La libertà di internet: link, contenuti vs privacy
Vi ricordate la storia dei siti italiani censurati prima si poi no poi si poi no perchè linkavano siti tramite i quali si potevano vedere partite di calcio gratis? O il ban del link ad un risultato dei posizionamenti organico (il primo) che al primo posto sulla key “miserabile fallimento” presentava un collegamento alla biografia dell’allora presidente del consiglio? O il recente caso Youtube e ragazzo down? O il recente oscuramento di Wikipedia, NY Time e Youtube in India?
Sulla considerazione del fatto che anche i motori di ricerca sono fatti essenzialmente di link, risulta interessante una sentenza della poco liberale Cina: “Baidu, Il più popolare motore di ricerca cinese è stato considerato innocente al processo intentato da sette major discografiche: non è colpevole perché i file illegali a cui portano i suoi link non risiedono sui suoi server”.
Linkare siti non dovrebbe essere reato quindi. Manipolare l’accesso ai siti con link è quindi un abuso. E se ce lo dice la Cina, temo che i nostri politici italiani che continuano a operare nel web con una mannaia censoria atta solo a minare la libertà di informazione, agiscono abusando di potere e contro la libertà.
Quando un server, però, oltre ai link ospita dei contenuti anche di terzi, potrebbe essere messo in discussione. Ma ancora una volta i nostri politici si focalizzano sul canale del messaggio e non sul mittente e le cause. Dice bene Layla Pavone nel suo blog:
“L’establishment si e’ rivelato in tutta la sua incapacita’ di rapportarsi con la vita reale. E per dare l’impressione di sapersene occupare ha deciso di emettere una condanna nei confronti di Internet senza nemmeno conoscerne le funzionalita’.
Come dire, si sta colpevolizzando il vettore (il corriere, se si fosse trattato della chiavetta Ubs inviata alle sede dell’Ansa) anziche’ domandarsi ed andare a fondo del perche’ si sia verificato un atto come quello della scuola di Torino. Aiuto! Ma in che Paese viviamo???
Rimane però il diritto alla privacy: i fatti miei non possono essere resi pubblici in alcun modo.
Una privacy che in internet, grazi alla possibilità di pubblicare contenuti in giro per il mondo in modo anche anonimo su server posizionati in geografie anarchiche, con la possibilità di linkare e quindi segnalare a milioni di utenti l’esistenza di tali contenuti, motori di ricerca compresi, viene un pò a traballare.
In un mondo che si “internizza” sembre più, e che in internet ha trovato il primo sistema trasversale a leggi e nazioni, forse la privacy sarà la materia più a rischio di infrazione. E se questo da una parte è un bene (perchè è sempre più difficile in rete occultare le informazioni), dall’altro significa che sarà sempre più difficile nascondere i propri e riservati contenuti personali.
Non vedo soluzioni a breve, anche perchè tali soluzioni devono prevedere una concertazione mondiale di politici, nazioni e culture. Ma a rfonte di questo problema, quello che più mi entusiasma è che grazie a internet il mondo potrà cambiare in meglio. Semprechè non vi siano delle company che possano avere in qualche modo il controllo sulla rete o, quantomeno, sui sistemi di segnalazione e reperimento dei contenuti.
La realtà internet ce la butta addosso nuda, cruda e tutta. Senza che nessuno ce la disegni con il suo personale e soggettivo modo di interpretarla. Una nuova sfida quindi, per una nuova generazione e una nuova cultura. Almeno questo spero. Perchè il modello attuale, basato sul controllo e la gestione di pochi (che non si sa più chi sono) ha dimostrato di aver fallito, come testimonia il graduale quotidiano e inarrestabile decadimento di contenuti, cultura e valori. A tutti i livelli, anche su quello politico, che dovrebbe essere quello che guida al miglioramento, e che invece oggi è diventato espressione del decadimento, come troppo bene il paese Italia dimostra.
4 risposte to “La libertà di internet: link, contenuti vs privacy”
-
1 diegalax 7 dicembre 2006 @ 13:42
bell’articolo, il fatto di essere peggio dei cinesi mi fa tremare le gambe. che tristezza.
non capisco il discorso della privacy.
se un documento è strettamente personale perchè viene messo sulla rete ? a quel punto secondo me si da implicitamente il consenso a linkare il materiale.
ciao
-
2 Andrea Cappello 7 dicembre 2006 @ 13:47
non credi che su youtube i filmati pubblicati siano stati autorizzati dai loro protagonisti?
come non credi che non sia difficile pubblicare informazioni o foto o filmati di terzi senza loro consenso e in modo anonimo?
in effetti in rete ci sono documenti strettamente personali che non dovrebbero esserci. -
3 diegalax 7 dicembre 2006 @ 13:59
no questo ha senso.
avevo capito un altra cosa, ossia tu metti online i documenti e poi pretendi privacy
tutto chiaro ora
ciao
diego -
4 Giulio 11 dicembre 2006 @ 13:12
Ringraziandola per l’attenziove verso questo tema molto importante per la libertà segnalo l’intervento di Beppe Grillo dal suo blog circa la libertà di link ed un nostro politico… http://www.youtube.com/watch?v=1u7SNSRK4zY
Seguo sempre il blog. Buon lavoro.
Lascia un commento

bell’articolo, il fatto di essere peggio dei cinesi mi fa tremare le gambe. che tristezza.
non capisco il discorso della privacy.
se un documento è strettamente personale perchè viene messo sulla rete ? a quel punto secondo me si da implicitamente il consenso a linkare il materiale.
ciao
by diegalaxnon credi che su youtube i filmati pubblicati siano stati autorizzati dai loro protagonisti?
by Andrea Cappellocome non credi che non sia difficile pubblicare informazioni o foto o filmati di terzi senza loro consenso e in modo anonimo?
in effetti in rete ci sono documenti strettamente personali che non dovrebbero esserci.
no questo ha senso.
avevo capito un altra cosa, ossia tu metti online i documenti e poi pretendi privacy
tutto chiaro ora
by diegalaxciao
diego
Ringraziandola per l’attenziove verso questo tema molto importante per la libertà segnalo l’intervento di Beppe Grillo dal suo blog circa la libertà di link ed un nostro politico… http://www.youtube.com/watch?v=1u7SNSRK4zY
Seguo sempre il blog. Buon lavoro.
by Giulio