Che motore di ricerca preferiscono gli utenti? Quello di default

di Andrea Cappello

HP venderà in USA e Canada computer con impostato nel browser il motore di ricerca Microsoft invece di Yahoo!. In America Google detiene una quota minore delle ricerche rispetto Europa: Google detiene una quota del 61,6% (a marzo era del 59,8%), Yahoo! è al secondo posto con il 20,4%, Microsoft al terzo con il 9,1%, seguita da AOL (4,6%) e Ask.com (4,3%). In Europa si accaparra fino al 85%.

Una delle ragioni sul maggiore o minore utilizzo nei motori di ricerca è che il 40% degli utenti usa il motore di ricerca proposto di default dal browser installato senza cambiarlo. E così, ancora una volta Microsoft ha pensato di imporre i suoi prodotti non tanto per la loro qualità ma sfruttando la situazione di monopolio in cui è riuscita a trovarsi con i PC dove di fatto si è obbligati a utilizzare il sistema operativo con più bug e service pack che si conosca. Ci sta anche provando pagando gli utenti che non utilizzano Google a favore di Live, dopo aver fallito nel tentativo di comprarsi una quota di mercato delle ricerche con l’acquisizione mancata di Yahoo!

Questo dato, così come fa notare l’articolista della Stampa, fa riflettere sui quanto i consumatori si fidano delle aziende, credendo che vengano loro proposte le soluzioni migliori in un libero mercato. E fa riflettere anche di quanto Google sia riuscita ad imporsi al contrario sul mercato per la reale qualità dei suoi prodotti e per la sua filosofia aziendale.

Ma non c’è certo da stare allegri e da non preoccuparsi. Personalmente credo che l’attuale monopolio di Google sulla pubblicità in rete è ancora più redditizio e pericoloso del monopolio di Microsoft con Windows. Ha permesso a Google di crescere velocemente e di puntellare la sua presenza in tutti i servizi strategici che gli utenti sfruttano per vivere la rete. Con i competitor principali che stanno a guardare come colpiti da un gancio al volto che li ha storditi apparentemente in maniera irreversibile, sembra strano che nessuno faccia nulla per modificare l’inerzia creata. Stiamo alla finestra.

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4 giugno 2008 | Search Marketing | commenti

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