Sull’autorevolezza del Page Rank

Mi sono trovato a discutere nei giorni scorsi con alcuni amici e colleghi coinvolti in un progetto di pubblicità online su quali criteri oggettivi adottare per percepire l’autorevolezza di un sito web e, con mia sorpresa, è emerso che uno dei criteri (a cui è stato dato alto rilievo) è la valutazione del Page Rank.
Il Page Rank “quantitativo” è determinato dal numero di link che riceve un sito da altri siti web, e dal peso che tali link hanno (il page rank della pagina linkata e altri fattori). In generale e con una definizione semplicistica ma esaustiva per questo post, un pagina che linka un’altra pagina nel web passa alla pagina linkata un page rank di “PR pagina che linka” -1 (circa). Se tale pagna linka più pagine o siti web, il PR propagato viene diluito. La somma dei PR in entrata di una pagina serve al calcolo del PR della stessa. E da qui l’introduzione del tag no follow.
Ad esempio, una pagina di 7/10 che linka un sito web fa innalzare il suo page rank a 5 o 6/10.
Se è vero che un sito web che non ha link o a pochi link normalmente è anche poco trafficato, non è vero che un PR elevato garantisca che un sito sia autorevole.
Qualche hanno fa se ne accorse anche Google, visto anche il proliferare di link farm che non avevano altro scopo che creare PR virtuali con circuiti link ad hoc, e di fatto ha introdotto altri e più efficaci elementi su cui valutare l’autorevolezza dei siti web, elementi qualitativi che si basano non solo su valore quantitativo della barretta verde, ma su altri elementi meno visibili ad analisi superficiale (in primis l’attinenza di contenuti dei siti che linkano). Da quel momento in poi il Page Rank è diventato “qualitativo”, e la su autorevolezza non era più il suo valore in decimi (tra l’altro su scala esponenziale). Siti con PR basso possono di fatto essere posizionati in top position nei listing di Google rispetto a siti simili con PR alto e, di fatto, Google li considera più autorevoli di altri almeno rispetto determinate parole chiave.
Nonostante questo processo sia in atto da anni, rimango invece ancora sorpreso che il PR quantitativo sia ancora considerato anche da molti addetti ai lavori come un elemento di autorevolezza di un sito web…
6 risposte to “Sull’autorevolezza del Page Rank”
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1 Roberto Bernazzani 14 ottobre 2008 @ 13:59
Sottoscrivo pienamente, anche partendo dall’esperienza sul campo maturata negli ultimi anni. Più volte sono riuscito a posizionare nelle prime posizioni delle SERP pagine che avevano PR medio-bassi (3 o 4 al max).
Approfitto per una precisazione: spesso mi è capitato di leggere documenti che trattano di PR e scrivono frasi del tipo “il sito XYZ ha PR 5″. Come sappiamo, e come si desume giustamente dal tuo articolo, il PR è calcolato per ogni singola pagina, quindi non si può calcolare il PR per un intero sito.
Magari bisognerebbe farlo sapere anche a questi presunti esperti di PR
Ciao. -
2 stefano 14 ottobre 2008 @ 22:57
Sottoscrivo anche io ciò che hai detto!!!
Complimenti. -
3 Roberto 15 ottobre 2008 @ 08:58
E magari sottovalutano l’importanza di avere dei contenuti di qualità e mirati al raggiungimento dell’obiettivo.
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4 Cristina 21 ottobre 2008 @ 07:34
Concordo. Ci sono siti con pr 2 o 3 ottimamente piazzati, e in alcuni casi anche con keywords molto competitive.
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5 Nicola seo caterpillar 25 marzo 2009 @ 03:28
Allora potete fare tutte le deduzioni che volete, ma bisogna partire dalla reale verità, senza scrivere a capocchia specialmente se si vuole essere autorevoli, ovunque sul web si possono reperire informazioni autorevoli in tal senso.
L’algoritmo completo per il calcolo del PageRank fa ricorso all’uso della teoria dei processi di Markov ed è classificato nella categoria degli algoritmi di Link Analysis Ranking. Dalla formula inizialmente sviluppata dai fondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page, è possibile comprendere come il PageRank viene distribuito tra le pagine:
PR[A]=(1 – d) + d\left (\frac{PR[T1]}{C[T1]} + … + \frac{PR[Tn]}{C[Tn]}\right )
Dove:
* PR[A] è il valore di PageRank della pagina A che vogliamo calcolare
* T1…Tn sono le pagine che contengono almeno un link verso A
* PR[T1] … PR[Tn] sono i valori di PageRank delle pagine T1 … Tn
* C[T1] … C[Tn] sono il numero complessivo di link contenuti nella pagina che offre il link
* d (damping factor) è un fattore deciso da Google e che nella documentazione originale assume valore 0,85. Può essere aggiustato da Google per decidere la percentuale di PageRank che deve transitare da una pagina all’altra e il valore di PageRank minimo attribuito ad ogni pagina in archivio.Dalla formula si nota quindi che all’aumentare del numero di link complessivi dei siti che puntano ad A il PageRank aumenta.
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6 Andreas 25 marzo 2009 @ 23:30
Eh ma qua, siamo alle solite del seo x seo = trentaseo. Senza voler offendere nessuno, continuo a rimanere dell’opinione che si faccia tanto fumo ma che di vera professionalità in questo campo ce ne sia davvero poca. Bastava andare su wiki a leggere….
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Sottoscrivo pienamente, anche partendo dall’esperienza sul campo maturata negli ultimi anni. Più volte sono riuscito a posizionare nelle prime posizioni delle SERP pagine che avevano PR medio-bassi (3 o 4 al max).
by Roberto BernazzaniApprofitto per una precisazione: spesso mi è capitato di leggere documenti che trattano di PR e scrivono frasi del tipo “il sito XYZ ha PR 5″. Come sappiamo, e come si desume giustamente dal tuo articolo, il PR è calcolato per ogni singola pagina, quindi non si può calcolare il PR per un intero sito.
Magari bisognerebbe farlo sapere anche a questi presunti esperti di PR
Ciao.
Sottoscrivo anche io ciò che hai detto!!!
by stefanoComplimenti.
E magari sottovalutano l’importanza di avere dei contenuti di qualità e mirati al raggiungimento dell’obiettivo.
by RobertoConcordo. Ci sono siti con pr 2 o 3 ottimamente piazzati, e in alcuni casi anche con keywords molto competitive.
by CristinaAllora potete fare tutte le deduzioni che volete, ma bisogna partire dalla reale verità, senza scrivere a capocchia specialmente se si vuole essere autorevoli, ovunque sul web si possono reperire informazioni autorevoli in tal senso.
L’algoritmo completo per il calcolo del PageRank fa ricorso all’uso della teoria dei processi di Markov ed è classificato nella categoria degli algoritmi di Link Analysis Ranking. Dalla formula inizialmente sviluppata dai fondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page, è possibile comprendere come il PageRank viene distribuito tra le pagine:
PR[A]=(1 – d) + d\left (\frac{PR[T1]}{C[T1]} + … + \frac{PR[Tn]}{C[Tn]}\right )
Dove:
* PR[A] è il valore di PageRank della pagina A che vogliamo calcolare
* T1…Tn sono le pagine che contengono almeno un link verso A
* PR[T1] … PR[Tn] sono i valori di PageRank delle pagine T1 … Tn
* C[T1] … C[Tn] sono il numero complessivo di link contenuti nella pagina che offre il link
* d (damping factor) è un fattore deciso da Google e che nella documentazione originale assume valore 0,85. Può essere aggiustato da Google per decidere la percentuale di PageRank che deve transitare da una pagina all’altra e il valore di PageRank minimo attribuito ad ogni pagina in archivio.
Dalla formula si nota quindi che all’aumentare del numero di link complessivi dei siti che puntano ad A il PageRank aumenta.
by Nicola seo caterpillarEh ma qua, siamo alle solite del seo x seo = trentaseo. Senza voler offendere nessuno, continuo a rimanere dell’opinione che si faccia tanto fumo ma che di vera professionalità in questo campo ce ne sia davvero poca. Bastava andare su wiki a leggere….
by Andreas