Facebook? Una perdita di tempo. Le ragioni di una morte in arrivo…

8 feb

Mi spiace per i molti (troppi) tromboni che presi dall’effetto moda senza capire troppo cosa dicevano han da subito enfatizzato oltremodo Facebook dicendo a mezzo mondo che il futuro delle aziende passava di li (non posso non ricordare a titolo di esempio il mio post sulla ricerca della fondazione Cuoa).

Han creato agenzie, steso piani di comunicazione, fatto convegni, impostato campagne pubblicitarie basandosi su un credo (il numero di utenti) e non sulla sostanza (il processo di comunicazione che lo strumento instaura tra i suoi attori).

Spiace soprattutto perchè han sottratto tempo e denaro alle PMI dirottando i loro spesso “contenuti” budget per azioni di marketing su Facebook spessissimo a rientro zero (escludendo Facebook ADV).

Dal corriere.it:

Stando all’analisi fatta dal portale tecnologico Cnet, i numeri indicano che Facebook sta diventando sempre più irrilevante.

Già da qualche tempo si specula sul fatto che gli anni migliori per Facebook siano oramai passati.

Ricordiamo: il 4 febbraio scorso Facebook ha compiuto 9 anni. Viene da chiedersi: Mark Zuckerberg deve preoccuparsi? Non proprio. Certo, la distanza con gli altri competitor nel mondo dei social è ancora ampia, tuttavia, gli esempi nel passato hanno dimostrato che si fa presto a scomparire. Cinque anni fa non avremmo mai immaginato il Web senza MySpace. Riusciamo a immaginare un mondo fra cinque anni senza Facebook?

Due terzi degli utenti olteoceano hanno già preso una pausa di settimane da Facebook.

La ricerca del think tank di Washington ci dice che soprattutto i più giovani abbandonano o trascorrono sempre meno tempo su Facebook . I motivi? Circa un quinto di loro si è detto troppo occupato (a far di meglio), il 10% non è interessato oppure non trova quel che gli interessa o ancora lo reputa una perdita di tempo.

Commenti stupidi e informazioni inutili, pettegolezzi, sciocchezze sono le ragioni del flop.

Facebook, dopo un’euforico utilizzo iniziale e la riscoperta dei contatti perduti, diventa una colossale perdita di tempo. Utile soprattutto a chi ha da perder tempo, che non sono certamente gli individui preferiti su cui le aziende vogliono puntare.

Uno statunitense su cinque ha detto addio per sempre a Facebook.

Google, invece, continua a sorridere…

UPDATE

Molto mi scrivono se l’intento del post è di screditare Facebook. Certo che NO! A parte che ho riportato dati e commenti di terzi, la mia critica è soprattutto verso qui consulenti che fanno fare azioni di PR “senza troppa arte” su facebook alle aziende con risultati nulli basati però su metriche di successo virtuali, in primis il numero di fans, che lo stesso responsabile Facebook Italia ha smontato nei suoi convegni (non ho sottomano il link su articoli al riguardo ma smanettando su google…).

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42 Responses to “Facebook? Una perdita di tempo. Le ragioni di una morte in arrivo…”

  1. Massimo 8 febbraio 2013 at 09:45 #

    >Cinque anni fa non avremmo mai immaginato il Web senza MySpace. Riusciamo a immaginare un mondo fra cinque anni senza Facebook?

    Non sono d’accordo.

    Myspace non è mai stato davvero mainstream. E poi faceva davvero pena dal punto di vista tech.

  2. Andrea Cappello 8 febbraio 2013 at 09:53 #

    Tempo al tempo Massimo… Non morirà forse, verrà ricollocato tra gli strumentini di relazione tra amici, ma non è oggi quello che i consulenti dipingono alle PMI. E soprattutto lo usan sempre in meno un po tutti…

  3. Massimo 8 febbraio 2013 at 09:56 #

    2 temi diversi, imho. Che un sacco di aziende siano state semi-truffate a me pare ovvio. Che la gente lo usi (e userà) di meno… boh.

  4. Elena 8 febbraio 2013 at 10:17 #

    Ho chiuso il mio account personale FB già da una settimana, forse 10 giorni. Motivo? Non certo la mancanza di tempo, perché per le cose che ci interessano il tempo si può trovare, sempre. La ragione di fondo è proprio la scarsissima qualità dei contenuti e dei commenti pubblicati. Non ha senso interagire con chi pubblica: le foto dei propri animali, quando tu non ne hai e non sapresti in che termini parlarne; dei propri figli e tu non ne hai, quindi non puoi permetterti di dare consigli a genitori espertissimi; lamentele e incavolature di ogni genere e verso chiunque, e tu sei una persona che cerca sempre il buono e non quello che non va nelle persone e nelle situazioni. Ah! ancora una cosa: ho chiuso l’account e non ho ancora avuto problemi di salute e, soprattutto, sono ancora viva! Ergo: senza FB si riesce a vivere benissimo e senza conseguenze negative!

  5. Vincenzo 8 febbraio 2013 at 10:19 #

    Il ROI di un investimento pubblicitario è basso, molto basso. Questo lo sanno tutti, tranne per alcune nicchie molto ben definite, non conviene utilizzare il proprio bugdet su Facebook ma conviene puntarlo sui motori di ricerca. Me ne dolgo, perchè sarebbe stato un modo in più per fare business, ma la realtà è questa.

  6. Giacomo Dalla Nora 8 febbraio 2013 at 10:27 #

    Stavo giusto interessandomi al vostro corso sui Social Media, ma a questo punto ho cambiato idea. Perchè se fate i corsi Social Media e non fate Facebook che cosa spiegate?
    Se il più importante e frequentato tra i social network è inutile a questo punto è inutile il social media marketing.

  7. Felix 8 febbraio 2013 at 11:02 #

    Ma di cosa stiamo parlando di Facebook o dei social in genere? Cerchiamo di non fare di ogni erba un fascio

  8. Giacomo Dalla Nora 8 febbraio 2013 at 11:26 #

    @Felix perchè?
    Qualcuno oggi è convinto di poter parlare di social media senza passare obbligatoriamente per Facebook?

  9. Felix 8 febbraio 2013 at 11:45 #

    @Giacomo

    Come è stato detto giustamente FB è mainstream…pero’ ccredo che anche FB in base agli obiettivi di una azienda possa funzionare. Ossia per determinati obiettivi un social media come Twitter ad esempio puo’ essere pu’ funzionale di FB…

  10. Giacomo Dalla Nora 8 febbraio 2013 at 13:03 #

    @felix

    scusa ma se mi paragoni la resa di FB a quella di Twitter non ci siamo proprio.

    Allora chiedo questo corso sui social media di Studio Cappello, devo partecipare o no? Si parla di Facebook? Non se ne parla?

  11. EVE Milano 8 febbraio 2013 at 14:54 #

    Come tutte le cose Facebook va preso nella giusta misura e per giusta misura mi riferisco a 1) tempo dedicato, 2) budget investito, 3) aspettative, 4) …

    Vedere che tutti gli spot in tv mostrano il logo di Facebook mi sembra il solito trend italiano, ovvero farsi prendere dalle mode oltre “modo”…

    penso che alla fine chi avrà la meglio sarà come al solito la grande G :)

  12. Marketing Cuoa 8 febbraio 2013 at 15:34 #

    Mi perdoni ma Quoa con la Q al posto di Cuoa denota una “notevole” conoscenza di uno degli istituti più prestigiosi del Veneto.

  13. Felix 8 febbraio 2013 at 15:43 #

    @ Eve

    Concordo. Facebook è il luogo del cazzeggio è vero, ma per una azienda che voglia targettizzare i “cazzeggiatori” puo’ essere un buon strumento. Magari Pinterest e Twitter sono ambiti social adatti ad altri codici comunicazionali per le strategie aziendali

  14. Andrea Cappello 8 febbraio 2013 at 16:12 #

    Utilizzare gli strumenti per quel che sono e quel che valgono. E per quel che rendono. Questa è la critica che sta facendo barcollare Facebook e a cascata molte delle agenzie che hanno sviluppato strategie di social marketing: l’assenza di risultati su aspettative create che non sono proprie dello strumento, che invece ha delle potenzialità e delle funzioni uniche e utili (in assenza di meglio).

    Ma il problema non è lo strumento. Ma il suo abuso per ragioni economiche (Moruzzi sa!)

    Pianificare al meglio i budget delle aziende per azioni “digital” significa saper individuare KPI che permettono di verificare il raggiungimento degli obbiettivi e il ROI.
    Solo con metriche misurabili si riescono a fare percorsi di crescita concreti in relazione ai budget, cosa che consulenti come quelli del Cuoa non han capito fino in fondo (se non dal punto di vista teorico).

    Conoscendo gli strumenti si riescono ad utilizzare al meglio e pianificarne importanza e investimenti in un marketing mix dove oggi spesso i social sono sopravvalutati.

    E per tale ragione un corso come quello sul Social Media con docente RudyBandiera è utile
    http://www.wmrconsulting.it/products-page/corsi-web-marketing/corso-social-media/

  15. Andrea Cappello 8 febbraio 2013 at 16:26 #

    PS Il mio rimprovero non è verso il Cuoa, ma nello specifico della loro ricerca, che credo anche i fatti smonteranno senza commento alcuno (gia i fatti, quelli basati su cose concrete..).

  16. Antonio Maraviglia 8 febbraio 2013 at 18:37 #

    A me sembra che chi propone un corso denominato “social media marketing” per dire che i social non funzionano, che bisogna utilizzare altri canali , commetta lo stesso errore che rimprovera ai presunti “fuffari” che venderebbero social ai clienti ingannandoli.
    Per fortuna non è così e non ha senso fare social media marketing senza Facebook, in questo periodo storico e in Italia.

    Provi a chiedere a Rudy Bandiera, il suo docente, se ritiene che Facebook sia morto o una perdita di tempo.

  17. Mario 8 febbraio 2013 at 19:21 #

    Come vedi andrea per alcuni non c’è speranza. Non vogliono capire..

  18. Trolis 8 febbraio 2013 at 20:34 #

    Ho letto programma del corso. Interessante. Con Rudy poi! Effettivamente chi ha postato negativo o non ha letto o é de coccio o é uno dei fuffaspecialst con la coda di paglia. Ci vediamo. Grazie Andrea per i tuoi post che fan riflettere!

  19. diego vassallo 8 febbraio 2013 at 21:16 #

    onestamente non vedo l’ora che il fenomeno facebook venga ridimensionato. ho peró dei casi di studio che dimostrano che facebook puó essere utile nel marketing mix e ovviamente a seconda del cliente. personalmente lo uso come un utile strumento per selezionare fonti interessanti. appena vedo che un contatto inizia a postare le normali stupidaggini lo filtro senza pietà e cosí facendo iniziano ad emergere cose molto interessanti.
    comunque la mia previsione su facebook é che collassi piú velocemente di quanto é cresciuto perché nel mondo reale la crisi avanza senza pietà e ci sarà sempre meno tempo per leggere o scrivere immonde stupidaggini.

  20. PolpoMao 9 febbraio 2013 at 18:20 #

    Su Facebook c’è da dire anche un’altra cosa. Molti puntano a fare frotte di fan, ma non si accorgono che la portata di ogni pagina è diventata misera e continua a calare.

    Ha senso aumentare i fan se poi ogni post arriva al 20% del totale? Un trucchetto di Facebook per costringerci a utilizzare le notizie sponsorizzate. Investi per avere fan e poi devi investire per comunicare con loro, io mi farei qualche conticino.

  21. Enrico Ladogana 10 febbraio 2013 at 17:21 #

    Ciao Andrea, io ho sempre considerato Facebook uno spazio simile agli OT dei forum di Web Marketing e Seo che frequentavo. Uno spazio dove, solo incidentalmente, si può discutere di “cose serie”. Ci sono degli ambiti, tuttavia, in cui Facebook può essere un buon strumento di viral e buzz. Certamente funziona per i grandi brand, ma non perchè il mezzo è efficace ed efficiente, quanto piuttosto perchè tutto quello che è stato fatto dalla maggioranza dei grandi brand su web è stato fallimentare, centinaia di siti in flash, nessuno strumento realmente aggregativo che permetta alla persone di esprimersi, di valutare i prodotti, ecc.. Allo stesso modo, solo per piccole realtà localizzate, un pub, una discoteca, un generico locale, facebook può essere efficace. Secondo me l’errore alla base del presunto fallimento è stato quello di pensare che lo strumento potesse essere adatto a qualsiasi tipo di business/azienda.

  22. Andrea 11 febbraio 2013 at 10:04 #

    Ciao Enrico. FB è molto utile per chi vive di relazioni, come i piccoli locali. Anche se personalmente tale relazioni me le giocherei in un ambiente tutto mio (un sito con blog, commenti, etc.. e poi in copia su FB.
    Ma finchè si misurano le relazioni tra le persone con le azioni che ne derivano (vendite, accessi al sito, contatti), significa che siamo in alto mare…
    Pensa che alcuni formatori pubblicano per enfatizzare il loro sapere i reffer del sito principale di un cliente, come se la provenienza da FB fosse una misura utile a qualcosa…
    Carpentieri che fanno architetti.
    Per fortuna però in giro c’è anche gente che ne sa (magari perchè ha capito che FB è in primis uno strumento di relazione)…

  23. massimiliano piergentili 11 febbraio 2013 at 22:20 #

    Ciao,
    io ho molti alberghi nel mio portfolio e ti posso assicurare che facebook è tutto tranne che in fase calante, anzi, sto registrando tra coloro che ne fanno un utilizzo appropriato, un riscontro sia in termi ni di traffico che in termini di revenue.
    Quindi almeno per quanto riguarda il mondo alberghiero non credo che Facebook sia in declino, anzi sta inziando adesso a convertire visite in prenotazioni.

  24. Giacomo Dalla Nora 12 febbraio 2013 at 06:11 #

    Io mi occupo di macchine impastatrici per appassionati di cucina, non professionali.
    Sinceramente Facebook mi sta dando ottimi risultati, molte molte richieste.
    Quindi sento il bisogno di conoscere meglio lo strumento, di qui il mio interesse per il corso, credo quindi che ci sia una certa notevole superficialità in chi lo boccia a priori.
    Questo post, compresa tutta la trafila dei commenti, mi sembra una guerra di religione inutile e fatta da chi propone o svaluta uno strumento pro domo sua.
    Dall’autore del blog poi emana una superbia senza nè capo nè coda, che non comprendo e che mi indispone, per ora ho rinunciato alla formazione, continuo nel mio piccolo a fare quello che stavo facendo e a fare prove sui miei risultati, per me soddisfacenti.

  25. Andrea 12 febbraio 2013 at 09:22 #

    I dati sono dati (e non solo quelli riscontrati sui nostri clienti che sono anche un numero discreto e lavorano anche con altre web e social company e spesso spendono anche budget importanti, ma anche e soprattutto quelli delle ricerche di terzi come quelle del post).
    Che per qualcuno, sopratutto le piccole realtà che basano sul rapporto padrone/cliente il loro successo (locali, piccole aziende…) funzioni (per lo smanettare e il “darsi da fare” dei padroni che ben conoscono il loro target e han cose interessanti loro da dire e hanno il tempo di farlo) non cambia la situazione di fatto che non è che FB possa funzionare, ma che troppo spesso viene venduto alle PMI nel modo sbagliato, per obbiettivi sbagliati, con rientri sugli investimenti inferiori ad altre azioni più redditizie, e con metriche di misurazione atte più ad abbagliare che a portare concretezza. Facebook è relazioni di comunicazione. Le aziende, purtroppo, non sono nella maggior parte dei casi capaci e vogliose di creare relazioni coi propri utenti/clienti. E molti consulenti social accondiscendenti li accontentano…
    Al corso Social (che non è organizzato da Studio Cappello ma dalla nostra consorella) si parla anche di questo con chi, esperienza alla mano, vive in profondità tale situazione…

  26. Andrea 12 febbraio 2013 at 09:31 #

    @Giacomo: sono il primo a difendere i social, ma gia come feci ai tempi della SEO e del SEM, per riuscire a far capire alle aziende come sfruttarli ho dovuto lavorare molto su come dimensionarli correttamente da una parte e collocarli in quella materia che ad oggi ha dimostrato di servire per fare impresa: il marketing. Chi sa di marketing e conosce i social, spesso fa cose incredibile per i clienti, chi invece non sa di marketing, anche se appassionato di social, spesso deve sperare che accada qualcosa o tentare il salto nel vuoto perchè non riesce a difendere e costruire un percorso di crescita e sviluppo.
    Il social è serio, più serio ancora del SEM perchè richiede una voglia di fare e una filosofia di affrontare il mercato che va ben oltre l’advertising. E perchè funzioni richiede uno sforzo da parte delle aziende importante, spesso rivoluzionario. Significa i primis passare da un modello di comunicazione monodirezionali (azienda cliente) tipico delle aziende odierne, ad uno avanzato bidirezionale, dove l’utente non sta solo ad ascoltare, ma partecipa attivamente al dialogo e spostandosi al centro dell’attenzione più che nel passato.
    Roba di grande impatto sia per la società sia per le aziende.
    Roba di rivoluzione.
    Roba che amo..

  27. leonardo 12 febbraio 2013 at 12:07 #

    Sinceramente penso che facebook, come ogni strumento, non sia nè buono nè cattivo, risulta utile o meno in base all’azienda presa in questione.
    Vendere una campagna su una fan page ad un’azienda che produce macchinari per l’automazione non ha senso, mentre potrebbe averne e molto per un hotel o per un’azienda che produce cibo o cose simili. Mi trovo d’accordo solo in parte con quest’articolo.

  28. Marcello 12 febbraio 2013 at 13:48 #

    Andrea l’argomento è sicuramente molto provocatorio e hai coraggio ad affrontarlo. Sono abbastanza d’accordo, è stato sopravvalutato e spinto oltre misura. I Social hanno la funzione di influenzatori d’acquisto, e in questa veste non hanno rivali e sono molto importanti. Facebook adw ha notevoli potenzialità ed è un valido concorrente a google adw, specie su nicchie particolari. In ultimo la SEO può integrare anche il Social Media Marketing avvantaggiandosene. Resta il fatto che viene venduto spesso male e che il Marketing Mix è sempre la miglior filosofia, al contrario delle mode! Grazie

  29. Trolis 12 febbraio 2013 at 13:48 #

    Ciao Giacomo. Ma sei quello che anche Andrea dice.. Tu sei già social. E usi Facebook come strumento di relazione.. I social specialist fuffa sono altro

  30. Marta Geri 13 febbraio 2013 at 21:54 #

    È vero che Facebook è pieno di gossip ecc. Quindi un ridimensionamento è plausibile e perfino auspicabile. Se lo guardiamo come un’evoluzione dei modi d’uso verso una maggior selettività, questa riduzione quantitativa potrebbe andare di pari passo con una maggiore efficacia: raggiungi meno persone ma più interessate.
    Le piccole aziende che si avvicinano a Facebook devono tener conto che richiede TEMPO, COSTANZA e DIALOGO, che da solo non fornisce la panacea di tutti i mali e che funziona meglio come parte di un sistema di comunicazione e relazione complessivo (sito, newsletter, twitter, eventi…). Per la natura di FB e per quanto ho espresso sopra, penso che i settori legati allo svago siano quelli che possono trarre maggior giovamento da Facebook perché è proprio questo che cerca la gente su questo social e perché spesso si prestano meglio a saldare in un’esperienza complessiva l’online e offline.

  31. Francesco 18 febbraio 2013 at 16:09 #

    Grazie per questo post che fa emergere un tema che da un po’ gira in rete. Queste discussioni mi fanno venire in mente le discussioni che si facevano a inizio 2000 quando dopo anni di investimenti sproporzionati nel sito aziendale (pagando lo sviluppo di un sito che 5 anni dopo costava un decimo) ci si è accorti che c’è era un ritorno ed scadente rispetto alle aspettative. Li è rimasto in piedi chi aveva avuto una visione a lungo termine nel web, e sono esplose diverse “bolle speculative”.
    Senz’altro FB non ha contenuti di estrema qualità ma rimane il “terzo stato” più popoloso del mondo dopo Cina e India…penso che da quelle parti abbiano gia odorato il trend e sono curioso di capire se cavalcheranno la minaccia o la subiranno…il sistema è in continuo sviluppo e ha il tempo di migliorarsi e riadattarsi…in sostanza si FB sta perdendo appeal, ma i giochi non sono ancora chiusi!

  32. Dario Virgilio 19 febbraio 2013 at 13:55 #

    Questa valutazione di Facebook non è del tutto esatta.
    Certamente il ROI per una campagna marketing su Facebook non è paragonabile a quello che avremmo “investendo su Google”. Fate attenzione tuttavia a non giungere a conclusioni affrettate ed errate perchè l’utilità di Facebook è diversa ed unica. Ad esempio la possibilità di interazione con gli utenti in tempo reale (quindi assistenza, informazioni, pubblicità ecc.) che una pagina di Facebook offre a costi bassissimi (solo di gestione della pagina stessa) non è paragonabile a quella di nessun altro social network e sito web, tutto ciò può essere anche calcolato indirettamente in termini economici. Il mio consiglio è di non investire mai tutto il budget su un solo canale e soprattutto si deve verificarne prima l’utilità in base all’attività imprenditoriale che si svolge.

  33. Andrea 19 febbraio 2013 at 14:00 #

    il post parlava di tutto tranne che di Facebook ADV che non è social media marketing ma display advertising…

  34. lollo 19 febbraio 2013 at 16:46 #

    io so solo che grazie a facebook ho fatto un casino bisogna saperlo usare perche c’e’ da ricordarsi che prima o poi se si fanno delle chiacchiere o pettegolezzi quella persona la si incontra per strada.

    io sono del 76 ho 36 anni mi sono lasciato dopo 9 anni e rispetto a 10\15 anni fa mi trovo come un pesce fuor d’acqua non ce piu’ voglia di conoscersi x me questi social network sono una rovina! lo dimostra l’ultima notizia(una delle tante) di un ragazzo che annuncia il suo suicidio su facebook nessuno fa nulla e lui lo fa….MAGARI AVEVA 1000 AMICI….si proprio amici!

    spero che tutto questo finisca e si riscoprano certi valori…intorno a me vedo uno schifo….

    ciao

  35. Giroidea 22 febbraio 2013 at 16:18 #

    Noi siamo un’agenzia di comunicazione e ogni giorno ai nostri clienti consigliamo di aprire una pagina facebook. Non per farci speculazione ma perchè se utilizzato nel modo giusto e unito alle altre attività social e non (twitter, newsletter, sito web efficiente ed efficace) può dare grandissimi risultati. Nessuno di noi può predire il futuro e quello che succederà ma la realtà di oggi dice che non essere presente nei social è una tattica sbagliata. Siamo d’accordo con voi nel dire che fb non basta, serve anche altro ma di certo l’altro senza fb ha un’efficacia dimezzata. Per quanto riguarda i commenti stupidi o i troppi gossip, bè basta filtrarli e non mettere i “mi piace” a tutte le pagine che ci sono. per esempio se non hai figli, non mettere “mi piace” alla pgina “genitori e figli” : ognuno segue i suoi interessi e di cose interessanti ne vengono fuori ve lo assicuriamo. Quando fb morirà ci comporteremo di conseguenza ma ignorare ora questo mondo virtuale sarebbe una pessima decisione.

  36. Faweb 21 marzo 2013 at 08:22 #

    E’ da molto tempo che lo dico… Ma non se ne parla abbastanza ed in maniera più schietta. Non si parla ad esempio del peso che ha Facebook su questa crisi, sulla poca crescita. Tanti piccoli imprenditori passano la metà del tempo quotidiano a giocare su Facebook, anzichè studiare nuovi modi per produrre e guadagnare… E l’incremento dei problemi psicologici tra i giovani? Chi di noi non ha oggi un’amico/a con qualche problema psicologico, amico/a che sta gran parte del tempo su Facebook e si allontana dalla realtà. Sebbene Facebook sia una grande invenzione, nel lungo periodo diventa un problema per la società.

  37. simona cherubini 21 marzo 2013 at 10:26 #

    Mi occupo di web dal 1998 e da 2 anni ho anche un food blog che mi è servito per capire da vicino tanti ‘social’ sia usati in Italia che all’estero. Facebook da solo non risolve i problemi di visibilità, ma del resto neanche Google o Twitter ecc. possono risolvere tutti i problemi di comunicazione di un brand!
    Sta a chi si occupa di un brand mettere a fuoco obiettivi e strategie adeguate per creare un piano in cui si intreccino uno o più social media, oltre al posizionamento su google ed a contenuti corretti sulla vita di quel brand.
    Per molte piccole realtà Facebook è stato facile ed efficace, non avendo i budget da investire in un SEO adeguato.
    Ma la natura del web è quella di un magma, cambia forma ogni giorno ed è difficile teorizzarlo, in quanto nel tempo che perdi per teorizzarlo, il web è già cambiato!
    Un saluto, Simona

  38. Stefano Sirri 11 aprile 2013 at 10:13 #

    Concordo con Andrea Cappello, e a dire la verità sono un paio d’anni che lo dico.

    Facebook funziona?
    Per oltre la metà di chi ci spende soldi e tempo… era meglio se faceva altro, mentre per qualcuno funziona benissimo.

    Cioé come per tutte le cose, va utilizzato nel modo giusto e nel momento giusto.

    Il che significa, ad esempio, che proporre a tutti i clienti degli investimenti spalmati sui diversi media (il 30% del budget su fb, il 10% su twitter, il 40% su google, ecc.) significa sparare nel mucchio sperando che qualcosa funzioni.

    Un consulente, secondo me, dovrebbe fare altro, ovvero valutare esattamente le risorse del cliente (umane e non), il suo business ed i suoi obiettivi.
    Solo dopo decidere se ha senso per quel cliente un media oppure no.

    Scusate la schiettezza: scegliere tutti i media, significa andare a caso.

  39. mario 7 settembre 2013 at 09:10 #

    ormai tutti i social media sono inutili ed esprimono solo valori di consumo, sono il regno della pubblicità occulta, della stupidità
    credo che sia meglio tornare ad un uso ragionevole di internet e a una maggiore attenzione verso la vita reale, questo discorso vale soprattutto per i giovanissimi, che sono sempre i più deboli
    anche per il discorso lavorativo e la privacy trovo assurdo che oggi tramite i social sia possibile scoprire quasi tutto su una persona

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