Advertising online che non funziona…
Leggo oggi una notizia dell’ANSA:
L’80% dei navigatori su Internet nel Nordest ritiene che la pubblicita’ sul web sia un ostacolo alla navigazione dei siti. Il dato emerge da un sondaggio condotto on-line da ‘Adlab@go’, laboratorio di ricerca e pratica pubblicitaria dell’Universita’ di Udine a Gorizia. Il 69% afferma che spesso la pubblicita’ in rete viola la privacy; per il 39,8% e’ invadente. Gli ostacoli all’efficacia della pubblicita’ nascerebbero da eccessiva quantita’, invadenza e violazione privacy.
La pubblicità che da fastidio. Ma dai!!! Invece chi guarda al TV è contento di vedersi sottrarre tempo e attenzione ogni pochi minuti per assorbirsi spot a gogò’; o chi apre la cassetta della posta essere sommerso di volantini; o trovarsi la casella email sommersa di promozioni; o leggere giornali che per oltre il 50% del loro contenuto sono pieni di pubblicità esplicita e per un altro 30& di pubblicità non esplicita sottoforma di articoli o recensioni; o vedersi oscurare i paesaggi per vedere un bel tabellone con la promozione dell’ennesima tariffa di TIM….
Diciamo che la ricerca (che non ho trovato per intero in rete) non è interessante per aver evidenziato l’ovvio, ma perchè pone l’attenzione su come su Internet gli utenti siano molto più sensibili alle molestie dei marketer. Che per lo più si traducono in azioni di promozione con banner, soprattutto quelli che qualcuno, dopo il blocco automatico dei pop up da parte dei browser, è riuscito a rendere ancora rompipalle con finestre in java che si aprono davanti ai contenuti.
Se ne parla in questi giorni nel blog di Gianluca su spunto di un suo post sui Banner
Come ho scritto anche in un commento al post suddetto, pensare di fare pubblicità senza rompere le scatole agli utenti significa rinunciare ad una delle fasi fondamentali per vendere prodotti, quella della creazione dei (per la maggior parte falsi) bisogni che spingono le persone a cercare informazioni preliminari l’acquisto e, successivamente, a comprare.
E per fare ciò occorre innanzitutto che le persone ascoltino i messaggi dei marketer, e per ascoltarli o si pagano le persone (ma c’è il dubbio che tale ascolto non sia molto motivato), oppure occorre importunarle e costringerle ad ascoltare, rompendogli le scatole appunto.
Ecco, il banner oggi viene vissuto per lo più come uno strumento tipico dell’offline catapultato nell’online, con l’obbiettivo di intralciare la navigazione per distrarre l’utente e costringerlo a guardare uno spot.
Anche il nostro Studio si occupa di ADV online, con il focus soprattutto sui servizi meno invasivi di promozione, come l’advertising nei motori di ricerca (considerato marketing gradito sul filone degli strumenti di “Permission Marketing”), e personalmente quando un nostro cliente ci chiede di spingere con attività di promozione bannettara valutiamo con molta attenzione i metodi e i modi con cui realizzare tali campagne o a chi farle realizzare. Non sempre infatti la resa di tali campagne è giustificata da una parte (in termini di ROI), o funzionale dall’altra. E correre il rischio di riproporre i modelli della pubblicità offline nell’online non sempre ne vale la pena.











8 risposte to “Advertising online che non funziona…”
1 Vincenzo 25 luglio 2008 @ 16:00
La pubblicità ha sempre dato fastidio e continuerà a darlo. La pubblicità esisterà per sempre. Ogni tanto qualcuno fornirà i numeri e se ne continuerà a parlare.
E’ una ruota che gira
2 Sante 25 luglio 2008 @ 16:08
Non mi trova in accordo l’affermazione di Vincenzo secondo cui la pubblicità da sempre fastidio – le persone sono abituate alla pubblicità e la più intelligente diventa una forma di intrattenimento.
Penso che il senso della ricerca l’ha colto Andrea quando dice che gli utenti sono molto più sensibili alle molestie dei marketer – i popup, popunder, animazioni che ti si piazzano sullo schermo mentre vuoi leggere una notizia ed approdi ad un sito da una SERP o un feed … questo che che rompe e penso che se ne debba tenere conto
3 Vincenzo 25 luglio 2008 @ 16:13
In effetti mi sono espresso male, ma chiedendo a qualcuno: “Le piace la pubblicità?”, quanti rispondo SI su mille per esempio?
Spesso intrattiene e diverte, soprattutto se fatta bene, ma in se per se la pubblicità non diventerà mai un’amica dell’uomo.
4 Sante 25 luglio 2008 @ 16:20
Si, adesso è più chiaro cosa volevi dire, penso che però in fondo tutti si siano “abituati” all’idea di avere la pubblicità in TV e secondo me anche online, il punto è non diventare invasivi ed impertinenti
5 Vincenzo 25 luglio 2008 @ 16:23
Per fortuna mi sono spiegato
Penso che online sia più sentita perchè il web forse viene visto come un “mondo” nuovo e ritrovare la “vecchia amica” fa un po meno piacere. Questo a livello conscio, poi magari mentre pensano “che scocciatura quel pop-up”, inoltrano un viral a tutti gli amici
Appunto dico, è una ruota che gira. Se piacesse a tutti, non esisterebbero i professionisti.
6 Vittore Fotografo 26 luglio 2008 @ 06:26
La pubblicità… Invadente volgare e spesso non richiesta…
Proprio qui il problema di gran parte della pubbblicità on – line è non richiesta e non contestualizzata ai contenuti.
Poca pubblicità avvicinata a contenuti che verosimilmente l’utente ha cercato e a cui è interessato (AdSense) può essere ben accetta e se pertinente anche utile.
Utilizzare la pubblicità generalista e non profilata come nei media tradizionali da solo noia e infastidisce ancora di più.
7 nickel22 19 agosto 2008 @ 18:09
piurtroppo si trovano spesso pubblicità invadenti, ho visto siti fatti quasi esclusivamente da pubblicità.. e la gente si ricorda soprattutto il fastidio, però penso che se intelligente e discreto possa essere ben accettato.
Se poi si scelgono pubblicità originali e divertenti credo che possa quasi diventare un pregio..
comunque sempre meglio delle pubblicità della tv (anche quella pagata) che nelle scene madre parte con lo slogan di turno
8 Luciana Ciciriello 23 gennaio 2009 @ 20:21
Penso che non tutta la pubblicità infastidisca chi la subisce…a me piace notare la creatività con nuove idee (rara) di alcuni pubblicitari.
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