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	<title>Commenti a: Le campagne SEM contribusicono alla truffa del secolo: lo shopping?</title>
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	<link>http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2008/06/28/le-campagne-sem-contribusicono-alla-truffa-del-secolo-lo-shopping/</link>
	<description>Pensieri e idee riguardo a: motori di ricerca, search engine marketing, web advertising, il marketing in rete e la comunicazione online, ma non solo. E gli articoli di Studio Cappello.</description>
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		<title>Di: Sonia Surico</title>
		<link>http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2008/06/28/le-campagne-sem-contribusicono-alla-truffa-del-secolo-lo-shopping/comment-page-1/#comment-13298</link>
		<dc:creator>Sonia Surico</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 08:47:40 +0000</pubDate>
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		<description>A livello etico e sociologico le affermazioni di Benjamin Barber sono condivisibile dalla maggior parte di tutti noi. Tuttavia il Search Engine Marketing va completamente in contrasto con la visione di marketing tradizionale poichè siamo noi utenti a decidere cosa è più utile per noi a livello di informazioni e QUALITA&#039; di contenuti. Quindi, come dici tu, il Web 2.0 e non solo, anche il SEM, sta capovolgendo (non completamente è ovvio) la comunicazione tra azienda e consumatore, forse perchè la collettività un esame di coscienza se l&#039;è già fatto. Dire che le campagne SEM contribuiscono alla truffa del secolo secondo me è non solo esagerato ma potrebbe creare ulteriore confusione sull&#039;argomento che, soprattutto in Italia, tra le aziende è purtroppo ancora poco diffuso. Il SEM è uno strumento che aiuta anche le piccole medie imprese ad essere più visibili e raggiungibile dal proprio target a costi bassi e in modo immediato grazie alla teoria della Lunga Coda (http://it.wikipedia.org/wiki/Coda_lunga). Un modello di marketing più &quot;democratico&quot; di questo credo che non sia mai esistito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A livello etico e sociologico le affermazioni di Benjamin Barber sono condivisibile dalla maggior parte di tutti noi. Tuttavia il Search Engine Marketing va completamente in contrasto con la visione di marketing tradizionale poichè siamo noi utenti a decidere cosa è più utile per noi a livello di informazioni e QUALITA&#8217; di contenuti. Quindi, come dici tu, il Web 2.0 e non solo, anche il SEM, sta capovolgendo (non completamente è ovvio) la comunicazione tra azienda e consumatore, forse perchè la collettività un esame di coscienza se l&#8217;è già fatto. Dire che le campagne SEM contribuiscono alla truffa del secolo secondo me è non solo esagerato ma potrebbe creare ulteriore confusione sull&#8217;argomento che, soprattutto in Italia, tra le aziende è purtroppo ancora poco diffuso. Il SEM è uno strumento che aiuta anche le piccole medie imprese ad essere più visibili e raggiungibile dal proprio target a costi bassi e in modo immediato grazie alla teoria della Lunga Coda (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coda_lunga)" rel="nofollow">http://it.wikipedia.org/wiki/Coda_lunga)</a>. Un modello di marketing più &#8220;democratico&#8221; di questo credo che non sia mai esistito.</p>
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		<title>Di: Andrea Cappello</title>
		<link>http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2008/06/28/le-campagne-sem-contribusicono-alla-truffa-del-secolo-lo-shopping/comment-page-1/#comment-12635</link>
		<dc:creator>Andrea Cappello</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 14:20:36 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Calandra
vediamo allora di chiarirci le idee... :)

In primis per DEM si intendono azioni di promozione tramite email su database autorizzati, sia aziendali che di terzi. Ogni qualvolta compili un form o un modulo, molto spesso le aziende ti chiedono non solo l&#039;autorizzazione a inviarti pubblicità, ma anche di cedere il tuo dato a terzi.

In secondo luogo, i concetto di &quot;permesso&quot; di Godin non è da intendersi dal punto di vista legale (come hai fatto tu), ma sul fatto che è l&#039;utente ad autorizzare e richiedere la pubblicità, cosa che avviene d esempio quando sfoglia le pagine gialle o interroga un motore di ricerca per trovare informazioni.

Ogni volta che un utente riceve un&#039;email contenete uno spot, di fatto subisce un&#039;azione di interrupt marketing, a meno che questa email non sia conseguente ad azioni di richiesta informazioni precise da parte dell&#039;utente (ad esempio chiedendo ad un&#039;azienda di avvisarmi sulla commercializzazione dei suoi nuovi prodotti).

Per quel che riguarda &quot;spingere artificialmente la link popularity&quot; non sono d&#039;accordo. Qualsiasi risultato compaia a seguito di una ricerca ai primi posti su un motore di ricerca e abbia attinenza con la query digitata, è un&#039;azione di permission marketing. Casomai potrà piacerti o meno il modo in cui un risultato compaia o meno prima di un altro, ma questo è un discorso puramente soggettivo e che non c&#039;entra con il nostro discorso.

Potrebbe essere d&#039;interrupt marketing il posizionare siti con contenuti non attinenti alle query digitate dagli utenti, ma qui per fortuna Google interviene abbastanza bene riconoscendo chi bara ed eliminandolo dalle serp.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Calandra<br />
vediamo allora di chiarirci le idee&#8230; <img src='http://www.searchadvertising.it/marketingblog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>In primis per DEM si intendono azioni di promozione tramite email su database autorizzati, sia aziendali che di terzi. Ogni qualvolta compili un form o un modulo, molto spesso le aziende ti chiedono non solo l&#8217;autorizzazione a inviarti pubblicità, ma anche di cedere il tuo dato a terzi.</p>
<p>In secondo luogo, i concetto di &#8220;permesso&#8221; di Godin non è da intendersi dal punto di vista legale (come hai fatto tu), ma sul fatto che è l&#8217;utente ad autorizzare e richiedere la pubblicità, cosa che avviene d esempio quando sfoglia le pagine gialle o interroga un motore di ricerca per trovare informazioni.</p>
<p>Ogni volta che un utente riceve un&#8217;email contenete uno spot, di fatto subisce un&#8217;azione di interrupt marketing, a meno che questa email non sia conseguente ad azioni di richiesta informazioni precise da parte dell&#8217;utente (ad esempio chiedendo ad un&#8217;azienda di avvisarmi sulla commercializzazione dei suoi nuovi prodotti).</p>
<p>Per quel che riguarda &#8220;spingere artificialmente la link popularity&#8221; non sono d&#8217;accordo. Qualsiasi risultato compaia a seguito di una ricerca ai primi posti su un motore di ricerca e abbia attinenza con la query digitata, è un&#8217;azione di permission marketing. Casomai potrà piacerti o meno il modo in cui un risultato compaia o meno prima di un altro, ma questo è un discorso puramente soggettivo e che non c&#8217;entra con il nostro discorso.</p>
<p>Potrebbe essere d&#8217;interrupt marketing il posizionare siti con contenuti non attinenti alle query digitate dagli utenti, ma qui per fortuna Google interviene abbastanza bene riconoscendo chi bara ed eliminandolo dalle serp.</p>
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		<title>Di: Calandra</title>
		<link>http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2008/06/28/le-campagne-sem-contribusicono-alla-truffa-del-secolo-lo-shopping/comment-page-1/#comment-12631</link>
		<dc:creator>Calandra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 10:18:44 +0000</pubDate>
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		<description>Generalizzare e definire le DEM come strumento di interrupt marketing significa avere le idee poco chiare e fare proprio un equivoco diffuso: per definizione la DEM si basa sull&#039;opt-in e viene utilizzata prevalentemente come strumento verso coloro che sono già propri clienti.

Se generalizzassimo in questo modo, per analogia anche spingere artificialmente la link popularity per inserirsi all&#039;interno di una SERP rappresenta &quot;interrupt marketing&quot;, infatti mi sto intromettendo  nelle ricerche dell&#039;utente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Generalizzare e definire le DEM come strumento di interrupt marketing significa avere le idee poco chiare e fare proprio un equivoco diffuso: per definizione la DEM si basa sull&#8217;opt-in e viene utilizzata prevalentemente come strumento verso coloro che sono già propri clienti.</p>
<p>Se generalizzassimo in questo modo, per analogia anche spingere artificialmente la link popularity per inserirsi all&#8217;interno di una SERP rappresenta &#8220;interrupt marketing&#8221;, infatti mi sto intromettendo  nelle ricerche dell&#8217;utente.</p>
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		<title>Di: Andrea Cappello</title>
		<link>http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2008/06/28/le-campagne-sem-contribusicono-alla-truffa-del-secolo-lo-shopping/comment-page-1/#comment-12622</link>
		<dc:creator>Andrea Cappello</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 10:32:51 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Paola
Ho ripreso il termine forte utilizzato da Benjamin Barber perchè bene evidenzia come il fare shopping sia diventata un&#039;attività oltromodo motivata da finti bisogni e ricerca di gratificazioni che il bombardamento pubblicitario ha interiorizzato nella cultura e nel dna delle persone. Truffa quindi, perchè lo shopping smodato per pura gratificazione fa guadagnare alcuni sfruttando i finti bisogni di altri. E&#039; truffa il tipo di shopping che crea gratificazione nel momento dell&#039;acquisto e del possesso, più che nel confort o nell&#039;utilizzo dell&#039;oggetto comprato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Paola<br />
Ho ripreso il termine forte utilizzato da Benjamin Barber perchè bene evidenzia come il fare shopping sia diventata un&#8217;attività oltromodo motivata da finti bisogni e ricerca di gratificazioni che il bombardamento pubblicitario ha interiorizzato nella cultura e nel dna delle persone. Truffa quindi, perchè lo shopping smodato per pura gratificazione fa guadagnare alcuni sfruttando i finti bisogni di altri. E&#8217; truffa il tipo di shopping che crea gratificazione nel momento dell&#8217;acquisto e del possesso, più che nel confort o nell&#8217;utilizzo dell&#8217;oggetto comprato.</p>
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		<title>Di: paola</title>
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		<dc:creator>paola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 17:35:46 +0000</pubDate>
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		<description>bello l&#039;articolo.
ma perchè truffa nel titolo?
shopping = truffa?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bello l&#8217;articolo.<br />
ma perchè truffa nel titolo?<br />
shopping = truffa?</p>
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