Il futuro della pubblicità

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Le tecniche attuali di pubblicità prevedono di bombardare il consumatore fino ad estenuarlo e indurlo in qualsiasi modo a fargli fare degli acquisti, tanto che qualcuno parla di truffa ai danni degli shopper. Leggo quindi con piacere articoli come quello di corriere.it “La rivoluzione della pubblicità” che tirano le orecchie ai principali e tradizionali  sistemi di pubblicità che poco valore aggiunto reale danno nel rapporto aziende-consumatori, e che mettono in evidenza come sul web gli attuali modello di relazione  e di promozione (su tutti Google e il search engine marketing) siano il futuro del marketing e del nuovo modo di dialogare tra venditori e compratori (bello il post di Marco sul Behavioral targeting).

Il pubblico, aiutato dalla tecnologia digitale, sviluppa anticorpi che gli consentono di ridurre la sua esposizione al bombardamento.(…) In poche parole, come dice qualcuno, c’è un consumatore che non vuole più farsi consumare.

Che questo sia vero lo confermano la maggior parte dei top manager che, intervistati da Accentur per una loro ricerca, prevedono che Internet diventerà il primo canale pubblicitario nei prossimi cinque anni.

Per chi ha un pò di tempo, potrebbe essere utile leggersi estratti della ricerca di IBM segnalata nell’articolo del corriereLa fine della pubblicità tradizionale che evidenzia i quattro fattori su cui dovrà basarsi il nuovo “fare” dei pubblicitari:

Cito dall’articolo di I-dome:

IBM è convinta che tutti gli operatori dovranno investire significativamente a favore di capacità di automazione e analisi del consumatore per ottenere una migliore comprensione sia degli utenti che delle modalità con le quali raggiungerli.

Per esempio, la pubblicità interattiva abbinata all’analisi del consumatore offre un’utile conoscenza circa chi ha visto e risposto a un’inserzione, anziché una semplice stima del numero di impression, permettendo di massimizzare ricavi e resa delle campagne.

Gli operatori dovranno inoltre capire se possiedono le risorse e le capacità appropriate per gestire un aumento delle promozioni marketing e delle pubblicità integrate. Infine, IBM osserva che il forte incremento del numero e della varietà di promozioni sta conducendo a superiori investimenti in tool per trasformare digitalmente e ridurre i costi dei workflow delle aziende – in particolare gestione dei contenuti, sviluppo creativo, produzione e processi di approvazione.

Una conferma che finalmente passo dopo passo la filosofia di internet può cambiare il mondo in meglio, e non a favore dei più grandi. Ragione queste che mi hanno spinto a fondare lo Studio e ad occuparmi di search engine marketing abbandonando i il mondo del marketing pubblicitario tradizionale (ne parlavo anche sin dal primo post di questo blog, quello in cui mi presentavo).



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17 luglio 2008 | Comunicazione, Search Marketing | commenti

2 risposte to “Il futuro della pubblicità”

  1. 1 Cinico Noalese 18 luglio 2008 @ 14:07

    “…Ragione queste che mi hanno spinto a fondare lo Studio e ad occuparmi di search engine marketing abbandonando i il mondo del marketing pubblicitario tradizionale…”

    E io che pensavo che avesse intravvisto l’affare con lungimiranza, invece è stata una scelta di puro ideale. A quando il nobel per la pace? Santo subito! :D

  2. 2 Andrea Cappello 18 luglio 2008 @ 16:27

    Dici che fare cose che piacciono e trasformarle in lavoro è cosa da santo? Non credo… Al contrario, credo sia cosa diabolica sforzarsi di fare cose che non piacciono per il vil denaro. Personalmente non ne sarei capace (se non forse per necessità).. :)

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di Andrea Cappello

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