
L’esperimento Search Generative Experience (SGE) di Google si è rivelato la più grande e audace implementazione dell’intelligenza artificiale generativa nella ricerca; è stata la risposta di Google alla rivoluzione di ChatGPT di Microsoft alla fine del 2022.
SGE utilizza la stessa tecnologia che alimenta ChatGPT. Utilizzando l’apprendimento automatico, l’algoritmo di intelligenza artificiale generativa rileva e mappa le relazioni statistiche tra parole e gruppi di parole.
L’obbiettivo di Google rimane anticipare la concorrenza soprattutto dopo l’annuncio di un nuovo motore di ricerca di OpenAI.
Le AI Overview di Google, una nuova funzionalità di risultati di ricerca generati dall’intelligenza artificiale, sono state rese disponibili a tutti gli utenti negli Stati Uniti a partire dal 14 maggio 2024.
“Questa settimana lanceremo a tutti gli utenti degli Stati Uniti – e presto in vari altri Paesi – una nuova esperienza di ricerca completamente rinnovata con AI Overview, per cui ci aspettiamo di superare il miliardo di utenti entro la fine dell’anno”.
Sundar Pichai, CEO
L’obiettivo è cambiare il modo di trovare informazioni all’interno delle applicazioni, a cominciare da Google Foto che si arricchirà di una funzione a cui chiedere di mostrare i momenti più importanti relativi a uno dei contatti presenti in rubrica con un semplice comando.
La AI di Google Gemini mostrerà i propri effetti in tutti gli strumenti di Google Workspace, in primis Gmail. Sarà più facile riassumere tutte i messaggi relativi a un determinato contatto in un chiaro riepilogo in background, identificare le e-mail più rilevanti o ottenere un riepilogo dei punti chiave e delle azioni da intraprendere. Gemini, inoltre, potenzierà il text to speech, con conversazione audio personalizzata e interattiva alla quale si potrà anche partecipare partendo da un selezionato dataset di materiali.
Ma facciamo un passetto indietro…
Come Google risponde alle ricerche con SGE (fino ad oggi solo per alcuni utenti in USA con Google Labs) che per ora ha un layout più o meno cosi:

I siti suggeriti sembrano essere le fonti di controllo incrociato, utilizzate per verificare e correggere la risposta iniziale di SGE, come descritto in questo articolo della Cornell University a cui hanno contribuito diversi scienziati di Google.
Ciascuna sezione della risposta di seguito in genere ha una freccia rivolta verso il basso che rivela le fonti di conferma per quella sezione.
SEO & AI Overview
Queste le principali preoccupazioni che SGE prima e AI Overview dopo stanno creando a chi si occupa di SEO:
- Quando sono completamente espansi, i risultati SGE occupano gran parte dello spazio nella SERP, spingendo i risultati regolari molto in basso nella pagina e riducendo la loro visibilità
- Se il risultato soddisfa le esigenze dell’utente sarà meno probabile che questi faccia clic su una qualsiasi delle altre pagine consigliate nel risultato o su uno qualsiasi dei risultati di ricerca organici sottostanti.
- Le pagine consigliate nei risultati avevano pochissimi incroci con i contenuti di primo livello nella ricerca organica, rendendo difficile sapere come “classificarsi” in un risultato .
Alcune criticità emerse in questi mesi di test:
- Intento di ricerca non corrispondente. È abbastanza comune che i risultati SGE sembrino rispondere a intenti diversi rispetto alla ricerca normale.
- Mancanza di autorità. SGE inoltre non sembra utilizzare i segnali di autorità che Google ha perfezionato per determinare le migliori pagine da mostrare per una determinata query. Sebbene almeno una o due delle fonti mostrate in SGE corrispondano tipicamente a pagine classificate tra le prime dieci su Google normale, la maggior parte di esse non si posiziona altrettanto bene. Questa mancanza di controllo da parte delle autorità sulle fonti solleva preoccupazione sull’affidabilità e sul valore dei risultati SGE.
- Non così utile. I risultati SGE spesso mancano dei filtri sofisticati e delle informazioni sui risultati avanzati che ora vediamo nei risultati transazionali e di altro tipo nella normale ricerca su Google.
Lascia che sia Google a cercare per te
Se c’è un a categoria dove peròoggi la Generative AI funziona bene sono le query informative, come la ricerca informazioni per viaggi o su come trovare un prodotto per esigenze specifiche.
Con AI Overview ampliate, maggiori capacità di pianificazione e ricerca e risultati di ricerca organizzati dall’intelligenza artificiale, il modello Gemini personalizzato può semplificare la ricerca.
Per chi cerca informazione il cambiamento è sostanziale perché si passa da una lista di link da cliccare a qualcuno che risponde alle tue domande e cerca di capire cosa vuoi sapere.
E su questo si giustifica l’enfasi di Google nel suo blog “Generative AI in Search: Let Google do the searching for you“.
Soprattutto questo è vero se le domande sono sofisticate, perchè se invece servono informazioni più puntuali, semplici e immediate, come l’età del calciatore, un dato preciso o la località con determinate caratteristiche, Google Search rimane la scelta più veloce e precisa. Almeno ad oggi.
Quindi?
Tutto quanto detto ci fa dire che per ora lato SEO non c’è da preoccuparsi ancora troppo, la ricerca tradizionale funziona ancora bene e soprattutto fa funzionare meglio per gli ADS di Google (coi quali genera il suo fatturato).
Se c’è da intervenire (con un fare migliorativo anche per rancare meglio nel motore di ricerca attuale), come ne avevamo gia parlato l’anno scorso, è nel rivedere i contenuti e assicurarsi che siano conformi alle pratiche che ne rendono più probabile la visualizzazione nei risultati generati dall’Intelligenza Artificiale: contenuti chiari, pertinenti all’argomento e strutturati in modo da renderli leggibile in ciascuna sezione (ad esempio con buon uso di titoli e sottotitoli, elenchi puntati, foto e video a supporto), e utilzzando schema ove appropriato per migliorare la chiarezza dei contenuti delle pagine.
Inoltre…
Nel frattempo sui social media impazzano screenshot che mostrano AI Overview, la nuova funzionalità di Google, dispensare consigli assurdi agli utenti, suggerendo di mettere la colla sulla pizza o addirittura di mangiare sassi. Questo conferma la necessità di aver dovuto lanciare il prodotto per far fronte alla concorrenza ma con una release ancora non ben funzionante, e che ha costretto Google a disabilitare manualmente AI Overview per determinate ricerche non appena i meme che la deridevano venivano pubblicati.
Inoltre, ricordiamo, qualcuno afferma che l’azienda (come i suoi blasonati concorrenti) con la sua IA si è sostanzialmente appropriata dei contenuti di terze parti che poi rielabora come suoi e poi propone evitando anche che l’utente possa andare sui siti dei contenuti originali (togliendo loro traffico di utenti e le relative conseguenze che ciò comporta). Il che darà il via probabilmente anche a cause legali, da affiancare a quella monster dove è imputata in una causa antitrust da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che la accusa di posizione dominante illegale nel settore.
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