Turismo online: crescere con l’imbarazzo
Internet e i motori di ricerca stanno al turismo come un motore potente sta in una macchina di formula1. Lo sappiamo tutti, lo sanno i web-dipendenti ma lo sanno anche gli utenti occasionali della rete. lo sanno i tour operator internazionali come i piccoli affitta stanze di periferia. E’ una cosa ovvia, risaputa, scontata. Se c’è qualcosa da scoprire è quanto potente è questo motore e quanto veloce corre la macchina (ho scritto qualcosa in merito sui MyMarketing). Non a caso una buona parte dei contatti di richiesta informazioni alla nostra azienda e alle aziende di settore proviene proprio dal mondo del travel…
Possibile quindi che su un business che vale migliaia di milioni di Euro per un paese come il nostro si debba provare tanto imbarazzo?
14 risposte to “Turismo online: crescere con l’imbarazzo”
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1 Vincenzo 4 febbraio 2008 @ 15:05
Un imbarazzo nazionale senz’altro, ma una manna per chi opera nel settore.
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2 Marco Dal Pozzo 4 febbraio 2008 @ 19:20
Ciao Andrea!
Non riesco a capire il dubbio che esprimi con l’interrogativo a fine post!Se parli dell’imbarazzo che e’ ha generato il progetto italia.it riguardo allo sperpero di denaro pubblico, io credo che ci possa stare (non e’ certo il caso di ripetere quanto da molte/troppe parti e’ stato gia’ detto)!
[Che poi da pochissime parti s'e' detto della compliance rispettata ai Web Standards; oppure che troppo presto s'e' fatto a dire che tutti i milioni erano stati spesi (e sappiamo adesso che non e' cosi), beh, questo e' un altro discorso...]
Ma tu, Andrea, a cosa ti riferisci?
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3 Andrea Cappello 5 febbraio 2008 @ 11:30
Ciao Marco.
Il mio imbarazzo è per le persone che ci rappresentano, imbarazzo misto a disgusto perchè mi sembra che il loro modo di operare (arraffare senza saper fare) faccia oramai parte della cultura del nostro paese… -
4 Marco Dal Pozzo 5 febbraio 2008 @ 15:39
Andrea,
se anche noi, da questa parte, fossimo stati almeno un po’ in grado di fare quello che avevamo detto di fare, allora avremmo avuto ragione a fare la voce grossa
Si, e’ vero, il portale e le vicende che lo hanno accompagnato dalla nascita alla cancellazione, sono uno specchio di una realta’ piu’ ampia…
Pero’ anche noi avremmo potuto FARE di piu’!!!
Ma diciamo che siamo ancora in tempo. Che dici tu?
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5 Andrea Cappello 5 febbraio 2008 @ 18:03
Non capisco a che “fare” ti riferisci, Marco. Ma credo che contro il “male oscuro” ci voglia la forza bruta o eroica di qualche gladiatore.
Ma confido nel potere della rete!
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6 Marco Dal Pozzo 5 febbraio 2008 @ 22:06
Andrea, mi riferisco proprio alla rete

E alle iniziative che erano animate dalla voglia di ridisegnare il portale e che poi purtroppo si sono sciolte!Allargando poi il discorso…
La rete ha un potere enorme (d’accordissimo con te!) ma bisogna saperlo sfruttare e cioè che a tanti buoni propositi si sappia poi far seguire anche l’azione
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7 Andrea Cappello 6 febbraio 2008 @ 10:41
mi sembra che la rete il suo lavoro di far emergere l’ennesimo scandalo made in italy lo ha fatto e bene, con il tam tam…
per quel che riguarda i contributi gratuiti a mò di commento sul portale, sono stati interessanti (almeno quei pochi che ho seguito), ma è ingenuo credere che le persone regalino il loro tempo per un progetto su cui hanno lucrato i soliti noti, e soprattutto quando non vi è nessun riscontro reale di utilità, in questo caso ne pubblica ne privata. Il progetto colosso di Ialia.it abbisogna di ben altro che di supporto gratuito della comunità online. In primis di committenti e fornitori all’altezza, visto che i soldi c’erano, anche troppi.. -
8 Marco Dal Pozzo 7 febbraio 2008 @ 13:00
Sono d’accordo ancora una volta con te Andrea
ma…Forse vivo nel paese delle meraviglie ma ad iniziative come Ritalia io avevo creduto!
Oltretutto, come di recente ho scoperto, non tutto quanto del portale era da buttare via (vedi compliance ai Web Standards): sarebbe stato (e potrebbe esserlo ancora) un buon punto di partenza…
Sarebbe interessante vedere le reazioni anche di altri a questa discussione anche perche’ capirei la noia di chi vede rispondere solo me
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9 Marco Fortis 7 febbraio 2008 @ 13:18
Ciao Marco. Credo che Andrea abbia ragione. Nel caso di italia.it si è un pò straparlato e al solito, si è confuso l’utile sociale con l’utile for business. Probabilmente qualcuno ha cercato di cogliere l’iniziativa per farsi notare, di solito dilettanti (nel senso più tecnico del termine) che non hanno messo in conto il tempo e la difficoltà che il rifacimento di un progetto del genere comporta.Ma più che rifare il progetto ci sarebbe da cambiare le perosne che lo hanno commissionato e tutta la filiera dei magnamagna che ha portato al fallimento (prevedibile e annunciato) del progetto.
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10 Vincenzo 7 febbraio 2008 @ 13:30
Ma un bell’appalto a livello nazionale per rimettere in sesto il progetto no?
La cosa peggiore secondo me è che sono rimasti un po troppo fermi a guardare la nave affondare… -
11 Seolab 7 febbraio 2008 @ 13:40
ma qualcuno ha veramente creduto o sperato che da un progetto come italia.it nascesse qualcosa? la bandabassotti ha un suo credo che funziona a dovere: promettere, stanziare, incassare e poi, a fronte delle delusioni, ripromettere ristanziare reincassare, e così via… tanto poi li rivotiamo, branco di riconglioniti che non siamo altro!
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12 Marco Dal Pozzo 7 febbraio 2008 @ 14:19
@Marco
l’ho detto: forse credo di essere Alice nel Paese delle meraviglie. Ma poi ricadere sulla terra e scontrarsi con la realta’ non e’ una buona ragione per accettare supinamente lo stato delle cose
@Seolab
Io c’ho creduto… -
13 napoli 8 febbraio 2008 @ 13:31
D’altronde come in tutti i settori anche in questo siamo sotto la media europea!!!!
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14 pippo2 6 giugno 2008 @ 13:11
Siamo di Esperia societa’ che si occupa di turismo, vorremmo scambiare informazioni con il suo sito in modo di aumentare la visibilità di entrambi.
Per eventuali comunicazioni puo far riferimento alla mia posta elettronicadistinti saluti staff area web marketing Esperia
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Un imbarazzo nazionale senz’altro, ma una manna per chi opera nel settore.
by VincenzoCiao Andrea!
Non riesco a capire il dubbio che esprimi con l’interrogativo a fine post!
Se parli dell’imbarazzo che e’ ha generato il progetto italia.it riguardo allo sperpero di denaro pubblico, io credo che ci possa stare (non e’ certo il caso di ripetere quanto da molte/troppe parti e’ stato gia’ detto)!
[Che poi da pochissime parti s'e' detto della compliance rispettata ai Web Standards; oppure che troppo presto s'e' fatto a dire che tutti i milioni erano stati spesi (e sappiamo adesso che non e' cosi), beh, questo e' un altro discorso...]
Ma tu, Andrea, a cosa ti riferisci?
by Marco Dal PozzoCiao Marco.
by Andrea CappelloIl mio imbarazzo è per le persone che ci rappresentano, imbarazzo misto a disgusto perchè mi sembra che il loro modo di operare (arraffare senza saper fare) faccia oramai parte della cultura del nostro paese…
Andrea,
se anche noi, da questa parte, fossimo stati almeno un po’ in grado di fare quello che avevamo detto di fare, allora avremmo avuto ragione a fare la voce grossa
Si, e’ vero, il portale e le vicende che lo hanno accompagnato dalla nascita alla cancellazione, sono uno specchio di una realta’ piu’ ampia…
Pero’ anche noi avremmo potuto FARE di piu’!!!
Ma diciamo che siamo ancora in tempo. Che dici tu?
by Marco Dal PozzoNon capisco a che “fare” ti riferisci, Marco. Ma credo che contro il “male oscuro” ci voglia la forza bruta o eroica di qualche gladiatore.
by Andrea CappelloMa confido nel potere della rete!
Andrea, mi riferisco proprio alla rete
E alle iniziative che erano animate dalla voglia di ridisegnare il portale e che poi purtroppo si sono sciolte!
Allargando poi il discorso…
La rete ha un potere enorme (d’accordissimo con te!) ma bisogna saperlo sfruttare e cioè che a tanti buoni propositi si sappia poi far seguire anche l’azione
by Marco Dal Pozzomi sembra che la rete il suo lavoro di far emergere l’ennesimo scandalo made in italy lo ha fatto e bene, con il tam tam…
by Andrea Cappelloper quel che riguarda i contributi gratuiti a mò di commento sul portale, sono stati interessanti (almeno quei pochi che ho seguito), ma è ingenuo credere che le persone regalino il loro tempo per un progetto su cui hanno lucrato i soliti noti, e soprattutto quando non vi è nessun riscontro reale di utilità, in questo caso ne pubblica ne privata. Il progetto colosso di Ialia.it abbisogna di ben altro che di supporto gratuito della comunità online. In primis di committenti e fornitori all’altezza, visto che i soldi c’erano, anche troppi..
Sono d’accordo ancora una volta con te Andrea
ma…
Forse vivo nel paese delle meraviglie ma ad iniziative come Ritalia io avevo creduto!
Oltretutto, come di recente ho scoperto, non tutto quanto del portale era da buttare via (vedi compliance ai Web Standards): sarebbe stato (e potrebbe esserlo ancora) un buon punto di partenza…
Sarebbe interessante vedere le reazioni anche di altri a questa discussione anche perche’ capirei la noia di chi vede rispondere solo me
by Marco Dal PozzoCiao Marco. Credo che Andrea abbia ragione. Nel caso di italia.it si è un pò straparlato e al solito, si è confuso l’utile sociale con l’utile for business. Probabilmente qualcuno ha cercato di cogliere l’iniziativa per farsi notare, di solito dilettanti (nel senso più tecnico del termine) che non hanno messo in conto il tempo e la difficoltà che il rifacimento di un progetto del genere comporta.Ma più che rifare il progetto ci sarebbe da cambiare le perosne che lo hanno commissionato e tutta la filiera dei magnamagna che ha portato al fallimento (prevedibile e annunciato) del progetto.
by Marco FortisMa un bell’appalto a livello nazionale per rimettere in sesto il progetto no?
by VincenzoLa cosa peggiore secondo me è che sono rimasti un po troppo fermi a guardare la nave affondare…
ma qualcuno ha veramente creduto o sperato che da un progetto come italia.it nascesse qualcosa? la bandabassotti ha un suo credo che funziona a dovere: promettere, stanziare, incassare e poi, a fronte delle delusioni, ripromettere ristanziare reincassare, e così via… tanto poi li rivotiamo, branco di riconglioniti che non siamo altro!
by Seolab@Marco
l’ho detto: forse credo di essere Alice nel Paese delle meraviglie. Ma poi ricadere sulla terra e scontrarsi con la realta’ non e’ una buona ragione per accettare supinamente lo stato delle cose
@Seolab
by Marco Dal PozzoIo c’ho creduto…
D’altronde come in tutti i settori anche in questo siamo sotto la media europea!!!!
by napoliSiamo di Esperia societa’ che si occupa di turismo, vorremmo scambiare informazioni con il suo sito in modo di aumentare la visibilità di entrambi.
Per eventuali comunicazioni puo far riferimento alla mia posta elettronica
distinti saluti staff area web marketing Esperia
by pippo2