Il governo vuole affossare il Social Network, perchè funziona!
Se non ne sei al corrente, è stato varato un disegno di legge che vorrebbe mettere il bavaglio alla blogosfera, limitando la libertà di
espressione dei cittadini e introducendo la registrazione al ROC (Registro Operatori della Comunicazione), e probabilmente anche una internet tax per tutti i blog italiani, e anche per i forum a carattere informativo, che sarebbero così assimilati ad organi di stampa, con la responsabilità civile e penale del creatore su tutti i contenuti e anche sui commenti.
Ecco gli interventi più importanti a difesa di Internet:
Valentino Spataro di Civile.it che per primo ha scoperto il disegno di legge di Agosto:
L’intervento di Beppe Grillo
Punto Informatico
Master New Media
Diggita
Montemagno SKY tg24
Repubblica
Da quest’ultimo articolo riporto una spiegazione di cosa sta accadendo fornita da uno specialista:
Spiega Sabrina Peron, avvocato e autrice del libro “La diffamazione tramite mass-media” (Cedam Editore): “La vecchia legge sulle provvidenze all’editoria, quella del 2001, non estendeva ai siti Internet l’articolo 13 della Legge sulla Stampa. Detto in parole elementari, la diffamazione realizzata attraverso il sito era considerata semplice. Dunque le norme penali la punivano in modo più lieve. Questo nuovo disegno di legge, invece, classifica la diffamazione in Internet come aggravata. Diventa a pieno una forma di diffamazione, diciamo così, a mezzo stampa”. Anche Internet, quindi, entrerebbe a pieno titolo nell’orbita delle norme penali sulla stampa. Ne può conseguire che ogni sito, se tenuto all’iscrizione al ROC, debba anche dotarsi di una società editrice e di un giornalista nel ruolo di direttore responsabile. Ed entrambi, editore e direttore del sito, risponderebbero del reato di omesso controllo su contenuti diffamatori. Questo, ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale.
Il decreto del governo mira effettivamente a colpire i prodotti for business ma anche quelli amatoriali:
“Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative”
In rete è gia partita la petizione per salvare internet.
Se lo scopo del decreto era fermare la diffamazione, non si capisce perchè per farlo di debba affossare l’informazione (guarda caso , soprattutto quella non di parte).
In ogni caso l’episodio è significativo, non tanto per gli improbabili esiti del decreto che dubito avrà effetti reali, ma per illuminarci per l’ennesima volta, casomai ce ne fosse bisogno. sull’estrema miopia e e-ignoranza dei nostri governatori da una parte, e sullo stato della libertà di informazione in Italia.











3 risposte to “Il governo vuole affossare il Social Network, perchè funziona!”
1 spiderpanoz 22 ottobre 2007 @ 20:02
vergognoso!
sarà contento grillo..;-)
2 Denis 22 ottobre 2007 @ 23:02
quanto ho letto in questo tuo post credo sia davvero pericoloso per la blogsfera..
dovremmo divulgare le nostre opinioni a tutti per cercare di fare il possibile per fermare questa situazione..
io ho preso spunto dal tuo post per scrivere il mio primo post sul mio blog, spero possa servire a qualcosa!
http://marketing-blogging.blogspot.com/
3 Fiamma 26 ottobre 2007 @ 05:53
Anche il mio blog ne ha parlato il 20/10
E’ uno dei segnali allarmanti perche’ va oltre la manifesta intenzione di “regolamentare” la blogsfera.
E’ un disegno in odor di censura, di limitazione alla liberta’ di espressione.
E’ inquietante l’intenzione, al di la’ del concreto “aggiustamento” promesso e da noi auspicato.
Il carattere restrittivo implicito nel provvedimento – qualunque siano le sorti – esprime disagio e confusione: segnali di democrazia malata.
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