Ho Pagerank, quindi esisto….

di Andrea Cappello

Il Pagerank, nonostante non sia proprio tutto nella vita (…) conta ancora molto nella vita di tutti: ed è a tutt’oggi l’unico strumento in grado di valutare la reputazione di un sito su due piedi

La citazione, che mi è piaciuta molto nella parte in neretto che ho evidenziato, l’ho tratta dall’articolo di Punto Informatico Il futuro di Google, scritto da Google, che ci segnala anche una “illuminante presentazione in 34 slide che spiega per filo e per segno alcune delle armi dell’arsenale di BigG”.

Oggi chi “ha PageRank” esiste ed è valutato bene dagli altri. Chi non lo ha (o ne ha poco) si sente inferiore ali altri che a loro volta lo valutano poco importante.

Questo nonostante da anni il valore quantitativo della barretta verde sia oramai caduto in disgrazia a favore del valore qualitativo (che non è misurabile se non tramite analisi più complesse proprie dei SEO). Sulla errata autorevolezza del PageRank ne avevo gia parlato qualche post fa ma di fatto allo stato delle cose la situazione è così: ho hai pagerank o non sei nessuno.

Per la moltitudine dei SEO in circolazione, l’acquisizione di link è l’unica attività che permette ai loro siti web di ambire a risultati d’eccellenza, risultati che sempre più spesso però sono occupati da siti web l cui PageRank in confronto (misurato quantitativamente) è miserrimo. I consigli di Matt Cutts sono gia una buona indicazione su cosa invece fare: “il ranking non è morto, ma gli strumenti a disposizione degli esperti di ottimizzazione dei siti (SEO, Search Engine Optimization) consentono oggi di valutare nello specifico l’effettivo valore del lavoro svolto nel tentativo di indicizzare al meglio un sito o una pagina, cambiando la loro mentalità. Non più la ricerca disperata del ranking esasperato, quanto piuttosto concentrarsi su traffico effettivo e guadagno effettivo (ROI, Return Of Investment).”

A causa di questa credenza, basata quindi sulla superata conoscenza delle logiche con cui Google basa il valore dei siti web, continua imperterrito il mercato dei link portato avanti da SEO spesso non al passo coi tempi.

Cogito ergo sum? No! PageRank ergo sum!

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4 dicembre 2008 | SEO | commenti

4 risposte to “Ho Pagerank, quindi esisto….”

  1. 1 Eliseo 17 dicembre 2008 @ 13:27

    Ciao è possibile sostituire il lavoro di SEO, inserendo ogni giorno un articolo pertinente con le tue parole chiavi, nel proprio sito e segnalare gli articoli ai vari social? E’ questo il lavoro del SEO oggi, oppure un sito statico ottimizzato e indicizzato ha ancora speranze di essere presente nelle prime posizioni di Google?

  2. 2 Andrea Cappello 17 dicembre 2008 @ 13:34

    domanda complessa che meriterebbe risposta complessa.. ma per me il seo ha come primo obbiettivo dare visibilità astabile i siti web sui motori di ricerca su parole chiave specifiche, per cui senza ottimizzazione del sito non si va da nessuna parte. certo è che i siti che si aggiornano hanno più probabilità di migliori posizionamenti su più parole chiave, ma non è lavoro di seo abituale questo, ma di redattori di contenuti… moltissimi siti sono in top position con parole chiave molto competitive anche senza blog social network. e di solito sono i siti che hanno anche traffico di utenti che genera più converisone rispetto gli obbiettivi del sito web.

  3. 3 Gianluca 15 aprile 2010 @ 21:43

    Ciao… stavo leggendo con interesse questo tuo vecchio post.
    Non sarebbe il caso di riadattarlo ai nuovi tempi?
    E soprattutto spiegando bene la differenza tra PageRank reale e quello che la gente vede nella barretta verde della Google Toolbar, e che sempre di più sembra che Google la sta “abbandonando”?

  4. 4 Andrea Cappello 16 aprile 2010 @ 10:44

    Ciao Gianluca, rileggo il post e posso dire che è più attuale che mai! Per quel che riguarda l’aggiornamento della barretta verde nella toolbar confermo il suo ritardo rispetto al momento reale. Non so se Google la eliminerà da toolbar o directory, o se la aggiornerà ancora meno di frequente. Di fatto per ora è il miglior strumento per “analisi lampo”…

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