Pubblicità supercontestualizzata sugli affari nostri

di Andrea Cappello

Il brevetto che Microsoft vorrebbe registrare prevederebbe di generare pubblicità all’utente andando oltre le contestualizzazione dei messaggi pubblicitari sue pagine web o la navigazioni online (modello attuale), ma mirando direttamente alle esigenze che potrebbero emergere da una completa scansione dell’hard disk dell’utente, esponendo gli spot direttamente sui software applicativi.

Con il nuovo sistema di advertising di Microsoft, il componente incaricato a capire cose utili sull’utente potrebbe essere addirittura “parte integrante del sistema operativo”. I componenti software presenti negli hard disk avranno il compito di “ricevere e processare i dati contestuali, raffinarli, richiedere l’advertising da un’azienda, ricevere e ritrasmettere l’advertising ad un client di visualizzazione per la presentazione su schermo e passare i dati di feedback all’operatore pubblicitario”.

Potenzialmente potrebbe essere interessante quello di fornire della pubblicità molto mirata, che nelle menti dei progettisti sarebbe quasi una sorta di aiuto più che uno spot che viene fornito all’utente fornendogli informazioni utili e contestuali alle sue esigenze e ai suoi interessi.

Ma come è possibile prevedere di potere a insaputa quasi degli utenti (come oggi sta accadendo) poter scandagliare le informazioni della sua vita privata?
Ma se anche vi fosse un improbabile consenso degli utenti strappato con inganni, omaggi e promesse, come si può ancora oggi prevedere che tali informazioni vengano fatte girare per la rete che oramai è assodato è facilmente bacabile a qualsiasi livello (a tal proposito invito caldamente a chi non lo avesse ancora fatto a vedere il film di Diario su come l’informatica abbia permesso di quasi realizzare un colpo di stato in Italia alle ultime votazioni)?

Certo, per ora Microsoft vuole assicurarsi il brevetto su un’idea che sicuramente sarebbe la manna dei pubblicitari. Nel frattempo mi chiedo però come mai queste belle aziende (Google e Yahoo! in primis) continuano a incamerare dati su di noi senza fornirci informazioni in merito se non frammentarie e occasionali, probabilmente anche con l’appoggio di politici e potenti vari…

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20 luglio 2007 | Search Marketing | commenti

Una risposta to “Pubblicità supercontestualizzata sugli affari nostri”

  1. 1 Alessio 11 agosto 2007 @ 12:26

    perchè la privacy è una pagliacciata. ti ricordi quando inviavano a casa le bollette trasparenti? erano nascosti gli ultimi numeri. chiamando la signorina “come posso esserle inutile” ti dicevano che erano nascosti per la privacy. Poi giustamente sono indagati per le intercettazioni. Chiedo scusa se ho sconfinato; il campo è diverso ma la solfa è sempre la stessa.

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di Andrea Cappello

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