Le colpe di Google
Quando è esploso Youtube e la possibilità di accedere in rete a contenuti e informazioni di terzi tramite siti e portali mi sono domandato: "…e il copyright?". E quando qualcuno dice qualcosa su qualcun altro o utilizza impropriamente immagini non commette di fatto un reato etico quando le notizie non sono vere e le pubblicazioni ledono la privacy?
Anche a seguito della recente condanna a Google , mi sembra troppo riduttiva la difesa di Google che assimila YouTube ad un provider. In particolare scrive Google sul suo blog:
C'è un'altra importante ragione, però, per la quale siamo profondamente turbati da questa decisione: ci troviamo di fronte ad un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito Internet. La Legge Europea è stata definita appositamente per mettere gli hosting providers al riparo dalla responsabilità, a condizione che rimuovano i contenuti illeciti non appena informati della loro esistenza. La motivazione, che condividiamo, è che questo meccanismo di "segnalazione e rimozione" avrebbe contribuito a far fiorire la creatività e la libertà di espressione in rete proteggendo al contempo la privacy di ognuno. Se questo principio viene meno e siti come Blogger o YouTube sono ritenuti responsabili di un attento controllo di ogni singolo contenuto caricato sulle loro piattaforme – ogni singolo testo, foto, file o video – il Web come lo conosciamo cesserà di esistere, e molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici ad esso connessi potrebbero sparire
La libertà vuol dire permettere agli utenti di avere un luogo dove poter infrangere la legge per il diritto di cronaca o ledere la privacy o i diritti d'autore? A quali principi di libertà ci si riferisce? Pubblicare film protetti da copyright (esempio ) e guadagnarci addirittura sopra soldi con la pubblicità (diventando di fatto partecipi attivi nell'attività di pubblicazione dei filmati, e uscendo dal ruolo neutrale che la grande G decanta) non mi sembra sia un diritto di nessuno. E non mi sembra che sia nemmeno tanto giusta la regola di Google che (alla buona) dice: "Intanto pubblichiamo tutto, poi se qualcuno si lamenta controlliamo e nel caso cancelliamo". Se qualcuno si lamenta???
Certo, la sentenza della procura di Milano non è condivisibile perchè non condanna chi ha commesso il fatto (la pubblicazione del video) ma chi lo ha permesso. La posizione che molti esperti e avvocati hanno mosso a favore della libertà di internet è ben espressa nell'articolo del sole24ore:
Non è possibile non osservare come la decisione di ieri rappresenti un vero e proprio terremoto per la Rete tutta. Google, pur essendosi attivata subito per rimuovere il contenuto violento ed offensivo, è stata comunque ritenuta responsabile. Una tendenza che appare pericolosa perché mina direttamente le "fondamenta del web": chi mette a disposizione un servizio in Rete non dovrebbe essere mai chiamato in causa. Unico responsabile dovrebbe essere colui che produce, carica e condivide online contenuti che violano la legge e non colui che mette a disposizione uno strumento per veicolare e diffondere informazioni sul web (oltretutto quando quest'ultimo mostra di esercitare un'azione di monitoraggio ed eliminazione del materiale lesivo dei diritti di terzi).
Tutti sono d'accordo quindi che qualcuno deve essere responsabile. Quantomeno chi pubblica i contenuti. E forse è qui che vi sono le lacune legislative e tecniche più grandi. Troppo facile oggi falsificare dati e rendersi anonimi in rete.
E fintanto sarà così facile poter fare impuniti ciò che si vuole, la legge della giustizia popolare che a tutti i costi vuole un colpevole, non può che scagliarsi con gli ambasciatori, come nelle più triste e arretrata delle realtà che la politica Italiana ci ha abituato.
A proposito, lo sapete che grazie ai politici che hai probabilmente votato da tempo non siamo più considerati un paese libero ? Beh, a dirlo ad uno come te che naviga in rete forse non si dice nulla di nuovo. Cerchiamo di dirlo allora anche a chi sta ore e ore incollato alla TV o legge i giornali di regime (quelli in edicola).
Se non ti accontenti dell'informazione distorta dei media nostrani e ti piace la democrazia informativa, ti segnalo questo blog, o quantomeno dacci un occhiata ogni tanto…











3 risposte to “Le colpe di Google”
1 Vittore Fotografo 9 marzo 2010 @ 08:06
La rete ha cambiato l’utilizzo di immagini, video, e suoni protetti anche da copyright. Forse e dico forse il mondo come eravamo abituati a conceprilo è cambiato. Arroccarsi solo in difesa non è la mossa giusta bisogna provare a concepire modelli diversi di condivisione. Tenendo ben presente che la produzione di contenuti qualitativamente alti è costosa e che il villipendio non dovrebbe essere permesso.
2 darus 9 marzo 2010 @ 11:36
NOn sono del tutto d’accordo sull’impostazione di questo articolo. E’ un’ipocrisia pensare che Google potesse continuare indisturbata a servirsi di produzioni di altri sotto copyright. Quanto all’episodio di bullismo invece e’ incredibile come si possa condannare il mezzo che ha portato alla luce cio’ che e’ successo.
E’ come condannare le telecamere sull’autostrada che riprendono un pirata che provoca dei danni.
Infine sul blog segnalato ok, io segnalo anche http://www.radioradicale.it dove e’ possibile seguire i fatti senza intermediazioni facendosi un’idea propria al di la’ di commenti di personaggi piu’ o meno influenzanti (comodo anche perche’ si puo’seguire anche via radio tanta roba).
3 Andrea Cappello 9 marzo 2010 @ 11:56
certo Dario, diciamo le stesse cose mi sembra… c’è un particolare: se le autostrade pubblicano le immagini o la foto della telecamera su sito pubblico commettono un reato, così come se un datore di lavoro monitorizza i suoi dipendenti con una telecamera… non mi dirai però che se tali video li metto su youtube in anonimato tutto è lecito…
Lascia un commento