Fattori Posizionamento Google Ranking SEO 2013: Cui Prodest?

5 Lug

Periodicamente varie realtà fanno uscire i fattori di ranking per il SEO. Uno degli ultimi studi  è quello di Searchmetrics.

Ma a chi servono questi studi, e cosa ci dicono in realtà? Ricordiamoci: il SEO non è una scienza esatta e soprattutto non è svelata.

Vediamo…

L’agenzia evidenzia che si tratta di fattori di correlazione e non di causa. In sostanza non è detto (e io confermo che molto spesso non lo è) che questi fattori hanno favorito l’alto posizionamento in Google di una pagina web, ma solo che erano presenti in maggiore quantità. Dati statistici quindi.

Questo studio in particolare cerca di dare una risposta alla domanda:

Che cosa hanno in comune le pagine ben posizionate su Google, e in cosa sono diverse dalle pagine posizionate peggio?

Ecco la tabella riassuntiva dei risultati:

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ANALISI DELLE OVVIETA’

In un mondo sempre più Google Logged, il fattore Google +1 è molto determinante. Le serp non sono più oggettive ma soggettive. Quello che piace (+1) a me influenza sia quello che vedo io nei risultati di ricerca, sia quello che vedranno i miei amici che gli amici degli amici (cerchie), con un diluirsi del valore del+1 naturalmente… Ma questo il report non lo dice e non dice come si propaga il +1 nelle social sfera.

Qualche dubbio c’è ancora sulla reale valenza invece dei segnali social provenienti da Facebook & C. Personalmente il loro valore è sovradimensionato e non di poco, ma soprattutto non ne viene colta la reale profondità (un discorso troppo complesso che forse farò quando avrò più tempo e sarò più pronto)

Nell’articolo originale, basato su analisi di siti in inglese, ci sono riflessioni che sembrano non ancora aver colpito cosi con efficacia altre lingue tra cui l’italiano, come le keyword nel dominio.

I link esterni (quantità e qualità soprattutto) la fanno ancora da padrone, ma attenzione all’eccessivo uso di keyword ripetute nei link dell’anchor text che può far scattare il ban su quella parola chiave.

I fattori onpage mantengono loro validità.

Nell’analisi delle caratteristiche dei contenuti poco cambia rispetto agli anni precedenti, se non che i contenuti in rete continuano ad aumentare a velocità sostenuta costringendo quindi chi non ne ha a fronteggiare la concorrenza (anche questo il report non lo dice generando un pò di land of confusion).

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Link all’articolo originale.

LIMITI DEVASTANTI DELL’ANALISI

Sottolineo che tale analisi non va in profondità su fattori considerati, su come cioè Google li elabora con i suoi algoritmi. E nessuno può definirli con approfondita competenza perchè non ce l’ha e ancor più spesso perchè chi definisce tali fattori oltre il titolo non sa andare. Ma il marketing è anche questo ragazzi!

Per cui, ad esempio, per molti link di qualità significa un link da un sito autorevole, ma il concetto di autorevolezza è tutt’altro che esplicitato e conosciuto (rispetto, ripeto, gli algoritmi di Google), e la conseguenza di un’attività di link building invece di portare a risultati positivi porta a penalizzazioni imbarazzanti o a dispersione di energie, o nei casi più rozzi (e diffusi) a spam online di link o article marketing.

Per non parlare poi della caccia allo share o al like che spesso è solo pura autoglorificazione…

CONSIDERAZIONE SUI REPORT RANKING SEO

Questi studi aiutano a capire un pò meglio a chi non capisce il SEO a come fare SEO, anche se molte leggende metropolitane continuano a rimanere irrisolte o addirittura a fiorire sui tali analisi, che spesso fuorviano tali SEO meno esperti (ma non solo loro) ad azioni poco utili o addirittura dannose.

Chi si aspetta di trovare oro colato sul SEO da report come questi mi ricorda a chi crede alle cure dimagranti alla Vanna Marchi, o quelli che abboccano alle catene di sant’antonio dove promettono con investimenti di pochi euro di diventare milionari.

In queste analisi non c’è nulla di affidabile, scientifico, probante, se non la presentazione dei report stessi (almeno Searchmetrics fa le dovute limitanti premesse prima di esporre i dati, anche se il fine di far abboccare i polli SEO funziona vista la propagazione acritica dell’articolo).

Soprattutto chi li ripropone nei suoi blog o peggio ai loro clienti come bibbia su cui creare/vendere poi servizi, mi permetto di dire che non è certo un SEO o un’agenzia molto affidabile.

E’ sul frangente di incertezza e non conoscenza reale della non-scienza SEO che ogni SEO invece costruisce la sua expertise che lo rende unico e migliore nell’affollato panorama dei posizionatori sempre più (purtroppo) costruito di ciarlatani SEO (molti), discreti SEO (oggi abbastanza), ottimi SEO (pochi), SEO Guru (rari come i panda, qualcuno a SMX).

 

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