Twitter: Quello Che I Social Media Marketer Non Dicono (E Non Sanno)

9 Gen

Dopo Facebook Twitter è il social network più utilizzato. Sia per comunicare ai propri follower, ma soprattutto per crearsi autorità intorno al proprio nome grazie proprio al numero dei follower.

Soprattutto ora che si parla di elezioni politiche, ritorna d’attualità il tema dei follower e di come sia troppo facile sia creare falsi profili twitter da una parte  sia comprare falsi follower dall’altra. Sui falsi follower è nata da tempo una vera e propria industria che con poche decine di euro permette a chi vuole di potersi vantare di avere decine di migliaia di fans che lo seguono, e contestualmente darsi un’autorità che non avrebbe (e qualche consulente italiano ci fa anche dei mediocri scoop per ragioni politiche).

Il caso più clamoroso di acquisto probabile di follower è avvenuto di recente dall’entourage di Berlusconi (il barare è tentazione irresistibile per alcuni) che ha visto un crescere del profilo a lui dedicati da 7.000 a 70.000 follower in una sola notte, sotto l’imbarazzo generale di chi vive la rete. Va detto però che la prassi è da tempo consuetudine trasversale di chi fa politica.

Anche all’estero le cose cambian poco: secondo uno studio di DigitalEvaluations, Obama ha 5 milioni di fake e followers inattivi, e il numero di followers reali potrebbe essere inferiore al 50% (cosa che accade di prassi sugli accounts autorevoli, anche se sul profilo di Berlusconi si parla di 90% di probabili fake!!!).

Tutto ciò ci porta ad alcune domande: il numero di followers significa qualcosa? Ma soprattutto: come mai questo fenomeno persevera con la complicità di Twitter che fa poco o nulla per arginarlo?

Pochi giorni fa, Twitter ha annunciato di avere 200 milioni di utenti attivi al mese e piu’ di 500 milioni di utenti registrati, lascio a voi trarre le conclusioni.

La risposta più esauriente ce la da un utilissimo articolo di Andrea Stroppa che in più ci illustra bene la strada per crearsi centinaia di migliaia di follower in pochi click e con pochi euro.

Le considerazioni che si possono trarre in merito sono diverse ma ne metto in evidenza alcune:

  • (come dice Stroppa) spesso le società che si definiscono “esperti di social media” non sono altro che degli esperti “gatti e volpi” che pompano i vostri risultati o peggio ancora che poco ne sanno di queste logiche
  • Twitter come altri social network barano pesantemente sui propri utenti per questioni di valorizzazione del loro prodotto da una parte, e di pubblicità dall’altra
  • ha poco senso spendere i soldi in pubblicità su Twitter

“Investire soldi sul Twitter Advertising? No. Non fino a quando ci sono così tanti account fake che sono in giro da mesi senza esser stati bloccati. I software sopracitati nelle mani sbagliate possono render inutili intere campagne pubblicitarie grazie ai click eseguiti dai bot invece che dagli utenti reali. La stessa cosa vale per le ‘impressions’, ma piu’ di tutti per i nuovi account in cerca di followers. Twitter visualizza gli account sponsorizzati in base agli interessi, ai tweet ed in base ai followers esistenti. Questi software riescono a seguire lo stesso algoritmo. Possono cercare target specifici, persone che parlano di argomenti prescelti, e seguirli automaticamente. Se uno decidesse di sabotare una campagna pubblicitaria con pochi dollari si possono fare danni enormi.” (articolo)

Secondo il grafico seguente, investire sulle pubblicità’ su Twitter non da molti risultati:

 

 

 

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