Web Analysis: pagine viste VS permanenza visitatori

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Ho gia scritto sull’importanza di definire l’accesso unico e il modo di rilevarlo. Trasformare i dati quantitativi in dati qualitativi è il lavoro che ogni buon web marketer dovrebbe fare per non farsi “abbindolare” dai dati che soprattutto le ADV agency propongono per dare peso ai portali e ai siti web ai possibili advertisor, o per valutare correttamente “come funziona il sito web” che una lettura superficiale dei software di statistiche induce a fare.

In tale direzione si stanno muovendo fortunatamente anche le aziende certificatrici come Nielsen Netratings che ha cominciato a privilegiare il tempo speso sul sito rispetto al tradizionale pagine viste, tenendo conto anche del fatto che sempre più siti hanno contenuti variabili che non comportano navigazioni si pagine diverse (grazie a tecnologie come Flash ma soprattutto Ajax).

La questione non è da poco perchè capire cosa fanno gli utenti in un sito è sicuramente più importante di quanti sono e, soprattutto, permette anche di avere un sistema di monitoraggio della qualità del sito e, quindi, del grado di attenzione che gli utenti danno allo stesso e, di conseguenza, dell’efficacia che possono avere i contenuti in qual sito (anche pubblicitari).

I primi a beneficiare di tale nuova prospettiva nella rilevazione e classificazione saranno sicuramente i siti del cosiddetto Social Network, che sicuramente gli utenti vivono con maggior interesse e passione rispetto a siti commerciali, magazine, motori di ricerca.

Un passo ulteriore, quindi, verso la difficile misurazione del valore del web.



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18 luglio 2007 | Social Media Marketing, Web Analytics | commenti

Una risposta to “Web Analysis: pagine viste VS permanenza visitatori”

  1. 1 Giuseppe 18 luglio 2007 @ 16:48

    Mi trovo perfettamente in linea con questi nuovi parametri per la valutazione della qualità di un sito web, solo se usati per integrare i dati provenienti dalle analisi più classiche: non tutte le piattaforme potrebbero beneficiare di queste novità, come ad esempio un blog seguito via Feed RSS da molti lettori fedeli.

    Da quando ho cominciato a scrivere nel mio blog, sono già passati 6 mesi, ho imparato a valutare i siti considerando anche il loro aspetto sociale: il numero di commenti nei post, i lettori visti da FeedBurner, il numero di articoli presenti sui social bookmark come Digg e Delicious, ecc.
    Torniamo così ad un concetto fondamentale: meglio pochi visitatori di qualità che molti visitatori casuali.

    Concludo ricordando che probabilmente Google precede sempre tutti: vedasi la Frequenza di Rimbalzo in Analytics.

    Ciao.

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di Andrea Cappello

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