La percepibilità dei contenuti online

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Ogni informazione e ogni comando necessario per l’utilizzo del prodotto dovrebbe essere sempre chiaramente percepibile, senza informazioni estranee o ridondanti

Un principio chiaro e illuminante che dovrebbe essere metabolizzato da chi si preoccupa di generare contenuti per il web leggibili e funzionali. Ne parla ampiamente con un articolo da leggersi con attenzione Maurizio Boscarol.

La conoscenza dei modelli mentali con cui gli utenti percepiscono le informazioni sul web sono effettivamente ancora poco conosciuti ma stanno alla base di interfacce di siti web che funzionano e di contenuti che vengono percepiti e ricordati con un valore che “l’emittente vorrebbe che sia”. Concordo con Maurizio quando dice che le informazioni che si vogliono che gli utenti percepiscano devono essere immediatamente raggiungibili dalla pagina in cui ci si trova senza utilizzare strumenti a comparsa (es menù a tendina, pop up, …) e senza uno “sforzo di ricerca” nella pagina da parte del navigatore, ne tanto meno forzandolo a scovare i riferimenti utilizzando strumenti di navigazione fuori standard (ad esempio i link non sottolineati).

In sostanza, meno si propongo modelli di interpretazione e funzionamento rispetto gli standard dell’usabilità agli utenti (Jacob Nielsen docet), più facilmente l’utente riuscirà a trovare le informazioni in tempi brevi e in modo facilitato senza costringerlo a sforzi di cognitivi per l’apprendimento delle nuove interfacce, sforzi che non sempre è disposto a fare o riesce a fare in caso di interfacce complesse (proprie ad esempio della maggior parte dei siti in flash).

Naturalmente anche formattazione del testo, dei paragrafi, grafica e immagini incidono nell’efficacia della percezione e nella creazione del valore.

I consigli finali di Maurizio quindi sono pienamente condivisi, e caldamente consigliati a chi si occupa di informazione online. Molti dei principali quotidiani o portali informativi in rete, infatti, pongono attenzione al contenuto (la notizia) tralasciando il contenitore (la pagina, la formattazione e il sito), mancando in tal modo il vero loro obbiettivo: fare raggiungere il messaggio al destinatario con la minor distorsione possibile dei contenuti (cosa che accade quando non vengono letti con facilità) e con il maggior valore informativo possibile spesso “collegato” ad altre pagine on e off site. Esempi (negativi): il giornale, Ansa, Agi.



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11 dicembre 2007 | Web Copywriting | commenti

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di Andrea Cappello

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