Enterprise 2.0: il nuovo modo di fare azienda

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Il Web 2.0 ha introdotto strumenti e filosofie di relazione che stanno “sconvolgendo” anche il modo di operare delle aziende.

Diffusione delle notizie senza filtri o controlli o censure; reperibilità delle informazioni sulle aziende, i loro prodotti, il loro modo di operare; possibilità di discussione reale e immediata da parte del personale interno delle aziende ma anche degli utenti e dei loro clienti; ambienti di confronto e di “socializzazione” che permettono agli utenti di approfondire la conoscenza, creare e farsi un’idea dell’immagine aziendale e della sua essenza; possibilità di collaborare e comunicare a più livelli riducendo le distanze orizzontali e verticali del personale aziendale; processi di comunicazione in cui gli attori di tutto l’universo di riferimento aziendale possono avere un peso rilevante; non sono che alcuni degli elementi di innovazione che stanno portando le aziende verso nuovi modelli di business racchiusi sotto la dicitura “Enterprise 2.0“.

La School ogf Management del politecnico di Milano ha creato l’osservatorio Enterprise 2.0 per capire come stanno le cose in Italia.

Ne emerge un datro interessante. Tra i 70 CEO intervistati si crede che il modello del Social Enterpirse sarà il più seguito. Tale modello ricalca molti dei principi del Social Network e si basa in sostanza sulla possibilità di accedere e condividere informazioni (senza alcun limite di quantità) in modo immediato ed economico, superando gli attuali limiti geografici temporali ed economici che attualmente invece sono un grande freno al quale sia aggiungono le barriere volute spesso dalle aziende stesse per proteggere i loro segreti o ancor più spesso per nascondere i loro difetti.

Dalla ricerca emerge però che oltre il 70% del management è poco o per nulla interessato a tali fenomeni, dimostrando una poca lungimiranza verso un fenomeno che sarà la vera nuova rivoluzione dei mercati.

Tra gli strumenti tipici del Social Network, ad esempio, meno del 36% dice di conoscere il blog e chi li utilizza sono meno del 10%; e anche se circa il 75% degli intervistati dice di sapere cosa sono RSS Wiki e Social Network, in realtà meno del 20% li utilizza.

Enterprise 2.0 è la nuova sfida per le aziende, che per ora molti CEO sembrano non cogliere.
Indovinate a vantaggio di chi?

23 maggio 2008 | Social Media Marketing | commenti

2 risposte to “Enterprise 2.0: il nuovo modo di fare azienda”

  1. 1 Roberto 24 maggio 2008 @ 15:52

    Avevo sentito anch'io di questi dati (anche la percentuale dei CIO è in linea a quella del CEO) l'altra settimana al web 2.0 Expo.

    Trovo molto grave che chi deve disegnare le strategie di un'azienda non riesca a comprendere le opportunità offerte dal web 2.0.

    La mia impressione, che avevo già esposto mesi fa a Layla Pavone, è che le aziende in Italia NON vogliono il web 2.0, sia al loro interno che nei rapporti con i propri clienti.

    Le aziende (non tutte ma in larga maggioranza) NON vogliono mettersi sullo stesso piano dei dipendenti e dei clienti, non vogliono "ascoltare", sanno comunicare ma non sanno dialogare.

    Le aziende hanno paura di mettersi in discussione, accettando anche critiche e dissensi.

    Le aziende hanno paura di creare "emergency state" a fronte di opinioni negative presenti sul web anche solo per poche ore.

    Le aziende non hanno capito che DEVONO presidiare (altro concetto esposto al Web 2.0 expo) anche le discussioni negative.

    Se io cerco informazioni su problemi legati ad un prodotto tramite un motore di ricerca, in cima alle serp quasi mai comparirà un link ufficiale dell'azienda che lo produce, ma solo i commenti negativi degli utenti; saranno quindi questi ultimi (i cosiddetti opinion leader) a condizionare le scelte di acquisto degli altri utenti.

    Non è da sottovalutare nemmeno l'aspetto che uno dei plus offerti dagli strumenti del web 2.0 è quello di poter MISURARE finemente i risultati, a differenza di quanto avviene con i media tradizionali.

    Purtroppo capita spesso di imbattersi in figure aziendali che preferiscono "interpretare" i risultati della propria area di competenza.

    Concludo dicendo che un aspetto non di poco conto e molto dibattuto è quello di individuare CHI all'interno di una azienda debba sovraintendere alle strategie legate al web 2.0.

    Marketing? IT? Area commerciale? La verità è che nessuna di queste aree, da sola, ha le competenze per affrontare questa sfida da sola.

    Io a riguardo condivido pienamente l'idea di Marco Camisani Calzolari, che ipotizza una struttura parallela e con risorse eterogenee all'interno delle aziende.

    Però voglio proprio vedere quali aziende avranno il coraggio e la saggezza per affrontare una riorganizzazione interna di questo tipo.

    Però, come dici giustamente tu, chi non saprà cogliere le opportunità e rinnovarsi, tra qualche anno si ritroverà inesorabilmente tagliato fuori dal mercato; il mondo va avanti anche senza di noi.

  2. 2 Piero 27 maggio 2008 @ 09:47

    Roberto…

    le Aziende hanno…

    buonsenso!!

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