Tutto quello che un SEO non dovrebbe fare

Ritornato a casa dall'ennesimo cliente che mi ha fatto notare come il lavoro della precedente SEO agency nella carta funzionasse (voluminosi report cartacei con ranking, elenco di parole chiave e descrizioni tecniche) ma nella pratica molto meno (new business alla mano), mi accingo a ricordarmi alcuni fondamentali del SEO che dovrebbero essere scontati per tutti quelli che si occupano di posizionamento nei motori di ricerca, ma che purtroppo scontanti invece non sono:
- Ottimizzare un sito avendo come obbiettivo i posizionamenti di determinate parole chiave e non il valore che questi generano in termini di acquisizione contatti profilati (o altri KPI o obbiettivi). Questo è probabilmente l'errore più grave ma anche aimè il più diffuso.
- Considerare i Social Networks il nuovo paradiso dei link
- Generare contenuti inutili tanto per riempire delle pagine che servono ai motori a trovare le parole chiave e dare valore al sito da promuovere
- Riempire il sito di elementi Web 2.0 così è "figo per Google" senza pensare se servono agli utenti del sito e a perseguire gli obbiettivi aziendali (per poi abbandonarli qualche mese dopo per assenza di forza redazionale), e per poi scoprire nel tempo che per Google tanto figo poi non lo è…
- Dare consigli di ottimizzazione del sito web a dei programmatori senza saper programmare (o le logiche che ci stanno dietro)
- Non aggiornarsi sui principali blog internazionali o nazionali (come GT o Tagliaerbe) non tanto sulle novità del magico mondo del posizionamento, ma su come i colleghi più capaci operino e lavorino
Lo so, sono consigli di semplice buon senso, ma tant'è…









10 risposte to “Tutto quello che un SEO non dovrebbe fare”
1 per la precisione 29 settembre 2009 @ 11:55
“Obiettivi” si scrive con una b sola.
2 precisopreciso 29 settembre 2009 @ 12:02
http://it.wiktionary.org/wiki/obbiettivo
@perlaprecisione – potresti postare tuo commento anche in wikipedia
3 alessia 29 settembre 2009 @ 12:14
a tale proposito, e considerato che il termine ha un’etimologia latina, suggerisco…
http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4027&ctg_id=44
poi ciascuno fa quel che vuole
4 beniamino 29 settembre 2009 @ 13:32
mi sarei posto l’obbiettivo di leggere l’articolo, magari per fare un passo avanti per raggiungere l’obiettivo di lavorare meglio e con più serietà.
Grazie Andrea per il contributo!
5 DAG 29 settembre 2009 @ 14:23
Ciao Andrea,
alcune considerazioni.
> …aimè il più diffuso…
Non conosco agenzie (e ne conosco diverse di agenzie) il cui obbiettivo sia “il valore generato dai posizionamenti in termini di acquisizione contatti profilati”. A meno che l’inversione di rotta non sia avvenuta nell’ultima settimana (ero in ferie) non credo ce ne siano.
> riempire delle pagine che servono ai motori
IDEM
> …sui principali blog internazionali o nazionali…
Ah Ah bravo Davide a quanto pare stai facendo proprio un buon lavoro…
PS: Certo che però un link potevi anche regalarglielo al buon vecchio “cut grass”…
6 Michèle 29 settembre 2009 @ 14:29
condivido i punti elencati, soprattutto il 2 e il 5. negli ultimi anni c’è stato un boom del SEO in Italia, e come tutti i “boom” si porta dietro tanta improvvisazione e approssimazione. per come la vedo io, manca soprattutto un approccio organico all’ottimizzazione, molti si sono imparati delle “formule magiche” e le propinano in ogni occasione, senza stare troppo a guardare se sono adatte o meno al caso specifico.
credo poi che in pochi si siano presi la briga di adattare le pratiche SEO, modellate essenzialmente sulla lingua inglese, a un contesto completamente diverso come quello della lingua italiana (e del web italiano).
7 DAG 29 settembre 2009 @ 14:35
Ciao Michèle, non sono d’accordo con te a proposito dell’associazione che fai tra i “nuovi SEO” ed i punti elencati da Andrea; ad esempio i punti 1 e 3 sono proprio alla base della “OLD School”.
Erro?
Forse i nuovi SEO si affidano troppo ai widget 2.0 o ai social network ma lo fanno allo stesso modo in cui nel 2000 si creavano “door way pages” senza senso (con bounce rate del 98%).
8 Michèle 29 settembre 2009 @ 14:41
DAG, condivido le tue considerazioni sulla “old school” (e davvero spero che chi propone cose tipo doorway pages sia ormai una minoranza!), le mie di considerazioni erano piuttosto legate ai punti 2 e 5; lungi da me fare l’esperta che non sono, ma ce ne sono di SEO che di programmazione web sanno poco o niente!
9 Andrea 29 settembre 2009 @ 15:43
Ciao Dag.
Veramente credi che lo scopo principale del SEO sia il posizionamento o non invece il posizionamento il mezzo con cui ottenere lo scopo primario del servizio SEO che normalmente è l’acquisizione di nuovi clienti? Ad esempio conviene spingere ai primi posti la parola “promozione sito” o “posizionamento sito” per ottenere più contatti da clienti interessati al SEO?
Agenzie SEO come lo Studio che lavorano in questo modo (da anni) ce ne sono e credo che almeno di nome le conosca anche tu. Sono quelle che mettono la web analytics tra i servizi di rilievo in affiancamento ai servizi di promozione e web advertising, e che credono che il vero successo di ogni iniziativa di marketing sia misurabile in termine di ROI. Che siano la minoranza in effetti è vero, ma alcune sono note…
10 DAG 29 settembre 2009 @ 16:59
Siamo molto in linea come pensiero.
] le mosche bianche sono famose non perché “bianche”, ma perché “rare”
Purtroppo [o per fortuna
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