Internet per fare Branding: si, meglio della TV

22 Set

Con l’ascesa di Google e del Search Advertising, gran parte della pubblicità online è stata focalizzata sulla risposta diretta: si cerca di convincere la gente a cliccare su un sito e idealmente a comprare qualcosa o, almeno, a registrare il loro indirizzo email. Oggi, con i video online e i social network le persone stanno modificando il loro comportamento di ricerca informazioni preliminari un acquisto in rete, e i marketing stanno cominciando a rendersi conto che Internet può essere una buona pubblicità al marchio.

Collettiva (libera traduzione da forbes.com) in una sua indagine di marketing, ha rilevato alcune criticità in merito alla “transizione” dalla TV al Web. In particolare:

  • 90% dei marketer e delle agenzie dicono che gli annunci display sono ottimi per fare branding.
  • 57% ha dichiarato che il budget per la pubblicità online sarà focalizzato sul brand.
  • 70% delle agenzie dicono che il video online è un efficace strumento di brand building alternativo alla televisione, e il 20% sta spostando i budget dalla TV ad Internet.
  • Tuttavia,”as a component of online brand campaigns, creative–the design of the ads themselves–is dead last in importance. The ability to target audiences is No. 1.”
  • 62% dei marketer dice di voler aumentare la spesa nel social media. Ma indagando meglio si scopre che  stanno “saltando” sul carro Facebook solo il 12%! In realtà per ora andare sui Social Media significa fare annunci PPC in tali canali.
  • Solo il 22% delle agenzie eviterebbe di fare pubblicità su You Tube oggi per paura di apparire accanto a video sgradevoli generati dall’utente, (73% tre anni fa).

Conclusione: i brand marketer considerano sempre più Internet come un luogo chiave per pubblicizzare, ma non sono ancora sicuri dei modi in cui farlo.

Aggiungiamo che le agenzie che si occupano di web marketing hanno anche questo ruolo: evangelizzare sul branding online i clienti in un ambiente dove sono gli utenti a poter deviare la rotta dei messaggi comunicativi e contribuire all’immagine percepita delle aziende e dei loro marchi, senza cadere nella banalità della Favola delle PR Online, dove l’innovativo e propositivo è diventato vecchio e poco utile a causa della tentazione quotidiana di seguire le scorciatoie semplici, immediate e “pacchettizzate”. Concordo in tal senso col commento di Filippo Ronco:

E’ che la tentazione per l’azienda (e di conseguenza per le agenzie incaricate) di seguire la via facile è troppo ghiotta. Non riescono a dire di no e a seguire la strada stretta e in salita, quella della costruzione di un rapporto vero e disinteressato e poi sia quel che sia.

Il blogger, meglio, alcuni blogger, a queste lusinghe dal sorriso facile cedono, ripongono in esse il loro attimo di gloria per poi perdere per sempre la verginità.

Stando così le cose, insisto sul banner display, che almeno è onesto 😉

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