I segreti del “terribile” Page Rank di Google

20 Mar

Siti che salgono e scendono nei listing di Google senza apparente giustificazione o addirittura con intenzioni “cattive” da parte di Google stesso. E così, dopo BMW, capita che qualcuno si innervosisca molto come sta accadendo a KinderStart che si è vista scomparire dalle top position. Secondo i rappresentanti di KinderStart, “Google usa strategie che intaccano la competitività e punisce le aziende senza alcun preavviso o spiegazione”. Oltre al risarcimento danni, il portale pretende che Google rilasci tutti i segreti nascosti dietro il Page Rank per fare chiarezza e capire chi sta barando (sito o motore di ricerca).

Dubito che si farà chiarezza in merito. Gli algoritmi di Google stanno diventando sempre più evoluti e intelligenti, anche se questa intelligenza segue le linee guida dei suoi progettisti e non quella dei possessori dei siti web. Di sicuro l’attuale Google dipendenza di internet e della new economy deve far riflettere aziende, politici, specialisti. Un cambiamento di algoritmo che da un giorno all’altro cambia drasticamente le regole del gioco può essere causa di fallimenti di aziende e di perdita di investimenti anche ingenti da parte di aziende che si vedono costrette a non fare programmi troppo a lungo termine nel web a causa proprio del “potere Google”.

In gioco non c’è solo la visibilità nel suo motore, ma anche la capacità di Google di controllare il mercato online e monitorare tutti i siti dei vari settori e le loro perfomance, individuando automaticamente i business più performanti e dirottando in essi i suoi cospicui budget.
Qualcosa da sistemare in effetti, quindi, c’è.

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