Carta dei diritti degli inserzionisti di Google
Click Quality Council pubblica una sorta di carta dei diritti degli inserzionisti dei motori di ricerca. Riporto la traduzione offerta da Emiliano:
- li inserzionisti non dovrebbero mai pagare piu’ di un click nella stessa sessione.
- Gli inserzionisti non dovrebbero mai pagare il traffico generato dai bots.
- Gli inserzionisti dovrebbero avere pieno controllo sulla distribuzione degli annunci.
- Le liste di esclusione di domini e IP dovrebbero essere facili da usare e da gestire.
- I motori di ricerca dovrebbero fornire agli inserzionisti informazioni dettagliate sui referrers per l’intero traffico fatturato.
- Gli inserzionisti non dovrebbero mai pagare il traffico non corrispondente alle impostazioni di geotargeting selezionate.
- I motori di ricerca dovrebbero adottare sistemi di verifica di terze parti per monitorare la qualita’ dei clicks.
- I motori di ricerca dovrebbero fornire un facile meccanismo per la riconciliazione dei clicks su base mensile.
Molto molto bello. E molto lontando dai diritti che non hanno gli inserzionisti di tutti gli altri media. Ecco qualche piccola riflessione random:
- Chi vede/ascolta realmente gli spot radio/tv? Come vengono misurati gli ascoltatori degli spot? (ogni tanto qualche lamentela si sente, ma non viene mai discussa…)
- Perchè si confondono i lettori possibili di un giornale con i lettori possibili del mio annuncio?
- Quali sono realmente gli utenti per le promozioni di email marketing? Quante email sono morte o fittizie?
Se è vero che con internet si può dare con relativa facilità risposta certa a tutti i punti sopraesposti, mi domando in ogni caso come mai per l’adv tradizionale si è sempre lasciato il manico del coltello a favore delle agenzie o degli editori che tuttora forniscono dati nebulosii.
Se mentre online con il fai date (senza cioè il supporto delle ADV Company o degli editori, ma con l’aiuto di agenzie specializzate e software) si possono quantomeno controllare le campagne e notare possibili discrepanze o dati aberranti, nel mondo offline, dove tali controlli sono spesso molto onerosi o impossibili, si lascia tranquillamente che il problema persista.
Preoccupiamoci quindi di fare in modo che i nostri click siano ben spesi spronando Google & C. ad essere più trasparenti che mai, ma ricordiamoci che se oggi l’adv online è maturato ed è diventato più qualitativo è proprio grazie al loro modello di gestione pubblicitaria. Che anche offline dovrebbe essere replicato (e se non erro Google si appresta proprio a offrire la sua consulenza anche a chi gestisce l’advertising fuori dal web).











Una risposta to “Carta dei diritti degli inserzionisti di Google”
1 Miriam 26 maggio 2007 @ 19:12
Lavorando per una media agency, capisco perfettamente cosa dici… spero di poterti incontrare al SES perchè vorrei parlarti di alcuni progetti personali. Colgo l’occasione x salutare Luca e Marco del tuo Studio. Sono stati gentilissimi!
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