Google AdPlanner: il potere delle informazioni

23 Lug

adplanner

Google AdPlanner è il nuovo strumento di Google a disposizione degli inserzionisti. Dopo averlo testato per alcune ore posso dire che la cosa che più mi ha impressionato è la crescente capacità di Google di capire come vanno le cose del mondo (internet naturalmente).

Con Ad Planner si possono inserire le caratteristiche demografiche e i siti associati al target di riferimento su cui si vuole fare azioni di promozione, e il tool restituisce informazioni su siti web che il nostro utente tipo andrà a navigare. Grazie allo strumento si è in grado di:
– definire le audience per caratteri demografici e interessi;
– Ricercare i siti rilevanti per la propria audience obiettivo;
– Accedere ai dati riferiti a utenti unici, pagine viste, reach per country e altri ancora riferiti a milioni di siti presenti in oltre 40 nazioni;
– Creare media planner;
– Creare una lista di siti web sui quali si desidera fare promozione;
– Generare statistiche aggregate per il proprio media plan.

Micidiale!

Le principali metriche esposte sui siti web (unique visitors, country reach e page views) e la possibilità di lavorare su alcune caratteristiche demografiche degli utenti dimostrano che Google è veramente il grande fratello della rete, potendo contare su informazioni strategiche su tutto e tutti.

Una volta impostati i criteri, vengono visualizzati i risultati:

Category di appartenenza del sito
Comp Index punteggio che indica la concentrazione dell’audience per ogni sito
Unique Visitors per sito
Country Reach percentuale stimata degli utilizzatori Internet totali per la nazione definita
Page Views e dati sul Google Content Network
Drill down dati demografici, dati statistici e modelli di traffico per ogni singolo sito

Se penso che Google offre al pubblico una minima parte dei dati che lui possiede, rimango sorpreso da una parte di come la mia azienda preferita riesca sempre a fare le cose giuste e che servono, ma dall’altra di come il resto del mondo resti a guardare. E non parlo solo dei competitor nel search (sempre che si vogliano definire ancora tali Yahoo! e MSN) o dell’advertising online, ma anche delle istituzioni che non hanno visto in una posizione così dominante e così profonda nella conoscenza e controllo dei dati una posizione di pericolo possibile….

In ogni caso: lode al re!

email