Keyword Advertising: macchina da soldi da gestire con le pinze
Secondo Goldman Sachs, il 99% degli oltre 6,1 miliardi di dollari incassati da Google sono arrivati dall’advertising online. Eppure, in mezzo a tutto questo bengodi, c’è una minaccia che si profila all’orizzonte: il “fraud click”, il click fraudolento. Il problema è che nel 2005 si sono moltiplicati i casi di “click fraudolenti”, ovvero non effettuati da un visitatore occasionale ma da terzi interessati a far aumentare i costi dell’inserzionista o comunque a falsare il sistema di raccolta pubblicitaria. “Wired” cita vari esempi, tra cui quello di una compagnia aerea di Miami che ha scoperto che il 40% dei click ai suoi annunci non venivano da potenziali clienti, ma da un unico computer appartenente a una società rivale di New York. (fonte LaStampa).
Cominciare l’anno nuovo con questa notizia sembrerebbe apparentemente negativo, invece non lo è. Il fenomeno del click fraudolento può essere in qualche modo controllato utilizzando appositi software e analizzando le statistiche del proprio sito da incrociare ai dati del pannello AdWords.
La notizia va letta, secondo il mio parere, in questo modo: nella stragrande maggioranza dei casi il beneficio delle campagne Pay Per Click in termini di ROI è molto alto anche tenendo conto di “dispersioni di budget” che in realtà per il mercato Italia diventano significative solo in rari casi (clienti con grossi investimenti nel B2C in settori ad alta competitività e con target geografici internazionali). Il beneficio è ancora più palpabile se si confrontano le spese e i rientri rispetto i media tradizionali (molto soggetti per loro natura a dati vaporosi e dispersivi che spesso abili marketer vendono ai clienti in maniera distorta).
Che non è soggetto ai suddetti problemi di click è il posizionamento sui risultati organici di ricerca preferito dagli utenti che spesso si “fermano” solo su questi risultati per soddisfare le loro esigenze di informazioni, tralasciando i risultati a pagamento.
Per il 2006 mi attendo quindi un gran da fare per i SEO il cui lavoro permettere ai siti web non solo di essere raggiunti dagli utenti che non amano molto i risultati PPC, ma anche di lavorare molto meglio sull’affermazione del Brand grazie all’associazione inconscia “sito al primo posto sui risultati organici = società che rappresenta importante e migliore di altre”, e risparmiare denaro per campagne PPC, a volte molto.
Buon 2006 a tutti!









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