Facebook “imprigiona” ed elimina la privacy

di Andrea Cappello

social network

E’ esploso anche in Italia Facebook, il Social Network più utilizzato nella rete (superato anche MySpace). Sembra che tutti attivino un account e lo provino con un iniziale entusiasmo per il fatto di poter comunicare verso amici passati, presenti e futuri in modo facile e immediato .

Ma cosa sta accadendo a chi lo utilizza gia da tempo in zone dove è gia “esploso” da un bel pò?

Leggo oggi un articolo su La Stampa Prigionieri di Facebook che evidenza alcune criticità:

1. Tempo perso. Si viene tempestati di inviti intasando spesso la casella email di immondizia, dato che tali inviti si riferiscono per lo più a “sciocchezze”. il che significa anche perdita di tempo nel leggerli, approfondirli e, per chi prende il vizio, anche parteciparvi. Ciò è causato soprattutto dalla smania di farsi amici più persone possibili senza troppi filtri. Oltre agli inviti, a far perdere tempo sono spesso dialoghi che amici con più tempo libero o poco disciplinati al lavoro, che “per farsela passare” non trovano di meglio da fare che aprire dialoghi online.
2. “Si scopre il fianco”. Scrivendo tutto o molto su di se si vengono a sapere cose personali che vengono rese pubbliche abbastanza facilmente, con tutte le conseguenze del caso (che spesso molti ignorano o sottovalutano). E si viene anche a sapere se sei davanti al PC e quando…
3. Si rischia di farsi nemici, soprattutto quando si accettano tanti amici, poi è difficile dire di no a terzi senza che se la prendono. Ancora peggio accettarli come amici prima e cancellarli come tali dopo, magari perchè si cominciano a condividere informazioni “troppo personali” che non si vuole più condividere ad un pubblico troppo allagato
4. “Si rimane intrappolati”. Chi utilizza lo strumento sembra non farne più a meno. Tende a vivere sempre di più in rete, spesso creandosi una personalità altra rispetto a quella reale. Questo fenomeno lo noto soprattutto tra alcuni operatori che operano nel nostro settore, i cui post e scritti online abbondano sui vari social, forum, blog, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Tommaso Labranca docet:

«Praticamente sono sempre collegato per tutte le 12 ore utili della mia giornata, pensavo proprio oggi di staccarmi, ma non ce l’ho fatta. Smetterò forse domani»

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24 novembre 2008 | Social Media Marketing | commenti

2 risposte to “Facebook “imprigiona” ed elimina la privacy”

  1. 1 Cristina 19 dicembre 2008 @ 22:02

    Sì, c’è questo rischio. Io i primi giorni ero abbastanza intrappolata, poi, passata la voglia di capirlo e conoscerlo, mi sono involontariamente distanziata. Infatti, ora che ci penso, non mi collego da alcuni giorni. Bè, forse neanche così va bene, eheh…

    Però credo anche che se ne fai un uso non prettamente ed esclusivamente “goliardico”, potrebbe favorire un minimo di aggregazione utile, almeno, credo. Ma, a questo proposito, Andrea, ti pongo un quesito:

    non è che dopo aver inserito il proprio blog su Facebook, i post che vengono automaticamente pubblicati creano contenuti duplicati?

    Lo chiedo perché proprio oggi leggevo di questo problema generato dai siti aggregatori, appunto.

    Sembra che a rimetterci, in questo caso, siano i blog (a causa di un trust meno forte rispetto a tali siti). In tal senso, rischiano di perdere posizioni, se non, addirittura, l’estromissione dalle serp di Google. E, a quanto pare, ci sono già stati casi. Tu che ne pensi?
    La tua risposta sarà per me determinante.
    (Questa si chiama stima!)

    Ah, la fonte: http://www.rankfirst.info/public/post/seo-e-aggregatori-di-notizie-e-post-355.asp

  2. 2 Andrea 21 dicembre 2008 @ 11:15

    Ciao Cristina. Nel mio profilo su FB c’è il mio feed a questo blog. Non corri particolari rischi in tal senso..

    Il fatto di avere citati per la rete propri contenuti è comunque positivo, sempre che questi abbiano un link verso la fonte. In tal modo il tuo PR si innalza. Inoltre, se tali contenuti sono citati da portali o siti di maggior importanza, hai anche più probabilità che si posizionino in top position e che gli utenti ti trovino leggendo il tuo nome e seguendo il link al tuo sito web.

    E’ vero però il discorso dei contenuti duplicati esposto in rankfirst. Per cui occorre un pò di attenzione quando si analizza la visibilità del proprio sito. Il contenuto duplicato/copiato è un evento che capita non di rado e a volte per porre rimedio occorrono lettere dai toni pesanti.

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