Google superato? No; da superare…

di

Google, il rivoluzionario e più usato motore di ricerca, è arrivato al capolinea, almeno nella sua attuale logica di ranking. Gayle Troberman , responsabile contenuti di Microsoft, ha affermato che oltre il 60% delle ricerche finiscono in un nulla di fatto. C’è da credergli (hem… a dir il vero più con Live & C. che con Google).

Oggi Google, il più evoluto dei motori di ricerca, soprattutto grazie alla logica di assegnare valore ai siti web tramite un algoritmo che riesce a qualificare l’importanza degli stessi, in sempre più ricerche su settori ad alta competitività o quasi sempre in lingua inglese, non sempre riesce a darci le risposte che cerchiamo e sicuramente non riesce ad offrirci le migliori risposte possibili, costringendoci a ricerche molto complesse e dedicando molto tempo alle stesse (anche se, per paradosso, quasi mai utilizzando interfacce di ricerca più evolute come ad esempio quella avanzata).

D’altronde la lotta è ardua: query di ricerca (che rappresenta la nostra esigenza) VS miliardi di siti web, che continuano a proliferare con un costante aumento di velocità, molti dei quali senza reale valore (spam engine in primis). Il celeberrimo pulsante di Google “mi sento fortunato”, che aveva l’ambizione di farti aprire il primo sito web dei suoi listing con la speranza che fosse quello che realmente cercavi, giorno dopo giorno sembra essere una lontana utopia.

La Powerset, startup co-fondata da un giovane ricercatore italiano formatosi all’Università del Texas, ha un sogno. Riuscire a catalogare diversamente i siti web per avvicinare realmente i siti web chew realmente l’utente desidera consultare ed allontanare quelli meno attinenti, utilizzando una logica a “domande dirette” e non più a parole chiave (avete capito bene, chiedo al computer connesso alla rete cose tipo “dove trovo libri che parlano del Petrarca?”).

Google (è ancora meno gli altri), infatti, indicizza i contenuti dei siti web senza avere idea del loro senso e delle relazioni che instaurano con altri siti o tra sezioni del sito. Quello che riescono a fare, utilizzando le parole come “oggetti” da comparare, è attivare appunto comparazione di siti che contengono oggetti simili, arrivando a sviluppare logiche di “attinenza di contenuti” perchè i siti hanno oggetti simili al loro interno, oggetti di cui nulla si sa e che per assurdo potrebbero anche non esistere.

E’ per tale motivo che la ricerca dei motori oggi si basa ancora sugli oggetti (parole chiave) a prescindere dal loro significato o dai loro più possibili significati a seconda del contesto in cui vengono inseriti, e che il motore di ricerca attualmente non riesce a riconoscere.

Un motore di ricerca basato sul linguaggio naturale (il sogno di Powerset) potrebbe rispondere a domande di senso compiuto. Linguaggio naturale affidato a un software: sogno o realtà? Il mese scorso Powerset ha stretto un accordo con il Palo Alto Research Center della Xerox, rinomata per l’esperienza decennale nel campo del linguaggio naturale al computer.

Powerset revolution quindi! I contenuti di Internet vengono analizzati in base ai principi della linguistica computazionale e il senso viene codificato in chiave algoritmica.
Alla corsa per superare Google partecipano naturalmente anche altre realtà, tra cui ricordo:

Anche Google non sta a guardare, e sono pronto a scommettere che entro già quest’anno potremmo avere delle novità importanti in tal senso. Naturalmente però, io tifo Italia.



Blog Widget by LinkWithin

19 marzo 2007 | Comunicazione, Search Marketing | commenti

Lascia un commento

  1.  
  2.  
  3.  
  4. *

di Andrea Cappello

Pensieri e idee riguardo a: Google e motori di ricerca, search engine marketing, web advertising, la comunicazione e il marketing in rete, ma non solo...

LinkedIn | Facebook | FFeed

Twitter | Google+ | Miei Articoli

 

Post più letti

Ultimi Post

Ultimi commenti

Realizzazione Siti Wordpress