I migliori ai primi posti in Google. Link, i love you!

di Andrea Cappello

Uno dei fattori determinanti per il posizionamento di un sito web ai primi posti è la “reputazione” del sito online. Più sei importante prima compari ai primi posti su alcune parole chiave. La reputazione Google la misura con i link: loro numero, loro attinenza, importanza di chi linka, qualità del link, etc. Ne parlano in questi giorni Stefano, Giuseppe, Marek (benvenuto!).

La direzione presa da tempo da Google è quella di andare a intercettare i link artificiosi (creati solo per alterare il valore del Page Rank dei siti web) e premiare invece quelli meritori, i link cioè frutto di una citazione per merito, come i link che ho inserito in questo post.

Se è relativamente facile intercettare i link ottenuti con attività di scambio reciproco o su sezioni di pagine di siti che mettono in vendita i link per questioni di PageRank (praticata da molti portali, blog e forum), forse lo è un po meno quando il link viene inserito in sorta di redazionali a pagamento (la pubblicità occulta tanto usata nei giornali). Lo testimonia il fatto che, a fronte del fatto di aver sempre dichiarato di utilizzare solo soluzioni software oggettive per la classificazione dei siti e l’assegnazione del Page Rank, in realtà Google sta arruolando personale anche per fare controlli umani (e quindi per loro natura soggettivi e parziali) su siti e portali, anche per questioni di link.

In ogni caso, lo sforzo che Google sta facendo è notevole e merito di plauso. Identificando il “peso” che hanno i link, distinguendo ad esempio le numerose liste dii link a piè di pagina di alcuni siti web (sotto una dicitura “partner” o “amici”) e favorendo quelli citati in articoli o contesti probabilmente perchè frutto di merito per il valore (positivo ma anche negativo) che l’azienda linkata ha apportato tanto da meritarsi citazioni, al primo posto nel ranking di ricerca dovrebbero comparire sempre più i siti che realmente hanno merito.

Oggi l’effetto googleboombing ottenuto spesso con azioni a pagamento (che Google dice dovrebbe scomparire) permette ad alcuni siti di rimanere piazzati ai primi posti su singole parole chiave non sempre meritatamente (ne sa qualcosa anche italia.it mi pare), ma se si guardano i piazzamenti su più ampli parchi di parole chiave attinenti agli argomenti trattati da ogni singolo sito web, i siti che maggiormente meritano tendono nel tempo a rimanere ben visibili, anche se il naturale proliferare dei siti web porterà a limitare la visibilità di tutti i siti (almeno fintanto che si continuerà ad usere per la ricerca un box su cui inserire parole con le quali si scandaglia l’intero universo di miliardi di siti del world wide web), spingendo chi avesse bisogno di visibilità sempre più verso soluzioni pay (AdWords & C.)

Essere primi nel tempo per merito è quindi un duplice successo per chi vi riesce: un successo non solo per il traffico di utenti che ne deriva (che spesso è di utenti che non utilizzano in prima scelta i collegamenti a pagamento, utenti che sono la maggior parte), ma anche per una reale attestazione di qualità del sito dell’azienda e dell’azienda stessa, qualità che oltre a gratificare l’azienda e i suoi titolari, permette un’affermazione del brand molto più naturale e gradita.

E i SEO? Che cosa possono fare di fronte a tale scenario?

Oltre al lavoro di ottimizzazione del codice del sito web, attività particolarmente complessa soprattutto quando si tratta di siti con migliaia o centinaia di migliaia di pagine e con contenuti dinamici, tre strade vedo che attualmente si stanno affermando:

  1. proporre ai clienti soluzioni di posizionamento adottando link in siti network per valorizzare il pagerank (la più praticata ma la più pericolosa soprattutto per il cliente)
  2. lavorare preferibilmente con siti di clienti che hanno gia un buon pagerank (e qui le SEO agency hanno gioco facile)
  3. diventare abili consulenti nel supportare il cliente in una strategia efficacie di “creazione di valore online”, cosa molto difficile perchè richiede abilità non tecniche, ma creative e strategiche proprie più di chi si occupa di marketing e pubblicità che di html o programmazione.

Autocompiacimento: nel settore del SEO, come intuirete, le società tentano in primis di posizionare i loro siti web adottando tutte le politiche possibili, corrette o meno, o quantomeno “ai limiti” (lo ho testate anch’io). Ma se negli anni abbiamo visto comparire e scomparire ai primi posti in Google diverse agenzie SEO, è con grande piacere che il sito della mia azienda invece in questi anni è sempre rimasto ai primi posti, nonostante la nostra iniziale piccola dimensione e nonostante attualmente vi siano sicuramente aziende più blasonate che stanno investendo molto in pubblicità online anche per il posizionamento del loro sito.

Blog Widget by LinkWithin
Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Technorati
  • LinkedIn
  • Google Bookmarks
  • Live
  • email
  • Twitter
  • Facebook
  • Buzz

16 marzo 2007 | SEO, Search Marketing | commenti

5 risposte to “I migliori ai primi posti in Google. Link, i love you!”

  1. 1 Albert 24 marzo 2007 @ 12:24

    Effettivamente Andrea i fatti parlano chiaro (il mio ultimo ex capo che conosci aveva il fegato logoro dall’invidia nei tuoi confronti).
    Ma ti assicuro che anche qui da Londra incredibilmente si parla di te tra colleghi. Un saluto (spero tu ti ricordi di me)!

  2. 2 Gianluca 2 aprile 2007 @ 15:08

    Complimenti per la qualità degli articoli e la ricchezza di contenuto del sito http://www.studiocappello.it Ti faccio una domanda: se google premia la qualità dei link ed è giusto che lo faccia, tutti i siti con directory e simil che prospettive avranno essendo generalisti molto spesso? In sostanza se il sito http://www.ufficiarredati.it volesse incrementare il suo page rank dovrebbe puntare su siti con contenuti simili disposti a linkarlo anche se con page rank basso o su directory geenriche e page rank alti? Grazie e ancora compliemnti

  3. 3 Alessio 2 aprile 2007 @ 15:49

    Caro Gianluca, mi permetto di rispondere

    Sicuramente il metodo migliore NON è spiattellare l’indirizzo del sito nel blog di Andrea Cappello :) (di cui sto seriamente prendendo in considerazione il corso), o su qualunque altro blog, visto che il Sig. Google ha fatto dono ai Bloggers del comando “rel=nofollow” per evitare proprio questo tipo di spam da parte di troppa gente che pensa di essere furba e rallegra spesso le mie giornate di Search Engine Optimization.

    Uno dei siti che tengo costantemente sott’occhio ha 9 link e PageRank 5, l’altro 120 e PageRank 4. Ed è giusto che sia così. Sono proprio contento che Google stia facendo dei passi avanti enormi per far vincere il merito su altre doti tutte italiane che, per fortuna, in America non vanno così di moda.

  4. 4 sughero 3 aprile 2007 @ 04:17

    “In ogni caso, lo sforzo che Google sta facendo è notevole e merito di plauso”
    Caro Andrea, ti stimo e apprezzo (ho frequentato anche un tuo corso…:) però sei sempre dalla parte di google! NON sempre google fa cose buone, a volte fa anche delle porcate … o no?

  5. 5 Andrea Cappello 3 aprile 2007 @ 11:11

    Ciao sughero.
    Ti confesso che per ora le cose negative o gli errori fatti di Google sono per me in ombra rispetto le cose positive…
    Quello che mi spiace più che altro è l’assenza di reali competitor, come invece accadeva qualche anno fa.

Lascia un commento

  1.  
  2.  
  3.  

di Andrea Cappello

Pensieri e idee riguardo a: Google e motori di ricerca, search engine marketing, web advertising, la comunicazione e il marketing in rete, ma non solo...

LinkedIn | Facebook | FFeed

Twitter | Miei Articoli |

Vuoi ricevere i post per email?

Cerca nel blog:

Ultimi Post

Ultimi commenti

Categorie

 

Metafora AD Network

 

Links

Archivi