Limiti della “vecchia” Analytics nel Social Web

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Chi mi legge e chi mi segue nelle mie scritture online? E quanti sono? "Una volta", per rispondere a tale domanda occorreva accedere alle statistiche del proprio sito o blog e analizzare il traffico. Ma oggi?

Le persone non leggono più il contenuto esclusivamente sul vostro sito web, tramite un browser. Possono leggerlo su Facebook, in un feed RSS, su uno dei tanti aggregatori di news, o tramite altri siti che sono ripubblicazioni del vostro articolo, o interamente, oppure come citazioni. (…)

Dimenticate di misurare il traffico! E inesatto ed irrilevante. Abbiamo invece bisogno di misurare l’influenza. Quante persone avete realmente collegato oggi? Quante persone hanno scelto di fare di voi una parte del loro stream? Quante persone hanno deciso di tornare un’altra volta? Queste sono le vostre nuove ‘quanti sono’ statistiche. Non persone, ma Influenza! (…)

Dovete considerare tutte le volte che le persone si riferiscono a voi come persone, alla vostra azienda, ai prodotti, contenuti, sito web, e al vostro profilo sociale. E non si deve guardare da dove provengono le persone, ma che cosa stanno facendo. Di che cosa stanno parlando, cosa condividono, e chi lo sottoscrive.

Il monitoraggio dei referrer è il vecchio modo di utilizzare il web. Quello moderno consiste nel controllare e tracciare ogni volta che qualcuno parla, discute, condividere, critica, cita o salva qualcosa che ha a che fare con voi.

 (baekda da Googlisti )

Capire chi mi trova, dove mi ha trovato e come ha agito in seguito ad avermi trovato oggi è un'operazione di analisi niente affatto semplice e scontata che richiede integrazione di diversi strumenti di analisi oltre i tradizionali software di web analytics.

Internet è più del semplice buon contenuto. E’ diventato una piattaforma di comunicazione, che collega le persone con il contenuto (lettura), il contenuto con le persone (commenti), il contenuto con il contenuto (FriendFeed, RSS ecc), le persone con le persone (# followfriday) e, cosa più importante, collega voi con le persone (Twitter, Facebook), e le persone con voi (@ risposte, Delicious).

Cercare di comprendere come funzionano tale dinamiche e gli obbiettivi raggiunti dalla comunicazione "sociale" che le persone e le aziende (sempre tramite le perone) fanno nel web è la sfida attuale e futura su cui ci si deve focalizzare per dare un nuovo valore alla presenza online, che non è e non deve essere considerata cosa diversa dal mondo online, ma una sua naturale estensione.

Grazie ai Social Network internet ha dotato di nuovi sensi e canali il nostro corpo. Permette di delocalizzare e deteporalizzare azioni e conversazioni che in altro modo non esisterebbero, ma che oggi hanno grande influenza nella vita delle persone e nei loro comportamenti (compresi quelli di acquisto tanto cari alle aziende).

Concludo con un commento al grafico di Baekda.

Dalle torte sembrerebbe che Google stia perdendo drasticamente posizione in favore dei social network. Credo però che la cosa non sia del tutto corretta perchè mancano i dati quantitativi del traffico. Google è tuttora un grande driver di utenti ai siti web! La percentuale di traffico dai social network è probabilmente da considerarsi aggiuntiva e non sostitutiva del traffico di Google (a meno di aver perso posizioni nei ranking). Infine: chi credete faccia arrivare gli utenti nei social network meno blasonati o nei portali tematici/community?



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28 maggio 2009 | Social Media Marketing, Web Analytics | commenti

3 risposte to “Limiti della “vecchia” Analytics nel Social Web”

  1. 1 Merlinox 28 maggio 2009 @ 12:56

    A quanto ho capito quindi bisogna puntare sempre più sulla qualità dei contenuti, magari tralasciando leggermente la SEO?
    E come la mettiamo con il traffico dei commenti che dai blog passa ai social?

    Bellissimo articolo: ti stimo fratello :)

  2. 2 Maurizio 28 maggio 2009 @ 17:00

    Dire che i nostri contenuti sono ormai slegati dal nostro sito/blog per via dei molteplici mezzi di diffusione attuali è formalmente corretto.

    Io considero però tutte queste alternative come possibili fonti di traffico. Leggere un mio contenuto su un aggregatore può potenzialmente portare un lettore in più al mio feed se i contenuti sono interessanti.

  3. 3 Merlinox 28 maggio 2009 @ 17:45

    Alla fine dipende dagli obiettivi di un blogger. Se uno vuole viverci ha bisogno che la gente acceda via web e clicchi sugli ads. O sbaglio?

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di Andrea Cappello

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