FLoC: Scopriamo L’Alternativa Ai Cookie Di Google (Col Rischio Monopolio)

28 Gen

Morte ai Cookie Di Terze Parti!

In sintesi il Federated Learning of Cohorts (FLoC) di Google è una soluzione incentrata sulla privacy intesa a fornire annunci pertinenti “raggruppando grandi gruppi di persone con interessi simili”. Gli account sono resi anonimi, raggruppati in interessi e, cosa più importante, le informazioni sugli utenti vengono elaborate sul dispositivo anziché trasmesse sul Web.

La privacy e la riservatezza dei dati è uno dei temi caldi del 2021 su cui i big della tecnologia continuano a ricevere indagini, sanzioni, avvertimenti.

Google ha da poco comunicato la sua alternativa per eliminare da Chrome i cookie di terze parti denominata FLoC, ritenuta più sicura per la privacy. Il progetto più ampio denominato Privacy Sandbox vorrebbe per il 2022 vedere eliminati tutti i cookie.

Anche Apple con Safari e Mozilla con Firefox stanno introducendo modifiche sempre più rilevanti a carico delle proprie policy sulla privacy e i cookie che, soprattutto quando di terze parti, hanno sostanzialmente lo scopo di collezionare dati degli utenti per scopi commerciali o altri.

Questi adeguamenti anti-tracciamento dei produttori di browser sono anche una risposta al disgusto dei consumatori per gli annunci mirati, a volte inquietanti per la loro estrema contestualizzazione, e alla preoccupazione per la loro privacy online.

Cos’è e cosa fa FLoC?

FLoC è tecnologia incentrata su machine learning pensata per poter proporre pubblicità basata sugli interessi senza violare la privacy del singolo. L’idea è quella di raggruppare utenti omogenei in gruppi e proporre loro pubblicità basata su un profilo comune di appartenenza.

Si tratta di dati raccolti nel browser e non memorizzati da nessuna parte, dati che proliferano e adeguano nel tempo la descrizione del profilo del gruppo di riferimento in cui l’utente viene collocato.

A differenza di quanto accade con i cookie, con FLoC Google ha comunicato che le informazioni raccolte localmente dal browser non verrebbero mai messe in condivisione, e questo renderebbe molto complessa l’identificazione dei singoli utenti .

Che performance ha FLoC rispetto i cookie?

I nostri test di FLoC per raggiungere i segmenti di pubblico di Google in-market e di affinità mostrano che gli inserzionisti possono aspettarsi di vedere almeno il 95% delle conversioni per dollaro speso rispetto alla pubblicità basata sui cookie. Il risultato specifico dipende dalla forza dell’algoritmo di clustering utilizzato da FLoC e dal tipo di pubblico raggiunto. 

Nei prossimi mesi, inoltre, il team addetto agli annunci di Google continuerà a valutare come le API proposte per la misurazione delle conversioni possano essere utilizzate insieme ai prodotti di misurazione di Google per supportare casi d’uso come la creazione di rapporti di conversioni view-through, la determinazione dell’incremento e la copertura nonché l’esecuzione dell’attribuzione. 

Google consiglia ai clienti di implementare la codifica a livello di sito con il tag globale del sito o Google Tag Manager per ridurre al minimo le interruzioni durante questo periodo. 

Tutto bello o altri rischi?

Non è tutto oro quel che luccica. Questa operazione ha una portata devastante sul monopolio che si sta creando Google / Facebook sulle informazioni degli utenti, tanto che l’antitrust in UK ha iniziato ad indagare. L’Unione Europea invece per ora tace.

Le critiche piu rilevanti vengono mosse da James Rosewell, direttore della coalizione Marketers For An Open Web (MOW), e i cui membri dicono che hanno dovuto rimanere riservati perché preoccupati per le ripercussioni di Google, ha commentato:

Le proposte di Google sono negative per i proprietari di media indipendenti, dannose per la tecnologia pubblicitaria indipendente e dannose per gli inserzionisti. Le persone che ne saranno maggiormente influenzate saranno gli editori locali più piccoli e le imprese indipendenti: saranno effettivamente tagliati fuori dal mercato della pubblicità online aperta, causando danni devastanti alle loro attività.

Le affermazioni di “collaborazione e apertura sono false” con le proposte che non sono state approvate dal W3C. 

Questa è una azienda monopolista che cerca di consolidare il proprio dominio degradando l’Open Web usando la privacy e la collaborazione come velo di legittimità.

Privacy Sandbox creerebbe effettivamente un giardino recintato di proprietà di Google che chiuderebbe il competitivo e vivace Open Web. Fornire informazioni personali più direttamente identificabili a Google non protegge la privacy di nessuno. 

MOW stima che i loro sostenitori lavorino con più di 21.000 inserzionisti e quasi 6 milioni di singoli siti web in più di 50 paesi, fornendo congiuntamente oltre 320 miliardi di impressioni pubblicitarie ogni anno creando una forza lavoro combinata di oltre 10.000 dipendenti e ricavi combinati superiori a $ 4 miliardi.

Nei prossimi mesi testeremo nel nostro Studio tale tecnologia sia per capirne l’efficacia per l’advertising e le modalità di tracciamento, sia per capire le conseguenze sulla privacy e darci anche una risposta alle critiche mosse da MOW.

Ma al 2022 manca ancora un po’, per cui molte cose crediamo potrebbero ancora cambiare.

Ne parleremo sicuramente al Master Google Analytics dove i docenti, professionisti di Studio Cappello, sono molto esperti sull’argomento.


Studio Capello Web Analytics


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