<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Siti piatti o profondi?</title>
	<atom:link href="http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2009/04/02/siti-piatti-o-profodi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2009/04/02/siti-piatti-o-profodi/</link>
	<description>Pensieri e idee riguardo a: motori di ricerca, search engine marketing, web advertising, il marketing in rete e la comunicazione online, ma non solo. E gli articoli di Studio Cappello.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 08:39:17 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Paola</title>
		<link>http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2009/04/02/siti-piatti-o-profodi/comment-page-1/#comment-13138</link>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 17:55:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2009/04/02/siti-piatti-o-profodi/#comment-13138</guid>
		<description>Molto carina la teoria del &quot;profumo dell&#039;informazione&quot;. C&#039;è da dire una cosa: chi si occupa di copywriting sa benissimo che il formato che &quot;funziona&quot; meglio su Internet è la classica Landing Page lunga 6 km...l&#039;estremizzazione del concetto di mancata profondità, dove tutte le informazioni vengono raccolte nella stessa pagina...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto carina la teoria del &#8220;profumo dell&#8217;informazione&#8221;. C&#8217;è da dire una cosa: chi si occupa di copywriting sa benissimo che il formato che &#8220;funziona&#8221; meglio su Internet è la classica Landing Page lunga 6 km&#8230;l&#8217;estremizzazione del concetto di mancata profondità, dove tutte le informazioni vengono raccolte nella stessa pagina&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: beniamino buonocore</title>
		<link>http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2009/04/02/siti-piatti-o-profodi/comment-page-1/#comment-13118</link>
		<dc:creator>beniamino buonocore</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 16:57:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2009/04/02/siti-piatti-o-profodi/#comment-13118</guid>
		<description>Caro Andrea,
so di aver lanciato un argomento complesso, e volendo dirla sono anche uscito fuori tema.
Qesto però è una bel luogo dove fare riflessioni, e anche perchè i tuoi punti di vista sono sempre una spinta in più.
Mi piacerebbe, e di persona, ma ancora di più esplorare la tesi che ho lanciato, con un tuo articolo.
Magari per allargare i  punti di vista ad altri soggetti.
Aspetto di leggerti.
Beniamino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Andrea,<br />
so di aver lanciato un argomento complesso, e volendo dirla sono anche uscito fuori tema.<br />
Qesto però è una bel luogo dove fare riflessioni, e anche perchè i tuoi punti di vista sono sempre una spinta in più.<br />
Mi piacerebbe, e di persona, ma ancora di più esplorare la tesi che ho lanciato, con un tuo articolo.<br />
Magari per allargare i  punti di vista ad altri soggetti.<br />
Aspetto di leggerti.<br />
Beniamino</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2009/04/02/siti-piatti-o-profodi/comment-page-1/#comment-13116</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 14:00:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2009/04/02/siti-piatti-o-profodi/#comment-13116</guid>
		<description>grazie del tuo commento beniamino, al quale per lunghezza e complessità non riesco a risponderti nel blog. magari di persona o un giorno, chissà, su un nuovo posto o articolo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie del tuo commento beniamino, al quale per lunghezza e complessità non riesco a risponderti nel blog. magari di persona o un giorno, chissà, su un nuovo posto o articolo!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: beniamino buonocore</title>
		<link>http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2009/04/02/siti-piatti-o-profodi/comment-page-1/#comment-13115</link>
		<dc:creator>beniamino buonocore</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 09:36:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2009/04/02/siti-piatti-o-profodi/#comment-13115</guid>
		<description>Ciao Andrea,
ti cito:

&quot;Sempre tenendo ben presente le differenze tra search marketing e interrupt marketing (il primo più vicino alla creazione di relazioni permesse, il secondo più vicino alla creazione di relazioni non volute…) ...&quot;

questo passaggio della tua riflessione mi ha molto colpito: tocca infatti le corde di una considerazione che sviluppo da tempo: perché&#039; si e&#039; arrivati a pensare alla pubblicità&#039; tradizionale, come ad una “informazione non permessa”?

Proviamo a fare un&#039;analisi: nello sviluppo delle strategie per il lancio di un prodotto (o sia esso servizio) i passaggi da percorrere sono, più o meno, stabiliti: a) Valutazione del mercato: per comprendere se gli elementi caratteristici del prodotto, possono incontrare il gusti/desideri del mercato. b) Valutare i competitor: per stabilire se esistono delle nicchie di posizionamento ancora disponibili, o per valutare l&#039;investimento nel caso si vogliano occupare delle posizioni su cui è già in essere un&#039;altra marca. c) Bussines Planning: per valutare l&#039;impatto dell&#039;investimento e determinare la redditività del prodotto. d) Ideazione della campagna pubblicitaria: che parla alle persone e gli propone la “soluzione al suo desiderio”. e) Piano mezzi: per individuare i quali strumenti usare fra televisione, radio, affissione ... web, per arrivare a parlare con le persone a cui si propone “la soluzione al loro desiderio”
In questo percorso (virtuoso) il CLIENTE è il punto di partenza e l&#039;obiettivo dell&#039;azienda.

Ma qui “casca l&#039;asino”. Tutto questo non c&#039;è più. 

L&#039;impresa che oggi conosciamo (a parte qualche rara eccezione), non sviluppa più, non propone soddisfazione, non ricerca, e quindi anticipa i desideri dei clienti, ma si appiattisce su ciò che già è avvenuto!
Risultato: l&#039;unica leva che riescono ad utilizzare è “la promozione” o “l&#039;oscuramento della concorrenza”

Ritorno a te ,e alla considerazione sulle “informazioni non permesse”: queste (nella mia analisi) non sono altro che il bombardamento, noioso e senza stimoli, che le aziende sono costrette a fare, sia per proporre sempre una nuova promozione e sia per oscurare le posizioni dei concorrenti.
Ma l&#039;unico risultato che si ottiene è: a) i clienti si tengono i loro desideri, b) il valore aggiunto dei prodotti cede agli sconti, c) la redditività si frantuma appresso agli investimenti pubblicitari senza ritorno, d) la pubblicità diventa per i CLIENTI, una rottura di palle.

Qui interviene la forza de web.
Per i CLIENTI, in grado di dare la “miglior risposta possibile ai desideri” e il miglior costo possibile, rispetto alla somma che ogni cliente è disposto a pagare per un prodotto. Relazioni Permesse.
Per le aziende, amplificare l&#039;elemento promozionale, e oscurare la concorrenza.

Ma anche questo forza impressionate del web, così sproporzionata, non fa bene al sistema impresa. Secondo me, atteso  la validità della mia analisi, rischia anzi di accelerarne la disfatta.

Secondo me non esistono “informazioni non permesse”. Esistono informazioni inutili.
Proviamo a dire cose interessanti (in pubblicità = proponiamo soddisfazione ai desideri), sono quasi certo che (ri)scopriremo che c&#039;è tanta attenzione e curiosità, e perché no, consenso.

Un caro saluto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Andrea,<br />
ti cito:</p>
<p>&#8220;Sempre tenendo ben presente le differenze tra search marketing e interrupt marketing (il primo più vicino alla creazione di relazioni permesse, il secondo più vicino alla creazione di relazioni non volute…) &#8230;&#8221;</p>
<p>questo passaggio della tua riflessione mi ha molto colpito: tocca infatti le corde di una considerazione che sviluppo da tempo: perché&#8217; si e&#8217; arrivati a pensare alla pubblicità&#8217; tradizionale, come ad una “informazione non permessa”?</p>
<p>Proviamo a fare un&#8217;analisi: nello sviluppo delle strategie per il lancio di un prodotto (o sia esso servizio) i passaggi da percorrere sono, più o meno, stabiliti: a) Valutazione del mercato: per comprendere se gli elementi caratteristici del prodotto, possono incontrare il gusti/desideri del mercato. b) Valutare i competitor: per stabilire se esistono delle nicchie di posizionamento ancora disponibili, o per valutare l&#8217;investimento nel caso si vogliano occupare delle posizioni su cui è già in essere un&#8217;altra marca. c) Bussines Planning: per valutare l&#8217;impatto dell&#8217;investimento e determinare la redditività del prodotto. d) Ideazione della campagna pubblicitaria: che parla alle persone e gli propone la “soluzione al suo desiderio”. e) Piano mezzi: per individuare i quali strumenti usare fra televisione, radio, affissione &#8230; web, per arrivare a parlare con le persone a cui si propone “la soluzione al loro desiderio”<br />
In questo percorso (virtuoso) il CLIENTE è il punto di partenza e l&#8217;obiettivo dell&#8217;azienda.</p>
<p>Ma qui “casca l&#8217;asino”. Tutto questo non c&#8217;è più. </p>
<p>L&#8217;impresa che oggi conosciamo (a parte qualche rara eccezione), non sviluppa più, non propone soddisfazione, non ricerca, e quindi anticipa i desideri dei clienti, ma si appiattisce su ciò che già è avvenuto!<br />
Risultato: l&#8217;unica leva che riescono ad utilizzare è “la promozione” o “l&#8217;oscuramento della concorrenza”</p>
<p>Ritorno a te ,e alla considerazione sulle “informazioni non permesse”: queste (nella mia analisi) non sono altro che il bombardamento, noioso e senza stimoli, che le aziende sono costrette a fare, sia per proporre sempre una nuova promozione e sia per oscurare le posizioni dei concorrenti.<br />
Ma l&#8217;unico risultato che si ottiene è: a) i clienti si tengono i loro desideri, b) il valore aggiunto dei prodotti cede agli sconti, c) la redditività si frantuma appresso agli investimenti pubblicitari senza ritorno, d) la pubblicità diventa per i CLIENTI, una rottura di palle.</p>
<p>Qui interviene la forza de web.<br />
Per i CLIENTI, in grado di dare la “miglior risposta possibile ai desideri” e il miglior costo possibile, rispetto alla somma che ogni cliente è disposto a pagare per un prodotto. Relazioni Permesse.<br />
Per le aziende, amplificare l&#8217;elemento promozionale, e oscurare la concorrenza.</p>
<p>Ma anche questo forza impressionate del web, così sproporzionata, non fa bene al sistema impresa. Secondo me, atteso  la validità della mia analisi, rischia anzi di accelerarne la disfatta.</p>
<p>Secondo me non esistono “informazioni non permesse”. Esistono informazioni inutili.<br />
Proviamo a dire cose interessanti (in pubblicità = proponiamo soddisfazione ai desideri), sono quasi certo che (ri)scopriremo che c&#8217;è tanta attenzione e curiosità, e perché no, consenso.</p>
<p>Un caro saluto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Cappello</title>
		<link>http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2009/04/02/siti-piatti-o-profodi/comment-page-1/#comment-13109</link>
		<dc:creator>Andrea Cappello</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 12:42:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2009/04/02/siti-piatti-o-profodi/#comment-13109</guid>
		<description>Ciao Beniamino... e chi lo ha detto che anche nel web marketing non valgono i principi della pubblicità? Sempre tenendo ben presente le differenze tra search marketing e interrupt marketing (il primo più vicino alla creazione di relazioni permesse, il secondo più vicino alla creazione di relazioni non volute...) credo che il buono della &quot;tecnica della pubblicità tradizionale&quot; sia utile anche per la comunicazione online, di cui, sempre secondo me, è un&#039;&quot;evoluzione&quot; per il rapporto costruttivo che richiede all&#039;utente nella fase di relazione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Beniamino&#8230; e chi lo ha detto che anche nel web marketing non valgono i principi della pubblicità? Sempre tenendo ben presente le differenze tra search marketing e interrupt marketing (il primo più vicino alla creazione di relazioni permesse, il secondo più vicino alla creazione di relazioni non volute&#8230;) credo che il buono della &#8220;tecnica della pubblicità tradizionale&#8221; sia utile anche per la comunicazione online, di cui, sempre secondo me, è un&#8217;&#8221;evoluzione&#8221; per il rapporto costruttivo che richiede all&#8217;utente nella fase di relazione</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: beniamino buonocore</title>
		<link>http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2009/04/02/siti-piatti-o-profodi/comment-page-1/#comment-13102</link>
		<dc:creator>beniamino buonocore</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 10:05:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2009/04/02/siti-piatti-o-profodi/#comment-13102</guid>
		<description>Il web marketing scopre la pubblicità?
Ho letto tre o quattro volte l&#039;articolo che ci hai proposto, e anche l&#039;articolo di Maurizio Boscarol, “Progettare la struttura dei siti: ampiezza o profondità?&quot;. C&#039;era qualcosa nei due argomenti che mi ronzava per la testa.
Poi ecco.
Il web marketing, scopre i paradgnimi e le sfide, che già la pubblicità, che in molti chiamano obsoleta o più elegantemente &quot;tradizionale&quot;, ha già affrontato, e che hanno fatto la differenza fra una buona campagna e una cattiva campagna! Fra il successo o l&#039;insuccesso di una marca! Fra un periodo di &quot;vacche grasse&quot; e in periodo di crisi!
Ce ne pensi: arriveremo a ri(scoprire) che la forza creativa della Pubblicità (strumento di marketing), arriverà a influenzare il successo di un sito su un altro?
E arriveremo, o forse lo abbiamo (ma io non lo vedo), un web in grado di anticipare gusti e desideri, e proporre innovazione?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il web marketing scopre la pubblicità?<br />
Ho letto tre o quattro volte l&#8217;articolo che ci hai proposto, e anche l&#8217;articolo di Maurizio Boscarol, “Progettare la struttura dei siti: ampiezza o profondità?&#8221;. C&#8217;era qualcosa nei due argomenti che mi ronzava per la testa.<br />
Poi ecco.<br />
Il web marketing, scopre i paradgnimi e le sfide, che già la pubblicità, che in molti chiamano obsoleta o più elegantemente &#8220;tradizionale&#8221;, ha già affrontato, e che hanno fatto la differenza fra una buona campagna e una cattiva campagna! Fra il successo o l&#8217;insuccesso di una marca! Fra un periodo di &#8220;vacche grasse&#8221; e in periodo di crisi!<br />
Ce ne pensi: arriveremo a ri(scoprire) che la forza creativa della Pubblicità (strumento di marketing), arriverà a influenzare il successo di un sito su un altro?<br />
E arriveremo, o forse lo abbiamo (ma io non lo vedo), un web in grado di anticipare gusti e desideri, e proporre innovazione?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

