Visite o Visitatori: la giusta metrica

4 Apr

Riallacciandomi al post di motoricerca.net ispirato dal post del blog di Matt Belkin di Omniture, mi soffermo sul concetto di visitatore ad un sito web.

Il concetto è che un visitatore che arriva su un sito web può entrare e uscire dal sito per varie ragioni, e questo farebbe aumentare il numero degli accessi (o visite) al sito stesso se si considerasse l’accesso ogni entrata dal sito. Per tale ragione di solito i software di statistiche conteggiano i visitatori unici gli utenti che arrivano in un sito per i successivi 30 minuti; se un utente ritorna successivamente i 30 minuti, viene considerato come nuovo visitatore.

Quando si valutano i visitatori ad un sito bisogna fare attenzione: sia quando si comprano spazi pubblicitari in un portale che fornisce dati statistici per giustificare il prezzo, sia quando si devono valutare le conversioni.

Ad esempio, un blog (o un forum) normalmente è visitato dalle stesse persone quasi ogni giorno anche più volte al giorno. Se andassimo a valutare i visitatori giornalieri, il blog potrebbe fornirci 1.000 accessi unici e 5.000 visite, e per 30 giorni 30.000 accessi unici e 150.000 visite. In realtà molto probabilmente il sito ha 1.200 visitatori intesi come singoli individui.

Oppure, come dice Matt, se un utente visita 4 volte un sito nell’arco di una settimana e fa due acquisti, quale sarà il suo tasso di conversione? Calcolando i visitatori unici (in questo caso settimanali) sarà del 200%, mentre utilizzando le visite sarà del 50%, un valore che rispecchia la realtà in maniera più fedele.

Software che permettono di decidere cosa devono essere intesi visitatori unici sono l’ideale. Considerare i visitatori unici come i reali visitatori ad un sito va bene per valutazioni macroscopiche ma se non si tiene conto della natura del sito e del visitatore, si rischia di correre in grossi errori di valutazione. Traccare gli utenti (ad esempio con cookies) per riuscire a capire meglio come si muove la popolazione all’interno di un sito è comunque molto più gratificante e soddisfacente per chi deve fare delle analisi di più amplio respiro sull’attività del target di un sito web. Il conteggio delle singole visite non è in grado infatti di portarci verso la conoscenza del nostro visitatore.

Concludo rispondendo anche alle perplessità di Matt Belkin: 200% o 50%, qual’è il concetto di conversione migliore? Secondo il mio modo di vedere, dipende dalla precisa definizione che hai dato al concetto di “conversione” per le tue valutazioni, riferito a chi (utente, visita, click,…) e con che obiettivi (valutare la parole chiave di una campagna PPC, il potenziale di spesa del tuo target, l’efficacia del media mix di una campagna,…).

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