Promozione turismo online e hotel: le regole del successo

13 Mag

Mi ritrovo spesso a dare consigli (anche online su MyMarketing ) o consulenze ad hotel, portali turistici, consorzi alberghieri su come realizzare “siti web che funzionano” e impostare corrette campagne di promozione online. perchè se da un lato sono importanti le visite (più se ne ha meglio). non lo sono da meno la loro conversione a cliente finale (che poi è quello che conta).

Cade a fagiolo l’indagine di PhoCusWright che mette in rilevo i fattori critici per i quali gli utenti non completano il processo d’acquisto, che per un hotel o portale sul turimo significa molto spesso booking online.

Al primo posto, dopo i prezzi troppo alti, la mancanza di usabilità o accessibilità del sito web e in particolare del processo di booking sminuzzata in varie componenti. Ecco il grafico dettagliato (qui originale)

I business man sono stati particolarmente duri nella loro condanna dei siti poco fruibili. Sono quelli che quando non trovano un sito abbastanza usabile non esitano un attimo a cliccare su sito di viaggi concorrente (23%) e comunicare ad amici, familiari e colleghi di lavoro la loro brutta esperienza! (14%)

Per non parlare poi dei tempi di caricamento: mai un buon hosting/server veloce aiutò un sito web ad alto traffico di utenti a far decollare le conversioni!

Dice bene il rapporto:

 “Una volta che il prezzo è stato superato come una barriera, la funzionalità del sito e la convenienza per la procedura di prenotazione sono fondamentali per la crescita delle conversioni e per ridurre al minimo le probabilità di lasciare il visitatore alla concorrenza”

Se è vero come è vero che ogni visitatore al sito web oggi ha un costo sempre più elevato per qualsiasi realtà turistica, perchè allora non trattarlo al meglio per fare in modo che poi faccia le azioni/obbittivo desiderate?

Largo spazio allora agli esperti di usabilità, di persuasive copywriting, di test online, di ROI analytcs… Si si, proprio a quelli che spendono tempo e soldi per imparare a fare della “conversione” il loro mestiere

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