Facebook “imprigiona” ed elimina la privacy

24 Nov

social network

E’ esploso anche in Italia Facebook, il Social Network più utilizzato nella rete (superato anche MySpace). Sembra che tutti attivino un account e lo provino con un iniziale entusiasmo per il fatto di poter comunicare verso amici passati, presenti e futuri in modo facile e immediato .

Ma cosa sta accadendo a chi lo utilizza gia da tempo in zone dove è gia “esploso” da un bel pò?

Leggo oggi un articolo su La Stampa Prigionieri di Facebook che evidenza alcune criticità:

1. Tempo perso. Si viene tempestati di inviti intasando spesso la casella email di immondizia, dato che tali inviti si riferiscono per lo più a “sciocchezze”. il che significa anche perdita di tempo nel leggerli, approfondirli e, per chi prende il vizio, anche parteciparvi. Ciò è causato soprattutto dalla smania di farsi amici più persone possibili senza troppi filtri. Oltre agli inviti, a far perdere tempo sono spesso dialoghi che amici con più tempo libero o poco disciplinati al lavoro, che “per farsela passare” non trovano di meglio da fare che aprire dialoghi online.
2. “Si scopre il fianco”. Scrivendo tutto o molto su di se si vengono a sapere cose personali che vengono rese pubbliche abbastanza facilmente, con tutte le conseguenze del caso (che spesso molti ignorano o sottovalutano). E si viene anche a sapere se sei davanti al PC e quando…
3. Si rischia di farsi nemici, soprattutto quando si accettano tanti amici, poi è difficile dire di no a terzi senza che se la prendono. Ancora peggio accettarli come amici prima e cancellarli come tali dopo, magari perchè si cominciano a condividere informazioni “troppo personali” che non si vuole più condividere ad un pubblico troppo allagato
4. “Si rimane intrappolati”. Chi utilizza lo strumento sembra non farne più a meno. Tende a vivere sempre di più in rete, spesso creandosi una personalità altra rispetto a quella reale. Questo fenomeno lo noto soprattutto tra alcuni operatori che operano nel nostro settore, i cui post e scritti online abbondano sui vari social, forum, blog, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Tommaso Labranca docet:

«Praticamente sono sempre collegato per tutte le 12 ore utili della mia giornata, pensavo proprio oggi di staccarmi, ma non ce l’ho fatta. Smetterò forse domani»

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