Covid 19: L’Ecommerce In Italia Fa Un Balzo Senza Precedenti

7 Mag

1,3 milioni di shopper online negli ultimi mesi causa Covid 19, +2 milioni da inizio anno

Stando alle stime la crescita dell’e-commerce quest’anno lieviterà fino a +55% a livello mondiale. E se è vero che diversi settori, come quello del fashion & lifestyle, sono stati colpiti più duramente di altri, il 77% dei venditori online ha dichiarato di aver acquisito nuovi clienti già nelle prime due settimane dall’inizio delle restrizioni messe in atto dal governo per contrastare la diffusione del virus.

Ci si aspetta che per la prima volta dopo diversi anni, la percentuale di crescita delle vendite e-commerce registri un incremento notevolmente superiore al +15% degli ultimi anni.

Secondo N96 le transazioni e-commerce hanno visto un aumento record tra i clienti di età superiore ai 65 anni. L’aumento delle transazioni e-commerce per questa fascia d’età è del 13% in Italia, 14% in Austria, 7% in Spagna e Francia.

Secondo Salesforce, le performance nel primo trimestre 2020 hanno superato quelle della stagione dello shopping natalizio 2019 con un +20% sui ricavi.

La crescente adozione del digitale continuerà anche quando i consumatori ritorneranno a una situazione di acquisti in presenza.

Stiamo assistendo a un’evoluzione inaspettata dei modelli di consumo degli italiani. A cambiare in tempi record sono state soprattutto le modalità di spedizione e di consegna.

Il Click&Collect, ovvero la possibilità di ordinare online un prodotto e di ritirarlo in negozio da parte del cliente, ha registrato una crescita del +349% e ci aspettiamo che nei prossimi mesi diventerà un’abitudine sempre più consolidata.

Un modello che ha preso piede in Italia in questi quasi due mesi di lockdown è il proximity commerce, che permette l’integrazione tra i grandi player del commercio elettronico e i piccoli negozianti, i quali, grazie alla logistica e alle piattaforme di delivery, possono raggiungere i clienti residenti nelle zone limitrofe. Si tratta di un servizio che ha finalmente raggiunto cittadine e piccoli centri abitati.

Acquisire le competenze tecnologiche più adeguate è la chiave per accelerare o avviare per la prima volta il percorso verso l’e-commerce, un settore che mai come in questo momento ha dimostrato di essere non più solo un accessorio, ma un servizio fondamentale per le imprese e per i cittadini.

Roberto Liscia, Presidente di Netcomm

E dall’Osservatorio del Politecnico:

In questi giorni di emergenza sono tante le domande che ci poniamo sugli effetti e sulle mutazioni che ci attendono nel mondo del commercio.

Tra le poche certezze c’è a mio avviso la vicinanza, la dipendenza che i canali online e fisico hanno dimostrato con forza in questo momento difficile. Durante il lockdown, il digitale per tanti ha rappresentato l’unica (e preziosa) occasione per mantenere viva una relazione con i propri consumatori. Per altri l’e-commerce è stato motore di crescita esponenziale delle vendite, ma le operations hanno dettato con violenza i ritmi e soprattutto hanno imposto i limiti.

Quando avremo lasciato alle spalle questa crisi, l’e-commerce svolgerà un ruolo indispensabile per la ripresa del commercio e dei consumi: come individui cercheremo una nuova normalità, sicuramente più digitale. Una sfida importante per il nostro Retail

Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio E-commerce B2c

Per non restare indietro, le aziende dovranno cominciare a capire seriamente il nuovo comportamento di acquisto dei consumatori, nel mix on e off line, e adeguarsi dotandosi di tecnologia e competenze per poter evolvere il rapporto con loro.

L’omnicanalità è un obbiettivo a cui tendere, ma in questo momento per molte aziende presiedere in maniera consapevole, disciplinata e funzionale al business modeling il canale vendita online è già un primo importante steep.

Secondo Gartner, l’intelligenza artificiale è la tecnologia che avrà il maggior impatto, soprattutto elaborando i Big Data aziendali (fidelity, CRM, dati del sito web, social, comportamentali tramite app e mobile, etc).

Per tale ragione abbiamo da tempo dato vita ad un divisione specializzata a tale attività: WMR Intelligence . In collaborazione con l’Università di Statistica di Padova abbiamo realizzato metodologie proprietarie di analisi avanzata dei Big Data aziendali che tramite l’uso delle migliori tecnologie rendiamo facilmente accessibili in modo visivamente e facilmente percepibile e utilizzabile dai manager per prendere decisioni strategiche e operative.

La possibilità ad esempio di fare analisi predittive, aggregando e interpretando rapidamente tutti i dati raccolti in ogni momento della relazione con il cliente, consente di anticipare i bisogni di un consumatore. Per questo, l’Intelligenza Artificiale può rappresentare la tecnologia chiave per spingere la competitività delle aziende in un mercato in continua evoluzione.

Per chi si occupa di Marketing, tali analisi e informazioni sono particolarmente efficaci per scatenare la potenza di tecnologie di Marketing Automation (Salesforce Pardot, Selligent, Marketo, SalesManago, Hubspot etc); comprendere la Customer Journey dei clienti in relazione al loro processo di acquisto; pianificare advertising on e off line e comunicazione mirata perseguendo KPI ad alto valore quali il Customer Lifetime Value.

Infine la logistica. Magazzini, centri di smistamento, hub logistici. Il mondo della logistica sta cambiando pelle, rapidamente, verso una sfaccettatura di centri che si distribuiscono lungo tutta la catena del consumo.

Più e-commerce, più necessità di spazi «last mile» ai bordi delle città e «urban warehouse» in centro, per la consegna delle merci a casa degli acquirenti. Tutti ad inseguire Amazon.

A proposito di Amazon: boom per i ricavi e pubblicità in crescita del 40% nel 1° trimestre.

A differenza delle altre grandi società tecnologiche quali Google, Facebook, Microsoft etc, il colosso dell’ecommerce sta subendo meno i contraccolpi della crisi provocata dal Coronavirus sull’andamento del suo business pubblicitario, pur avendo registrato a marzo una parziale frenata dovuta soprattutto alla decisione di limitare il numero di categorie di prodotti distribuiti (per privilegiare i beni di prima necessità nei giorni del lockdown) e ai ritardi nei tempi di consegna.

La divisione “Other”, al cui interno è contabilizzata l’attività pubblicitaria, ha fatturato da gennaio a marzo 3,9 miliardi di dollari (+44%), la maggior parte dei quali proprio grazie alle inserzioni commerciali delle aziende.

Essere in Amazon (ADS e SEO) è quindi strategico, e forse anche conveniente, come lo è anche capire chi sono e e seguire i concorrenti.


Studio Cappello E-commerce Solutions


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