Il peso di un link

di

Quotidianamente arrivano al nostro Studio richieste di link, scambio link, presenza link, link a pagamento verso i nostri siti o dai nostri siti. Sono anche nate numerose Link Farm che vendono i link un tanto a PR. Ecco un abstract di una delle tante email ricevute:

Dear webmaster
We are providing Search Engine optimization , link building , Article writing ( content writing) and web development to our clients basically on outsourcing basis. Here are some details including the prices for our various services: (…)
The Reciprocal Link Building rates are as follow:
PR2 USD $2
PR3 USD $4
PR4 USD $6
PR5 USD $8
The One way link building rates
PR2 USD $3
PR3 USD $5
PR4 USD $9
PR5 USD $10
(…)

Mi viene in mente un bell’articolo di Giuseppe Granieri su InternetNews del 2004 che noto oggi non è più online e non posso quindi linkare, ma di cui mi sono salvato alcuni stralci di citazioni che vado a riportare.

In proposito Jill Walker in “Links and Power: The Political Economy of Linking on the Web” ha affermato:

«Noi partecipiamo a una struttura di potere, che la cosa ci piaccia o meno. Possiamo criticarla, rifletterci su, approvarla o provare a sovvertirla. Ma non dobbiamo ignorarla. La standardizzazione dei link e il loro valore modelleranno ciò che ci riserva il futuro perché definiscono ciò che può essere trovato. Definiscono la conoscenza.».

Da quando Google ha da un voto e un peso ai link, il link ha acquisito un valore. In “The Anatomy of a Large-Scale Hypertextual Web Search Engine”, Sergey Brin e Lawrence Page spiegano chiaramente il funzionamento di questo sistema:

“Il Page Rank può essere pensato come un modello di comportamento dell’utente. Noi teorizziamo che ci sia un “navigatore casuale” che parte da una pagina Web a caso e comincia a cliccare sui link, non tornando mai indietro ma, eventualmente, annoiandosi e ripartendo da un’altra pagina. La probabilità che questo utente visiti una pagina è il Page Rank. [...] Una giustificazione intuitiva è la seguente: una pagina può avere un alto Page Rank se ci sono molte pagine che puntano su di essa, o se puntano su di essa poche pagine con un alto Page Rank. Sempre intuitivamente, pagine che sono molto citate da molti punti nel Web hanno il valore per essere cercate. Così come una pagina che magari ha una sola citazione però proveniente da Yahoo! o da siti simili, ha lo stesso un suo valore. Se una pagina non è di alta qualità, o è solo un link che non porta a nulla, è prevedibile che non sia linkata da Yahoo!.»

Una volta individuato il rapporto tra link e value, Jill Walker si chiede quale sia il reale tasso di cambio per il valore dei link. I link sono importanti all’interno del Web e possono avere impatti all’esterno: nel caso di siti di e-commerce, per esempio, ma anche nei meccanismi di reputazione.

I link sono utilizzati per misurare la popolarità e per quantificare le probabilità di una pagina di essere trovata; se dunque il link, attraverso strumenti come Page Rank, non è ancora la valuta della Rete, di sicuro oggi è un’unità di misura utilizzata per quantificare il successo (la ricchezza, per rimanere nella metafora) di una pagina e, per estensione, del suo autore.

I recenti aggiornamenti di Google e del suo Page Rank hanno portato ad una diversa e maggiore valorizzazione dei link secondo sistemi di linearità semantica tra chi linka e chi è linkato, anzianità, ambiente di link di cui chi linka fa parte, etc. E il link ha acquisito ancora più valore, anche se non più generico come in precedenza.

La valorizzazione del sito agli occhi di Google passa secondo logiche di link che stanno associando l’importanza dei siti a concetti riconducibili a quanto accade nel mondo reale dove l’importanza di un’azienda è dovuta al fatto che se ne parli nel suo universo di riferimento, e dove la stessa, in tale universo, può innalzare la propria reputazione pagando degli emittenti senza aspettare che essi parlino per loro. E non sto parlando solo della tradizionale pubblicità, ma anche a forme più evolute di marketing che prevedono ad esempio investimenti in leader di opinione (capoclasse, baristi, medici,…), persone pagate per citare marchi, utilizzare e consigliare prodotti facendo credere agli altri che la loro scelta non sia per soldi ma naturale.

Un pò come accade quindi con i link, a volte presenti in redazionali o con scambi link non evidenti, o con evidente presenza link a pagamento solo per ragioni di PR, o con acquisizione di domini scaduti i per tentare di “rubarne” il Page Rank “accumulato” in precedenza.

La prossima volta quindi che vorrete abbandonare un dominio o valorizzare un sito di contenuti, pensateci su. Forse avete una miniera d’oro e non lo sapete…

11 maggio 2006 | Search Marketing, SEO | commenti

Una risposta to “Il peso di un link”

  1. 1 Piero Viscardi 11 maggio 2006 @ 17:21

    caro Andrea, ho letto con cura alcune pagine del tuo blog e mi fa molto piacere scoprire che anche in Italia abbiamo ragazzi professionisti veramente in gamba con sei te. Buon lavoro!

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di Andrea Cappello

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