Il futuro delle ricerche e del pay search, mobile in pole position?
In primis, soprattutto con il passaggio a sistemi 3G, il cellulare. Google si prepara con Google mobile, ma anche gli altri non stanno a guardare.

La cosa più interessante sarà la possibilità di associare la ricerca alla posizione, incrociando i dati del motore di ricerca con quelli di un rilevatore di posizione (es GPS).
Questo porterà ad avere la possibilità di sviluppare molto il Search Advertising soprattutto B2C, o comunque dove è richiesta una geografia di riferimento. Basti pensare a quanto offre in tal senso Google Local. O il targeting per gestire AdWords localizzato.
Abbiamo bisogno di un vestito? Scriviamo “negozio abbigliamento”nel cellulare e immediatamente ci verranno visualizzati nei risultati di ricerca i negozi circostanti a noi con relativo mapping per raggiungerli…
Inoltre, ai telefoni o alle sim è possibile associare profili di persone. E anche qui si può fare in modo di comunicare messaggi diversi a seconda ad esempio che si tratti di donne o uomini, bambini o adulti, impiegati o studenti, etc. Targetizzare l’ADV sul profilo. Quello che si prepara a fare MSN con la sua piattaforma AdCenter per la gestione del paid search.
Abbiamo bisogno di un vestito e siamo una donna studente? Scriviamo “negozio abbigliamento”nel cellulare e immediatamente ci verranno visualizzati nei risultati di ricerca i negozi per ragazze circostanti a noi con relativo mapping per raggiungerli…
Tutto questo porterà ad avere informazioni usufruibili non con PC dotati di molta banda, ma con schermi al massimo di palmari con connessioni molto più lente. Il che porterà alla generazione di siti web per cellulari o alla creazione degli stessi da parte delle stesse engine company che si limiteranno a fare creare minisiti per i mobile proprio per questo tipo di ricerche.
Questi sistemi di gestire l’ADV localizzando la pubblicità e profilando l’utente non penso si fermeranno solo alla pubblicità “permessa” dal cliente, qulle cioè che lo stesso accetta quando si mette davanti ad un motore di ricerca per espletare il suo bisogno di informazioni, ma passeranno anche a quella “non voluta”, quella invasiva che troviamo quotidianamente sui vari media quali radio, TV, siti internet. La possibilità di mandare spot televisivi o radiofonici più attinenti all’utente porterà da una parte ad avere un maggior parco di inserzionisti anche minori, dall’altra ad avere utenti più felici nel ricevere pubblicità mirata sul loro profilo.
In sostanza, se proprio dovete “disturbarmi” con spot e messaggi, almeno fatelo con informazioni utili. Andando nella direzione che ci suggerisce anche Beppe Grillo in un suo post: Pubblicità: non bisogna aggiungere, bisogna sostituire.

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