Bing e Microsoft Advertising: segni di vitalità

Gli sforzi di marketing di Microsoft nel rilanciare il loro motore di ricerca, Bing, e contestualmente la loro piattaforma pubblicitaria Micorsoft Advertising, sembrano dare buoni risultati, come dimostra la crescita di inserzionisti (ancora pochi gli italiani che la utilizzano, molto attiva nel mercato USA) e di budget, soprattutto a scapito di Yahoo! che nonostante gli anni di annunci di rinnovo fusioni e controfusioni, sembra aver mollato la presa al cospetto del rivale Google e più in generale del redditizio mondo del search advertising.
Le esperienze fatte come agenzia SEM di fatto confermano la bontà dei risultati delle campagne advertising pianificate su tale piattaforma, ROI alla mano. Sono apprezzabili anche gli sforzi del team Micorsoft nell'offrire strumenti di lavoro e tools utili per migliorare la gestione delle campagne pay per click, anche se il pannello AdWords è tutta un'altra cosa.
Dietro al successo del motore di ricerca Bing ricordo esserci anche un italiano, Lorenzo Thione , con la sua azienda Powerset (ceduta a Bill Gates). La particolarità del motore di ricerca Bing è che è in grado di capire il testo digitato dagli utenti sulla base di una simulazione del ragionamento umano (per ora solo in lingua inglese). A differenza di altri motori di ricerca che considerano la rilevanza di una parola all'interno di un sito/contenuto e in base al PageRank che assegna importanza al sito stesso, Bing si basa sulla possibilità di interpretare l’intera frase.
Chissà che sia l'inizio di una nuova epoca per le ricerche e per il mercato delle ricerche, anche perchè effettivamente a parlare solo di Google ci si annoia un pò.









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