Ecommerce: Natale E Trend 2016

18 Nov

natecom

Criteo ha pubblicato uno studio dedicato all’utilizzo di internet e del mobile utile per cavalcare lo shopping natalizio. I dati si basano sull’analisi di 23 milioni di transazioni effettuate nell’ultimo trimestre 2014 su 150 siti più utilizzati dell’e-commerce italiano.

E’ pubblico anche il report eCommerce Industry Outlook 2015,

Il 28% degli acquisti è effettuato tramite dispositivi mobili, ovvero più di 1 acquisto su 4.

Altra tendenza evidente nel percorso del consumatore è l’acquisto cross-device. A livello globale, lo shopping multi-dispositivo rappresenta il 50% delle transazioni eCommerce, in Italia il valore è addirittura superiore raggiungendo quota 53%. .

Considerando gli acquisti degli italiani nelle diverse categorie merceologiche, i Giochi registrano un forte aumento degli acquisti in prossimità del Natale (che rimane quindi la festa dei più piccoli), seguiti da High Tech e Libri.

ecom natale

cpc natale

La ricerca dei regali ha inizio dal mese di ottobre e continua per tutto il mese, durante il quale l’andamento del traffico supera quello delle transazioni vere e proprie mantenendosi su valori stabili. Per questo motivo, durante lo stesso arco di tempo il CPC presenta oscillazioni di valore minime.

In corrispondenza dei primi giorni di novembre si assiste invece ad un picco sia nel traffico online sia in quello delle vendite, le quali subiscono un aumento più consistente in quanto i consumatori iniziano a convertire le loro ricerche in acquisti veri e propri. Come evidenziato nel primo grafico, i valori di traffico e vendite tendono ad assestarsi su un andamento pressoché identico, il che spiega le variazioni minime nel valore del CPC del mese di novembre rilevate nel secondo schema.

Nel mese di dicembre, fino al giorno 20, i consumatori diventano più “efficienti”: visitano meno pagine e comprano di più. Nel grafico infatti il valore del traffico sui siti cala notevolmente, mentre quello delle vendite sale dando origine a un gap che porta il valore del CPC a crescere.

Dal 21 di dicembre in poi sia l’andamento del traffico che quello delle vendite calano vertiginosamente, portando anche quello del CPC a decrescere in maniera rapida appena prima di Natale, quando ormai è troppo tardi per fare acquisti online. Lo shopping dell’ultimo minuto rappresenta infatti un potenziale concreto solo fino a quando la logistica è in grado di garantire le consegne o le iniziative web-to-store, il che diventa molto difficile nei giorni subito precedenti al 25 dicembre.

A partire dai primi giorni di gennaio, in corrispondenza con l’inizio della stagione dei saldi, l’andamento di traffico e vendite subiscono un ulteriore picco di crescita assestandosi su valori simili. Il CPC arresta quindi la sua decrescita e riprende un andamento altalenante registrando valori più bassi rispetto a quelli del mese di dicembre: ciò è dovuto al fatto che i prezzi dei prodotti vengono scontati e gli acquisti hanno quindi minor valore.

Trend

  • La rapida crescita del native advertising sarà guidata dall’acquisto programmatico.
  • I venditori con punti vendita fisici saranno fortemente focalizzati sulle strategie online in quanto webrooming e showrooming avranno un impatto sempre maggiore sulle vendite.
  • Il 42% dei manager del settore retail e delle agenzie di pubblicità indica il coinvolgimento del consumatore come obiettivo primario delle strategie di mobile app

«Il 2015 sarà un anno dinamico per il settore eCommerce dal momento che il comportamento di acquisto online del consumatore continua ad evolvere rapidamente. La crescita del tempo speso su dispositivi multipli obbliga i responsabili marketing a gestire le complessità legate alla targettizzazione dei consumatori», afferma Eric Eichmann, presidente e coo di Criteo. «Gli inserzionisti che avranno la lungimiranza di fare investimenti solidi in soluzioni come l’individuazione del target cross-device e lo sviluppo di siti e applicazioni ottimizzati per il mobile si troveranno nella posizione ideale per soddisfare le richieste dei clienti e generare vendite».

Google e Programmatic

Google che entra nel mercato, in forte crescita, della pubblicità “nativa” in Programmatic.

La società ha infatti lanciato una nuova offerta pubblicitaria che consente agli editori di commercializzare inventory nativa all’interno delle proprie mobile app attraverso l’Ad Exchange di DoubleClick. Una mossa grazie alla quale Google intende tentare di aumentare la propria quota di investimenti da parte di quei brand che già usano la sua piattaforma di Programmatic Buying per acquisire inventory display sul web, ma che destinano il proprio investimento in native adv a player come Facebook o Twitter.

Le nuove possibilità di monetizzazione delle inventory saranno inizialmente limitate ai soli annunci su app mobile, ambito in cui l’azienda vede le maggiori opportunità. La pubblicità nativa su msite e web site arriverà invece nella prima parte del 2016. L’offerta sarà disponibile sia su open exchange che su private marketplace.

La nuova modalità di vendita di inventory native in programmatic di Google è stata già testata da alcuni tra cui eBay, con buoni risultati: un +3,6% in media dell’engagement degli annunci, e un +5% del click-through rate.

 

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