Siti piatti o profondi?

2 Apr

Se c'è una cosa che la continua analisi del comportamento degli utenti dei siti web mi ha fatto capire in questi anni è che i siti web poco profondi, o meglio, con un'interfaccia web che permette di navigarlo in pochi click in tutte le sue sezioni, sono preferiti di gran lunga dagli utenti rispetto ai siti web più profondi e le cui notizie spesso sono troppo a distanza di click…

Nel rifacimento del sito dello Studio (una beta oramai di oltre due anni…sigh..) ne sto tenendo conto. L'articolo di uno specialista che tutti dovrebbero avere nel loro feedreader, Maurizio Boscarol, Progettare la struttura dei siti: ampiezza o profondità? meglio chiarisce i motivi (forse l'articolo è un po' ostico da interpretare ma aiuta).

la profondità è almeno altrettanto importante della forma della struttura. Il risultato sperimentale sembra cioè suggerire che, almeno sopra i 2 o 3 livelli di profondità, le strutture convesse siano da preferire a strutture relativamente costanti. Cioè, strutture con un alto numero di link ai primi e agli ultimi livelli, e un minor numero di link (di scelte possibili) ai livelli intermedi sono da preferire a strutture con un costante numero di link su tutti i livelli (…).

La spiegazione offerta per questi risultati è abbastanza intuitiva e congruente con la teoria del “profumo dell’informazione”: offrire all’inizio della navigazione un maggior numero di indizi semantici che rappresentino il contenuto dei livelli successivi aiuta a scegliere la strada giusta. Al livello finale, avere un elevato numero di link aiuta a ridurre l’incertezza della scelta proprio dove è più importante scegliere il contenuto corretto.

Viceversa, ai livelli intermedi avere troppe possibilità di scelta, in un momento in cui la precisione semantica è necessariamente intermedia, aumenta le probabilità di scegliere la strada sbagliata. Potremmo dire che “distrae”
 

 Le utili conclusione dell'articolo dimostrano che bilanciare i link presenti nelle pagine e nelle interfacce  dei siti web non è affatto cosa semplice e banale, e che probabilmente per i siti complessi è un'attività che da sola potrebbe richiedere tempo, test ed expertise. Il tutto in nome delle "conversioni", delle azioni cià che vorremmo i visitatori facessero una volta che arrivano nel nostro sito web (visitare certe pagine, registrarsi, contattarci, iscriversi alla newsletter, leggere un certo articolo, etc…).

Se devo costruire un sito per vendere, o meglio, per generare new business,  devo fare in modo che i miei utenti non si perdano o abbandonino prematuramente il mio sito a causa di percorsi indesiderati. Questa riga di conclusione dell'illuminato Maurizio me la porto a casa subito: "meglio invece se i livelli intermedi vengono eliminati: ma se non possono venir eliminati, è senza dubbio preferibile che a quei livelli venga ridotto il numero delle scelte disponibili, per evitare di portare fuori strada gli utenti".

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