Mega Trend 2017 Per il Digital Marketing Delle PMI Italiane

9 Set

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Il marketing grazie al digital si è arricchito di opportunità, strumenti, competenze che hanno disegnato scenari molto complessi in cui muoversi.

David Sealey, esperto consulente Digital che affronta spesso tematiche riguardo l’omnicanalità, ha creato un elenco di oltre 100 canali di marketing che per essere sfruttati richiedono competenze e capacità che pochi specialisti hanno. Per non parlare dei tool di web marketing. Come muoversi in tale scenario?

Personalmente credo che in Italia le cose da fare siano contenibili e più facilmente gestibili concentrandosi sui fondamentali di una strategia di Digital Marketing che dovrebbero essere presenti e consolidati da chi fa questo per mestiere e che sono riconducibili ai principi dell’Inbound Marketing.

Credo che nel 2017 gli sforzi si concentreranno in 8 punti chiave, che ruoteranno tutti intorno alla Digital Experience Globale degli utenti: Desktop, Mobile, Negozio.

Eccoli:

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Il mobile sicuramente è lo strumento che sta cambiando le regole dei giochi. Interviene durante il processo di acquisto in-loco e in-store ed è una (ormai) “naturale appendice” del nostro cervello per trovare informazioni su siti, blog, social, comparatori e quant’altro con una comunicazione bidirezionale (ascolto ma anche comunico, recensisco, stronco, enfatizzo…).

I contenuti (ottimizzati quindi per il mobile e facilmente reperibili) sono al centro di tutto. Non solo articoli: foto, video, commenti. Gli utenti cercano esperienze globali su cui crearsi opinioni e idee su marchi, prodotti, scelte d’acquisto. L’esplosione della ricerca video relativa ai prodotti su YouTube ne è solo un esempio.

E nei siti dove trovano valore (contenuti che soddisfano le esigenze relative ai loro bisogni), gli utenti lasciano felicemente la loro email e molte altre informazioni (spesso al limite dello scandaloso) in cambio di ricevere newsletter che diventano un loro strumento di informazione, ma ancor più di supporto alla loro vita professionale o personale.

Stiamo parlando del “Permission Email Marketing“, quello ad alto tasso di apertura e di conversione, che non ha nulla a che fare con lo pseudo spam degli ecommerce che ti bombardano con offerte sui loro prodotti o di sconti per Natale e il tuo compleanno (massima customizzazione sul cliente).

L’ultimo “Hype Cycle for Digital Marketing and Advertising, 2016” di Gartner ci aiuta a comprendere meglio le tendenze di marketing pubblicitario:

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Si evidenzia quindi per il 2017 l’estendersi di:

  • General-Purpose Machine Intelligence
  • Ad Blocking
  • Customer Data Platforms
  • Real-Time Marketing (personalizzato, non Real-time PR)
  • Personification
  • Programmatic TV Advertising
  • Cross-Device Identification
  • Virtual Personal Assistants
  • Programmatic Direct Advertising

Gli utenti vogliono cioè che ci si relazioni con loro parlando di ciò che gli interessa, cercando esperienza preventiva e customizzazione sulle loro caratteristiche. Un qualcosa che fino a qualche anno fa sembrava impossibile, costoso e oltremodo complesso. Oggi grazie al Digita non solo è possibile ma necessario.

Tutto questo riguarda la Digital Trasformation, il processo di cambiamento che chi “fa azienda” (imprenditori, marketer, dirigenti) deve affrontare se vuole capirci qualcosa. Non parlo al futuro, ma al presente.

Concetti quali Inbound Marketing e Multicanalità sono le expertise minime necessarie per governare tale trasformazione con un marketing che sia profittevole e duraturo.

Lifecycle Marketing Optimization

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Questo è il megatrend che descrive l’approccio data-driven integrato per migliorare l’efficacia delle interazioni con i clienti su dispositivi diversi e in diversi canali. Search, media a pagamento, landing page, e-mail, azioni di conversione, CRM, web analytics non sono elementi isolati, ma sono visti come un unico processo multicanale in continuo divenire.

Purtroppo per molte PMI italiane il marketing digitale è fermo ancora su concetti quali il sito web al servizio di un interrupt marketing (proprio dell’advertising offline), al quale si danno proiettili per sparare alla cazzo sui consumatori, proiettili quali dem, display, programmatic….

Per molti fare ecommerce, ad esempio, significa avere il sito ecommerce quale l’approdo finale di tutta la strategia, risorse intellettive e budget stanziati, o non uno strumento del quale si potrebbe anche fare a meno per vendere online da una parte (markeplace alla mano) , ma non si può fare a meno per vendere offline dall’altra (perchè oggi è imprescindibile poter far vedere cosa vendi, con che prezzi, caratteristiche, dipsoinbilità, servizi, etc.).

SEO, AdWords, post random sulle pagina social, analitica sommaria dei dati: questo non è ancora la Digital Trasformation che il mercato richiede! È spremere il canale internet per generare lead o vendite. Azioni che comunque stanno generando redditività nel breve temine, ma che si limitano a puntellare la crescita e la sostenibilità futura di un’azienda non a favorirla o a consolidarla. Perché? Semplice: sono ancora basate sulle regole di un comportamento d’acquisto obsoleto. Come molti ecommerce e catene di negozi stanno testando con loro mano ogni giorno.

Ma qui sto aprendo uno scenario di competenze, strumenti, approccio e consulenza che affronteremo anche con lo Studio in un processo di sviluppo epocale per noi e che presenteremo al prossimo Ecommerce Strategies (tutte le informazioni saranno online a breve).

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  1. Concetti Chiave Per Chi Fa Ecommerce Nel 2017 | WMR Digital Magazine - 28 febbraio 2017

    […] Lifecycle Marketing Optimization […]

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