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	<title>Commenti a: Pubblicità per performance, anche offline</title>
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	<description>Pensieri e idee riguardo a: motori di ricerca, search engine marketing, web advertising, il marketing in rete e la comunicazione online, ma non solo. E gli articoli di Studio Cappello.</description>
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		<title>Di: Andrea Cappello</title>
		<link>http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2006/11/07/pubblicita-per-performance-anche-offline/comment-page-1/#comment-660</link>
		<dc:creator>Andrea Cappello</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2006 16:05:41 +0000</pubDate>
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		<description>Hai ragione. Ma l&#039;ADV di Google sta imponendo a chi gestisce ADV di seguire delle metriche e delle misurazioni più che in passato, misurazioni che online sono &quot;concrete&quot;. E che tradotto significa: &quot;se mi fregano una volta, non mi fregano una seconda&quot;.

E&#039; vero che gli editori online sono spesso fumosi nel proporre il loro valore, ma è anche vero che non la fanno franca con gli specialisti competenti che, dopo aver speso un certo budget con un portale, poi lo &quot;rimodellano&quot; a seguito delle performance rilevate. E se l&#039;editore del portale non ci sta, lo sostituiscono con uno più performante a portata... di click.

E&#039; quindi vero quello che dici, ma online la logica dell&#039;ignoranza dura poco o, quantomeno, meno dell&#039;offline dove i paletti sono molti e richiedono grossi sforzi preventivi e consuntivi per abbatterli, sforzi insostenibili ai più.

Ma quello che più mi preme è che la soglia d&#039;ingresso al mondo dell&#039;ADV offline (e il suo monitoraggio per performance) grazie a soluzioni IT usabili, accessibili e gestibili facilmente come quelle offerte da Gooogle, è abbassabile drasicamente e migliorabile qualitativamente. 

Il che significa realmente più libertà e più competitività per tutti. Anche se oggi significherebbe rendere ancora più grande il gigante G.

In fondo Google fa una cosa semplice: gruppo d&#039;acquisto. E con i soldi che può spendere poi pretende per se e per i suoi affiliati il meglio che gli editori dovranno dare. Abbattendo monopoli distributivi e commerciali che attualmente mi sembra siano lo sbarramento principale per la crescita quantitativa e qualitativa dei media.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai ragione. Ma l&#8217;ADV di Google sta imponendo a chi gestisce ADV di seguire delle metriche e delle misurazioni più che in passato, misurazioni che online sono &#8220;concrete&#8221;. E che tradotto significa: &#8220;se mi fregano una volta, non mi fregano una seconda&#8221;.</p>
<p>E&#8217; vero che gli editori online sono spesso fumosi nel proporre il loro valore, ma è anche vero che non la fanno franca con gli specialisti competenti che, dopo aver speso un certo budget con un portale, poi lo &#8220;rimodellano&#8221; a seguito delle performance rilevate. E se l&#8217;editore del portale non ci sta, lo sostituiscono con uno più performante a portata&#8230; di click.</p>
<p>E&#8217; quindi vero quello che dici, ma online la logica dell&#8217;ignoranza dura poco o, quantomeno, meno dell&#8217;offline dove i paletti sono molti e richiedono grossi sforzi preventivi e consuntivi per abbatterli, sforzi insostenibili ai più.</p>
<p>Ma quello che più mi preme è che la soglia d&#8217;ingresso al mondo dell&#8217;ADV offline (e il suo monitoraggio per performance) grazie a soluzioni IT usabili, accessibili e gestibili facilmente come quelle offerte da Gooogle, è abbassabile drasicamente e migliorabile qualitativamente. </p>
<p>Il che significa realmente più libertà e più competitività per tutti. Anche se oggi significherebbe rendere ancora più grande il gigante G.</p>
<p>In fondo Google fa una cosa semplice: gruppo d&#8217;acquisto. E con i soldi che può spendere poi pretende per se e per i suoi affiliati il meglio che gli editori dovranno dare. Abbattendo monopoli distributivi e commerciali che attualmente mi sembra siano lo sbarramento principale per la crescita quantitativa e qualitativa dei media.</p>
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		<title>Di: Matteo.Balzani</title>
		<link>http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2006/11/07/pubblicita-per-performance-anche-offline/comment-page-1/#comment-658</link>
		<dc:creator>Matteo.Balzani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2006 12:53:47 +0000</pubDate>
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		<description>Andrea, avendoci a che fare tutto il giorno ti assicuro che anche online l&#039;advertising legato alla performance è fortemente osteggiato in molti casi. In primis dagli editori, che chiaramente non vogliono correre il rischio di vedere &quot;misurata&quot; la loro efficacia, poi dalle agenzie, che hanno paura di perdere budget. In alcuni casi addirittura dai merchant stassi, che hanno dei budget da spendere e spesso non sanno bene come e pagare sulla performance diventa quasi un rischio...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, avendoci a che fare tutto il giorno ti assicuro che anche online l&#8217;advertising legato alla performance è fortemente osteggiato in molti casi. In primis dagli editori, che chiaramente non vogliono correre il rischio di vedere &#8220;misurata&#8221; la loro efficacia, poi dalle agenzie, che hanno paura di perdere budget. In alcuni casi addirittura dai merchant stassi, che hanno dei budget da spendere e spesso non sanno bene come e pagare sulla performance diventa quasi un rischio&#8230;</p>
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